Per cinquant’anni quel bouquet è rimasto chiuso in una scatola , conservato insieme ai ricordi di un ragazzo di diciott’anni partito come scout per aiutare il Friuli devastato dal terremoto del 1976. Silvano Longo, oggi 68 anni e da 41 residente a Cerro Veronese, non ha mai saputo con certezza come quel mazzo sia finito nelle sue mani. «Non ricordo se la sposa lo abbia lanciato e io l’abbia preso, se lo avesse raccolto una ragazza che poi me lo diede da tenere oppure se fosse stata proprio lei a regalarlo a noi scout». Di sicuro c’è che Longo riportò quel bouquet con sé a Verona nel settembre di quell’anno e non se ne separò più . Il prossimo 17 ottobre, mezzo secolo dopo, tornerà in Friuli per riconsegnarlo a Loretta Sommaro, che quel giorno sposò Sergio Vidoni nella Tarcento ferita dal sisma. Longo allora faceva parte del gruppo scout Verona 9 . In Friuli era già stato una prima volta, dal 2 al 5 giugno, poche settimane dopo la grande scossa di maggio . «Era piena emergenza e in quel periodo non si poteva rimanere a lungo. Poi tornammo dal 12 al 19 settembre con il nostro gruppo, soprattutto noi più grandi, quelli sopra i diciott’anni». Le giornate erano scandite dai lavori assegnati ai volontari: sistemare case, aiutare persone anziane, dare una mano dove serviva. Poi, alla vigilia del ritorno a Verona, accadde qualcosa di diverso. « Era sabato e ci fu questo matrimonio , che penso fosse uno dei primi celebrati dopo il terremoto. Noi partecipammo alla cerimonia, la animammo cantando e alla fine gli sposi vollero fare una fotografia insieme a noi ». Erano Loretta e Sergio gli sposi, poco più che ventenni, e attorno a loro c’era ancora la vita provvisoria della tendopoli. In mezzo alle macerie e alle scosse che continuavano a farsi sentire, quel matrimonio aveva il sapore di un ritorno alla normalità. Poi, a un certo punto, il bouquet passò nelle mani di Silvano. «Come sia successo non lo so davvero. So soltanto che me lo portai a casa. L’ho sempre conservato come un oracolo , perché per me quella in Friuli era stata un’esperienza fortissima». Gli anni passarono, lui lasciò Verona, si trasferì a Cerro, si sposò e diventò padre di tre figli. Il bouquet rimase invece nella casa della madre , dentro la stessa scatola in cui era stato sistemato al ritorno dal Friuli. «Quando mia mamma è venuta a mancare e abbiamo cominciato a sistemare la casa, cinque anni fa, l’ho ritrovato. Era ancora lì. Me lo sono portato a Cerro e da quel momento continuavo a pensare: chissà se un giorno riuscirò a trovare questi sposi e a riportare loro questo mazzo». A spingerlo a provarci è stato Giovanni Tonolli, suo testimone di nozze e compagno di scoutismo. «Mi diceva: “Dai Silvano, fai un post sui social, poi penso io a farlo girare e vediamo se riusciamo a trovare qualcuno”». Quell’appello, però, secondo Longo, avrebbe dovuto avere una data precisa: il 18 settembre 2026 , esattamente cinquant’anni dopo il matrimonio . Così ha pubblicato su Facebook la vecchia fotografia con gli sposi e gli scout, raccontando la storia di quel bouquet rimasto con lui per mezzo secolo. E la risposta è arrivata molto prima del previsto. « Nel giro di 24 ore mi hanno scritto alcuni degli scout che erano stati con me in Friuli e mi hanno confermato i nomi e il posto. Mi ha contattato anche un avvocato di Udine che all’epoca era un bambino e abitava vicino al campo sportivo dove avevamo la tendopoli». Poi è arrivato il messaggio del nipote di Loretta , che aveva parlato con la zia e chiedeva il numero di Silvano. Pochi giorni dopo il telefono è squillato. Prefisso di Udine. «Ho risposto immediatamente: era lei. Mi ha detto che per il suo cinquantesimo anniversario quello era stato un regalo grandissimo e che sarebbe stata felicissima se fossimo andati lassù con le nostre famiglie e con gli altri scout». La stessa sera Longo è stato contattato anche dal figlio della coppia, che ora sta organizzando l’incontro del 17 ottobre a Sammardenchia, frazione di Tarcento. Da Verona partiranno Longo con la moglie, una delle figlie e alcuni degli scout di allora. «Ho detto subito che non vogliamo grandi cose : un piatto insieme, qualche chiacchiera, una cosa semplice e amichevole». Ci sarà però anche un altro frammento di quel settembre del 1976. Appassionato di fotografia, Silvano aveva portato con sé una cinepresa Super 8 e aveva filmato anche il matrimonio. «Ho già mandato il filmato in Friuli e lo proietteremo tutti insieme con i parenti». Poi arriverà il momento atteso da cinquant’anni: restituire a Loretta quel bouquet. Resterà forse da sciogliere soltanto il piccolo mistero su come il mazzo sia passato dalla sposa allo scout veronese. «Quando saremo faccia a faccia vedremo di sviscerare questo dilemma» sorride Longo.
Il bouquet del matrimonio «ritorna» alla sposa dopo 50 anni: «Quelle nozze con le macerie del Friuli intorno»
Per cinquant’anni quel bouquet è rimasto chiuso in una scatola , conservato insieme ai ricordi di un ragazzo di diciott’anni partito come scout per aiutare il Friuli devastato dal terremoto del 1976. Silvano Longo, oggi 68 anni e da 41 residente a Cerro Veronese, non ha mai saputo con certezza come quel mazzo sia finito nelle sue mani. «Non ricordo se la sposa lo abbia lanciato e io l’abbia preso, se lo avesse raccolto una ragazza che poi me lo diede da tenere oppure se fosse stata proprio lei a regalarlo a noi scout». Di sicuro c’è che Longo riportò quel bouquet con sé a Verona nel settembre di quell’anno e non se ne separò più . Il prossimo 17 ottobre, mezzo secolo dopo, tornerà in Friuli per riconsegnarlo a Loretta Sommaro, che quel giorno sposò Sergio Vidoni nella Tarcento ferita dal sisma. Longo allora faceva parte del gruppo scout Verona 9 . In Friuli era già stato una prima volta, dal 2 al 5 giugno, poche settimane dopo la grande scossa di maggio . «Era piena emergenza e in quel periodo non si poteva rimanere a lungo. Poi tornammo dal 12 al 19 settembre con il nostro gruppo, soprattutto noi più grandi, quelli sopra i diciott’anni». Le giornate erano scandite dai lavori assegnati ai volontari: sistemare case, aiutare persone anziane, dare una mano dove serviva. Poi, alla vigilia del ritorno a Verona, accadde qualcosa di diverso. « Era sabato e ci fu questo matrimonio , che penso fosse uno dei primi celebrati dopo il terremoto. Noi partecipammo alla cerimonia, la animammo cantando e alla fine gli sposi vollero fare una fotografia insieme a noi ». Erano Loretta e Sergio gli sposi, poco più che ventenni, e attorno a loro c’era ancora la vita provvisoria della tendopoli. In mezzo alle macerie e alle scosse che continuavano a farsi sentire, quel matrimonio aveva il sapore di un ritorno alla normalità. Poi, a un certo punto, il bouquet passò nelle mani di Silvano. «Come sia successo non lo so davvero. So soltanto che me lo portai a casa. L’ho sempre conservato come un oracolo , perché per me quella in Friuli era stata un’esperienza fortissima». Gli anni passarono, lui lasciò Verona, si trasferì a Cerro, si sposò e diventò padre di tre figli. Il bouquet rimase invece nella casa della madre , dentro la stessa scatola in cui era stato sistemato al ritorno dal Friuli. «Quando mia mamma è venuta a mancare e abbiamo cominciato a sistemare la casa, cinque anni fa, l’ho ritrovato. Era ancora lì. Me lo sono portato a Cerro e da quel momento continuavo a pensare: chissà se un giorno riuscirò a trovare questi sposi e a riportare loro questo mazzo». A spingerlo a provarci è stato Giovanni Tonolli, suo testimone di nozze e compagno di scoutismo. «Mi diceva: “Dai Silvano, fai un post sui social, poi penso io a farlo girare e vediamo se riusciamo a trovare qualcuno”». Quell’appello, però, secondo Longo, avrebbe dovuto avere una data precisa: il 18 settembre 2026 , esattamente cinquant’anni dopo il matrimonio . Così ha pubblicato su Facebook la vecchia fotografia con gli sposi e gli scout, raccontando la storia di quel bouquet rimasto con lui per mezzo secolo. E la risposta è arrivata molto prima del previsto. « Nel giro di 24 ore mi hanno scritto alcuni degli scout che erano stati con me in Friuli e mi hanno confermato i nomi e il posto. Mi ha contattato anche un avvocato di Udine che all’epoca era un bambino e abitava vicino al campo sportivo dove avevamo la tendopoli». Poi è arrivato il messaggio del nipote di Loretta , che aveva parlato con la zia e chiedeva il numero di Silvano. Pochi giorni dopo il telefono è squillato. Prefisso di Udine. «Ho risposto immediatamente: era lei. Mi ha detto che per il suo cinquantesimo anniversario quello era stato un regalo grandissimo e che sarebbe stata felicissima se fossimo andati lassù con le nostre famiglie e con gli altri scout». La stessa sera Longo è stato contattato anche dal figlio della coppia, che ora sta organizzando l’incontro del 17 ottobre a Sammardenchia, frazione di Tarcento. Da Verona partiranno Longo con la moglie, una delle figlie e alcuni degli scout di allora. «Ho detto subito che non vogliamo grandi cose : un piatto insieme, qualche chiacchiera, una cosa semplice e amichevole». Ci sarà però anche un altro frammento di quel settembre del 1976. Appassionato di fotografia, Silvano aveva portato con sé una cinepresa Super 8 e aveva filmato anche il matrimonio. «Ho già mandato il filmato in Friuli e lo proietteremo tutti insieme con i parenti». Poi arriverà il momento atteso da cinquant’anni: restituire a Loretta quel bouquet. Resterà forse da sciogliere soltanto il piccolo mistero su come il mazzo sia passato dalla sposa allo scout veronese. «Quando saremo faccia a faccia vedremo di sviscerare questo dilemma» sorride Longo.

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