DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE BERLINO - La vecchia regola, cara ad Angela Merkel, diceva: la Cdu non cambia i suoi cancellieri . Eppure questa è la posta in gioco stasera, e a questo si guarderà, sebbene si tratti di due elezioni regionali, a Berlino e nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore , poco popolato Land sul Baltico. Quanto sarà cattivo il risultato per la Cdu di Friedrich Merz? E se fosse catastrofico — se ci fosse un’altra vittoria AfD e un altro tracollo della Cdu come in Sassonia-Anhalt — sarà anche la fine del cancelliere stesso, il via a un putsch per defenestrarlo? Dipenderà dalle cifre, dalle soglie, dall’aritmetica, oltre che dal sentimento che si produrrà ai primi exit poll. Se però due settimane fa Merz è stato colto alla sprovvista, stasera ha convocato i vertici del partito per le 17: un’ora prima della chiusura dei seggi . L’obiettivo è avere una linea comune da esibire davanti alle telecamere. Se i retroscena dei giornali sono corretti, però, Merz vorrebbe anche sfidare i suoi stessi colonnelli: mi sostenete ancora sulle riforme (dalle pensioni alla sanità)? E se non è più così, tirate fuori il nome di chi vuole succedermi. Stringi stringi, quindi, è una battaglia sulla leadership per interposte elezioni: una battaglia così anticipata che certo i nomi dei possibili congiurati non sono segreti. In realtà, stasera, si misureranno molte altre tendenze. La prima riguarda l’AfD . È da un anno che il Meclemburgo è dato saldamente all’estrema destra, a completare il trittico di regioni ad Est (dopo la Turingia e la Sassonia-Anhalt) dove è il partito più popolare, sulla soglia del 40%. Invece, una sorprendente campagna della leader Spd e governatrice uscente Manu Schwesig, ha fatto recuperare ai socialdemocratici quasi 20 punti , riportandoli in testa nel Land che governano da 28 anni. Gli ultimi sondaggi dicono: Spd 37%, AfD 36%, Linke 9%, Cdu 6%, Verdi 5%; sotto la soglia i rosso-bruni BSW e i liberali. Rispetto alla Sassonia-Anhalt, dove c’era il trascinatore Ulrich Siegmund , all’AfD è mancato un leader forte, che scatenasse una sorta di febbre di partecipazione. Dall’altro lato, invece, la Spd è riuscita a mobilitare l’elettorato anti-AfD. Con un effetto ben noto in Germania: in casi di elezione contesa, si scatena il voto tattico per far perdere l’avversario, e quindi l’AfD . Infine, se la Cdu scendesse sotto il 5%, sarebbe esclusa per la prima volta nella sua storia dal Parlamento di un Land. E questa sarebbe l’ipotesi «catastrofica» per Merz. Nella capitale, invece, la sfida sembra tra Linke e Cdu, rispettivamente al 21 e al 20%. Terza è l’AfD (18%) , un dato che la vede raddoppiare i consensi rispetto a 3 anni fa: sospinta da quella grande periferia ex Ddr, quella dei casermoni negli enormi dormitori come Marzahn, che sono la nuova cintura d’estrema destra attorno alla «capitale rossa». I Verdi (15%) e la Spd (12%) non sembrano in partita. La Cdu qui aveva il sindaco, Kai Wegner, che non si ripresenta travolto da scandali, dopo che durante il grande blackout di gennaio se ne andò, invece che in ufficio, a giocare a tennis con la compagna. Berlino è quindi una città-Stato difficile da difendere per la Cdu di Merz. La vittoria della Linke, guidata dalla turco-tedesca Elif Eralp , sarebbe uno shock politico-culturale: c’è un solo precedente nella piccola Turingia. Tanto più che il partito promette gli espropri di migliaia di case per contenere il caro affitti . Sarebbe anche un laboratorio per la sinistra: è possibile, in futuro, una convergenza Spd-Linke-Verdi a livello nazionale? Tante incognite, tante scosse al sistema. E, per il cancelliere, una disfatta da evitare.
Il voto regionale tedesco in cui Merz si gioca il posto. La battaglia per Berlino
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE BERLINO - La vecchia regola, cara ad Angela Merkel, diceva: la Cdu non cambia i suoi cancellieri . Eppure questa è la posta in gioco stasera, e a questo si guarderà, sebbene si tratti di due elezioni regionali, a Berlino e nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore , poco popolato Land sul Baltico. Quanto sarà cattivo il risultato per la Cdu di Friedrich Merz? E se fosse catastrofico — se ci fosse un’altra vittoria AfD e un altro tracollo della Cdu come in Sassonia-Anhalt — sarà anche la fine del cancelliere stesso, il via a un putsch per defenestrarlo? Dipenderà dalle cifre, dalle soglie, dall’aritmetica, oltre che dal sentimento che si produrrà ai primi exit poll. Se però due settimane fa Merz è stato colto alla sprovvista, stasera ha convocato i vertici del partito per le 17: un’ora prima della chiusura dei seggi . L’obiettivo è avere una linea comune da esibire davanti alle telecamere. Se i retroscena dei giornali sono corretti, però, Merz vorrebbe anche sfidare i suoi stessi colonnelli: mi sostenete ancora sulle riforme (dalle pensioni alla sanità)? E se non è più così, tirate fuori il nome di chi vuole succedermi. Stringi stringi, quindi, è una battaglia sulla leadership per interposte elezioni: una battaglia così anticipata che certo i nomi dei possibili congiurati non sono segreti. In realtà, stasera, si misureranno molte altre tendenze. La prima riguarda l’AfD . È da un anno che il Meclemburgo è dato saldamente all’estrema destra, a completare il trittico di regioni ad Est (dopo la Turingia e la Sassonia-Anhalt) dove è il partito più popolare, sulla soglia del 40%. Invece, una sorprendente campagna della leader Spd e governatrice uscente Manu Schwesig, ha fatto recuperare ai socialdemocratici quasi 20 punti , riportandoli in testa nel Land che governano da 28 anni. Gli ultimi sondaggi dicono: Spd 37%, AfD 36%, Linke 9%, Cdu 6%, Verdi 5%; sotto la soglia i rosso-bruni BSW e i liberali. Rispetto alla Sassonia-Anhalt, dove c’era il trascinatore Ulrich Siegmund , all’AfD è mancato un leader forte, che scatenasse una sorta di febbre di partecipazione. Dall’altro lato, invece, la Spd è riuscita a mobilitare l’elettorato anti-AfD. Con un effetto ben noto in Germania: in casi di elezione contesa, si scatena il voto tattico per far perdere l’avversario, e quindi l’AfD . Infine, se la Cdu scendesse sotto il 5%, sarebbe esclusa per la prima volta nella sua storia dal Parlamento di un Land. E questa sarebbe l’ipotesi «catastrofica» per Merz. Nella capitale, invece, la sfida sembra tra Linke e Cdu, rispettivamente al 21 e al 20%. Terza è l’AfD (18%) , un dato che la vede raddoppiare i consensi rispetto a 3 anni fa: sospinta da quella grande periferia ex Ddr, quella dei casermoni negli enormi dormitori come Marzahn, che sono la nuova cintura d’estrema destra attorno alla «capitale rossa». I Verdi (15%) e la Spd (12%) non sembrano in partita. La Cdu qui aveva il sindaco, Kai Wegner, che non si ripresenta travolto da scandali, dopo che durante il grande blackout di gennaio se ne andò, invece che in ufficio, a giocare a tennis con la compagna. Berlino è quindi una città-Stato difficile da difendere per la Cdu di Merz. La vittoria della Linke, guidata dalla turco-tedesca Elif Eralp , sarebbe uno shock politico-culturale: c’è un solo precedente nella piccola Turingia. Tanto più che il partito promette gli espropri di migliaia di case per contenere il caro affitti . Sarebbe anche un laboratorio per la sinistra: è possibile, in futuro, una convergenza Spd-Linke-Verdi a livello nazionale? Tante incognite, tante scosse al sistema. E, per il cancelliere, una disfatta da evitare.

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