Il Senato ieri, 23 settembre ha approvato in via definitiva il disegno di legge sul nucleare sostenibile , un testo che era già stato approvato dalla Camera e che diventa legge. Ma che cosa cambia in concreto? Ecco le risposte. 1 La legge approvata ieri autorizza la costruzione di una centrale o di un reattore nucleare? No, la legge definisce il quadro giuridico entro il quale saranno valutati in futuro singoli progetti e tecnologie. 2 Che cosa accadrà nei prossimi mesi? Il governo ha dodici mesi per adottare i decreti attuativi (Pichetto punta ad approvarli entro fine anno) e altri 24 mesi per eventuali correttivi. 3 Sarà necessario fare un referendum, anche solo consultivo, dopo i due voti popolari nel 1987 e 2011 in cui gli italiani si sono detti contrari? No. Secondo i giuristi, il quadro oggettivo, cioè lo sviluppo tecnologico, e quello politico sono cambiati e i vecchi referendum non pongono un vincolo. Ciò non toglie che siano i cittadini a chiedere un altro referendum per abrogare la legge approvata ieri. 4 Quando arriverà il primo impianto? In base a quanto dichiarato dal ministro Pichetto nel 2033 o 2034. Non saranno centrali come quelle chiuse a fine Anni 80, ma reattori piccoli, quindi Small modular reactor (Smr), Advanced modular reactor (Amr)e microreattori. 5 Chi autorizzerà gli impianti? Il sistema autorizzativo sarà rivisto e aggiornato. La valutazione tecnica sulla sicurezza nucleare resta distinta dalle decisioni amministrative. La legge prevede la possibilità di istituire un’Autorità indipendente per la sicurezza, rafforzando le competenze tecniche esistenti dell’Isin (Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare). 6 Dove sorgeranno gli impianti? La legge approvata ieri non individua i siti dei futuri impianti. La localizzazione avverrà sulla base di criteri tecnici, ambientali e territoriali: sicurezza nucleare, sismicità, rischio idrogeologico, disponibilità di infrastrutture, connessione alla rete e caratteristiche del territorio. Sono previste forme di consultazione delle comunità interessate.
Il ritorno del nucleare in Italia, quando saranno costruiti gli impianti? Chi deciderà dove?|Pichetto Fratin: «I primi reattori in funzione nel 2033-34»
Il Senato ieri, 23 settembre ha approvato in via definitiva il disegno di legge sul nucleare sostenibile , un testo che era già stato approvato dalla Camera e che diventa legge. Ma che cosa cambia in concreto? Ecco le risposte. 1 La legge approvata ieri autorizza la costruzione di una centrale o di un reattore nucleare? No, la legge definisce il quadro giuridico entro il quale saranno valutati in futuro singoli progetti e tecnologie. 2 Che cosa accadrà nei prossimi mesi? Il governo ha dodici mesi per adottare i decreti attuativi (Pichetto punta ad approvarli entro fine anno) e altri 24 mesi per eventuali correttivi. 3 Sarà necessario fare un referendum, anche solo consultivo, dopo i due voti popolari nel 1987 e 2011 in cui gli italiani si sono detti contrari? No. Secondo i giuristi, il quadro oggettivo, cioè lo sviluppo tecnologico, e quello politico sono cambiati e i vecchi referendum non pongono un vincolo. Ciò non toglie che siano i cittadini a chiedere un altro referendum per abrogare la legge approvata ieri. 4 Quando arriverà il primo impianto? In base a quanto dichiarato dal ministro Pichetto nel 2033 o 2034. Non saranno centrali come quelle chiuse a fine Anni 80, ma reattori piccoli, quindi Small modular reactor (Smr), Advanced modular reactor (Amr)e microreattori. 5 Chi autorizzerà gli impianti? Il sistema autorizzativo sarà rivisto e aggiornato. La valutazione tecnica sulla sicurezza nucleare resta distinta dalle decisioni amministrative. La legge prevede la possibilità di istituire un’Autorità indipendente per la sicurezza, rafforzando le competenze tecniche esistenti dell’Isin (Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare). 6 Dove sorgeranno gli impianti? La legge approvata ieri non individua i siti dei futuri impianti. La localizzazione avverrà sulla base di criteri tecnici, ambientali e territoriali: sicurezza nucleare, sismicità, rischio idrogeologico, disponibilità di infrastrutture, connessione alla rete e caratteristiche del territorio. Sono previste forme di consultazione delle comunità interessate.

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