Abbandonato il progetto del metaverso , Meta sembra che stia concentrando tutti i suoi sforzi nel portare nella quotidianità le due tecnologie su cui sta investendo di più . La realtà mista - o aumentata - e l’intelligenza artificiale . Non sullo smartphone, ma su un nuovo dispositivo che sta fuori dalle tasche e tiene libere le mani perché si indossa sul volto: gli occhiali . Con i Ray-Ban Meta e I più recenti Meta Glass - i primi sono sviluppati insieme a EssilorLuxottica, i secondi sono stati creati internamente - Meta si è presa la quasi totalità del mercato degli smart glass . Solo nel 2025 ne ha vendute circa 7 milioni di unità. Sono occhiali che permettono di ascoltare, parlare, scattare foto e comunicare con Meta AI, il chatbot di intelligenza artificiale di proprietà dell’azienda. Il passo successivo è stato quello di aggiungere a microfoni, speaker e sensori anche uno schermo, piccolo e discreto , visibile solo all’occhio di chi li sta indossando.  Lanciati esattamente un anno fa, ora i Meta Ray-Ban Display arrivano anche in Europa (e in Italia). È una delle tante novità che Mark Zuckerberg ha annunciato dal palco del Meta Connect , la conferenza dedicata agli sviluppatori che da qualche anno è diventato anche un appuntamento per presentare nuovi oggetti e nuovi software. Il display che viene proiettato nell’occhio di chi indossa questi occhiali si controlla attraverso la Meta Neural Band , un bracciale in grado di rilevare i micromovimenti di muscoli e nervi dell’avambraccio. E trasformarli in comandi. Come scrivevamo qua , sono i primi smart glass che davvero convincono. Si possono usare per rispondere ai messaggi , scattare foto controllando l’anteprima e poi inviarle direttamente, monitorare le indicazioni stradali . Tutto senza mai toccare lo smartphone. E se questo è il destino degli smart glass - diventare il dispositivo che ci permetterà di superare il dominio del telefono - i Meta Ray-Ban Display rappresentano il primo passo di questo percorso. In Italia sono in pre-ordine da oggi, 23 settembre. E saranno disponibili a partire dal 13 ottobre a 899 euro . Ma se i Meta Ray-Ban Display rappresentano la più alta spinta innovativa di Meta in questo settore, l’obiettivo è un altro. Come già aveva dichiarato lo stesso Mark Zuckerberg, l’intenzione è quella di rendere gli occhiali dotati di componentistica elettronica un oggetto quotidiano. Da indossare come accessorio esteticamente bello, oltre che utile. Ed ecco il motivo per cui da Meta (che continua la sua collaborazione con EssilorLuxottica ) continuano a fuoriuscire nuovi modelli. Entro fine anno saranno oltre un centinaio le possibili scelte, tra stili e colori . Al Meta Connect vengono lanciati due nuovi Meta Glass, Meta Capri e Meta Nova , così come una nuova edizione «speciale» in collaborazione con la cantante e influencer Lisa , del gruppo sudcoreano BlackPink. Anche i prezzi si fanno sempre più abbordabili: qui si parla di 259 euro . Più di alta gamma sono invece i Ray-Ban Meta : ne viene annunciata la terza generazione , che eredita i design del marchio iconico. Migliora la batteria e c’è una Limited Edition ispirata agli storici Aviator . Il costo è di 449 euro. Lato software, viene introdotta una novità per quanto riguarda foto e video. Oltre al formato quadrato, ora è possibile scattare in modalità «landscape» . Ed effettuare foto dinamiche , così da scegliere l’inquadratura migliore qualora non ci piacesse quella selezionata dagli algoritmi. Per quanto riguarda Meta AI, l'obiettivo è integrare al più presto il nuovo modello agentico appena lanciato , chiamato Muse . In prospettiva, spiega l'azienda, attraverso gli occhiali sarà possibile chiedere all'assistente che ci ascolta dagli speaker sulle aste di creare e guidarci in un allenamento personalizzato o di darci una mano ad acquistare i vestiti che stiamo osservando e su cui siamo indecisi. Ma anche di verificare i prezzi dei voli o di prenotare un appuntamento. A proposito di audio, Meta sembra aver deciso di prendere seriamente le tante polemiche che stanno coinvolgendo i suoi smart glass. Le fotocamere sono state usate in più di un’occasione in modo malevolo , per riprendere persone a loro insaputa - e pubblicare i video sui social - o per farsi dare una mano agli esami. In alcuni Paesi iniziano a essere banditi da alcuni luoghi, come locali o aule di tribunale. Non è bastato l’annuncio di una nuova funzionalità che blocca i sensori qualora chi indossa gli occhiali tenti di nascondere il Led che indica l’avvio di una registrazione: sono ancora troppo poche le persone che associano una fotocamera a un paio di occhiali. E c’è anche da aggiungere che forse, ormai, dare uno strumento per condividere Storie o Post su Instagram non è più il primo obiettivo di Meta . Il focus è tutto sull’intelligenza artificiale Meta AI. Da qui, da queste nuove esigenze, nasce - più probabilmente - un nuovo modello chiamato Ray-Ban Meta Audio, completamente privo di fotocamere. Ci si concentra solo su speaker e microfoni. Molto più leggero rispetto agli altri - solo 43 grammi - ha una batteria che dura tantissimo: fino a 20 ore dichiarate. Viene lanciato in due versioni, prese in prestito dallo storico marchio: Clubmaster e Burbank. Arrivano il 13 ottobre al prezzo di 349 euro . Chiuso il sipario della realtà aumentata, si apre il secondo atto: la realtà mista . Il Meta Connect è nato come evento dedicato alla comunità di sviluppatori che ruotano attorno alla realtà virtuale e a HorizonOS, il sistema operativo dei Quest. Ora avranno di che divertirsi con un nuovo dispositivo, in arrivo la prossima primavera, chiamato Meta Vr Glasses. La forma è molto più simile a un paio di occhiali che a un visore : qui non si parla solo agli appassionati di gaming, ma anche a chi vuole provare a lavorare, guardare un film o passare un momento di relax in mezzo a elementi digitali. Gli occhiali, dotati di otto telecamere , si comandano attraverso il tracciamento dell’occhio e dei movimenti delle mani. Il dispositivo è così snello perché tutte le componenti computazionali, così come la batteria, sono state spostate nel «pack» a cui è collegato con un filo. E che si tiene in tasca. Ricorda molto da vicino l’idea dell’Apple Vision Pro, che però ha mantenuto la forma - così come il peso - di un «headset». Ma soprattutto ha un prezzo per pochi. Qui si parla di un listino ben più accessibile: 1.299 dollari. Se poi sarà questo l’oggetto che riuscirà a rendere - dopo così tanti sforzi e fallimenti - la realtà mista una tecnologia di uso quotidiano è tutto da vedere.