Quattro brevi filmati , girati da Salim El Koudri nelle ore precedenti all’attentato automobilistico nel centro di Modena che il 16 maggio ha provocato una vittima e sette gravissimi feriti .  Nelle scorse settimane la Digos modenese ha lavorato a lungo sulla memoria del telefono cellulare di Salim El Koudri , autore dell’assalto nel centro storico di Modena compiuto nel pomeriggio di sabato 16 maggio a bordo della sua auto, usata per colpire i passanti prima di fuggire a piedi ed essere catturato da diversi passanti. Il risultato è il ritrovamento di quattro video, di una manciata di minuti ciascuno, ripresi dal 31enne di origine marocchino nato a Bergamo e da tempo residente con la famiglia a Ravarino nella Bassa Modenese , a lungo seguito dal Centro salute mentale distrettuale per i disturbi emersi nel tempo. I primi due sono stati creati il 15 maggio , gli ultimi due nelle primissime ore del 16 maggio, il giorno dell’attentato. Tre hanno come sfondo l’auto , l’ultima una camera da letto immersa nel buio.  In questi filmati, El Koudri si riprende in modalità selfie e si lancia in lunghi monologhi, quasi tutti in lingua inglese e piuttosto confusi, in cui il 31enne se la prenderebbe contro il mondo Usa, contro Donald Trump, la cultura occidentale e diverse figure pubbliche, rivolgendosi a una persona terza, un «fratello» di cui non vi è traccia. I dettagli, vista la frammentarietà del materiale , sono ancora da verificare, per ora il materiale informatico è stato riversato, sbobinato e depositato in tribunale a Modena , a disposizione dei consulenti della Procura così come della difesa e delle parti civili. Potranno rappresentare un elemento importante per il passo più atteso del processo , la valutazione della perizia psichiatrica a cui è stato sottoposto l’uomo.  Lo snodo cruciale è determinare se il 31enne, al momento della tentata strage, fosse lucido e in grado di intendere e di volere. E, nel caso, quali siano le motivazioni. I tecnici della Digos stanno lavorando anche su alcuni numeri di telefono , tra cui diversi inglesi, che parrebbero collegati a piattaforme di gioco. Portali che spesso sono impiegati anche per comunicazioni in codice filtrate. Non è mai stata chiara la matrice del gesto , anche se qualche contatto con realtà vicine all’estremismo islamico sarebbero emerso nel corso delle indagini . Ora si aggiungono queste registrazioni, tutte da valutare , e voci su un viaggio tra la Germania e Londra compiuto tra il 2024 e il 2025 con la stessa auto, una Citroen C3, poi usata a Modena. La notizia dei quattro video ha generato parecchie reazioni da parte di Fratelli d’Italia. Per il senatore di Fdi Michele Barcaiuolo , «i problemi psichiatrici di El Koudri sono un elemento della vicenda e saranno gli accertamenti disposti dall'autorità giudiziaria a stabilirne la rilevanza, ma non possono essere utilizzati per liquidare o ignorare tutti gli altri elementi che stanno emergendo. Se un uomo, poco prima di lanciarsi con un'automobile contro la folla , registra messaggi di odio contro l'Italia e sul suo telefono vengono rinvenuti filmati di attentati jihadisti realizzati utilizzando veicoli , esistono interrogativi enormi ai quali è doveroso cercare risposta» «Esiste un problema maggiore di chi viene qua per islamizzare la nostra Patria e sono quelli che rinunciando alla nostra identità , alla nostra storia, glielo vogliono lasciar fare, per ragioni economiche, politiche, elettorali, gli va dietro il bolognese Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI alla Camera .  A questo punto la domanda non è più perché El Koudri ha fatto tutto ciò, perché è evidente perché lo ha fatto, la domanda diventa perché tanti giornaloni, tanti intellettuali, tanti politici, tutti di sinistra, si sono affrettati a dire che El Koudri era un italiano disagiato ; che poverino, non si è riuscito a integrare, ad aiutare, ad accogliere, come per dire che alla fine è sempre colpa nostra. La risposta è una, queste persone sono complici dell'islamizzazione dell'Italia».