Un messaggio dal Corriere della Sera : è morta Elena Pero, la voce del tennis di Sky . La notizia comincia a circolare, i social si riempiono di foto, ricordi, momenti condivisi. Anche chi non aveva avuto la fortuna di conoscerla o di incontrarla anche solo una volta, sente vicina quella voce e quel volto che hanno accompagnato gli incontri degli ultimi 25 anni di tennis. Fino alla grande finale conquistata dal nostro Jannik Sinner a Wimbledon . Un anno fa, 12 settembre 2025, era stata proprio Elena Pero a inaugurare il format «Fuori Onda» del Tempo delle Donne , una serie vodcast registrata allo spazio Voce della Triennale. E non potevamo che iniziare con la voce del tennis, donna colta, sincera e dotata di grande umanità. Ecco di seguito quello che aveva raccontato. « Ho iniziato rispondendo a un annuncio di Rino Tommasi su Matchball . Ho composto il numero indicato pensando che mi avrebbe risposto un centralino o simile. Invece la moglie me lo passa subito. Cercava qualcuno che compilasse schede e aggiornasse statistiche: la cosa fondamentale era essere precisi e avere una buona calligrafia . Erano gli Anni 80, non si usava il computer per queste cose. Poi è iniziata una trasmissione tv e mi ha chiesto se volevo provare a commentare… all’inizio avevo molto dubbi. Mi disse: "Prova, e vediamo come va”. Mi ha conquistato: ho lasciato la facoltà di lettere e mi sono buttata su questa professione» . L’incontro prosegue parlando dei grandi del tennis, di Sinner e Alcaraz, dell’importanza di essere obiettivi durante le telecronache. E torna con la mente alle sue prime partite dove, come al Roland Garros, non erano previste le donne. « C’erano due ali di commentatori e un solo bagno. Per gli uomini . Però nel tennis, già una porta era stata aperta da Lea Pericoli. Sicuramente per noi è andata meglio che non per le colleghe di altri sport, dove è difficile trovare una prima voce a raccontare l’impresa». Sull’importanza che proprio lo sport ha per le nuove generazioni, Elena Pero aveva le idee molto chiare: «È importante come l’italiano e la matematica: ti insegna i tuoi limiti e a progredire. Se scegli uno sport di squadra impari a condividere momenti belli e gruppi. È una fonte di conoscenza, anche nelle cose più banali. Dovrebbe trovare molto più spazio nella vita dei ragazzi. Ed è un ottimo insegnamento anche per l’integrazione: non siamo l’involucro che vediamo fuori». Ma che tennista era Elena Pero? «Scarsissima», dice divertita. «Giocavo ai tempi del liceo, qualche ora a settimana. Ma sono meno di zero».