Dal pane fresco ai canederli surgelati fino ai materiali da costruzione: per tutta l’estate i rifornimenti di otto rifugi alpini hanno viaggiato anche a bordo dei droni cargo di FlyingBasket . Il servizio, avviato il primo giugno e in programma fino al 13 ottobre, ha finora contato 189 voli nell’arco di 32 interventi. In quota sono così arrivati 7.078 chili di forniture, mentre con i viaggi di ritorno sono stati portati a valle altri 1.491 chili tra rifiuti, attrezzature e bagagli. Il progetto era partito nel 2025 con quattro rifugi e 21 voli, ma dopo quella prima sperimentazione la tech company altoatesina ha deciso di estendere il servizio a più strutture, programmando le consegne per l’intera stagione grazie al finanziamento del Dipartimento di gestione patrimoniale della Provincia di Bolzano. I droni hanno servito, tra gli altri, i rifugi Payer, Sasso Nero, Brigata Tridentina e Gino Biasi al Bicchiere . Per raggiungere proprio quest’ultimo, a 3.156 metri di quota, il drone FB3 ha percorso una rotta di circa 10,7 chilometri, superando un dislivello di 1.500 metri. «All’inizio eravamo un po’ scettici , ma già dopo la prima esperienza siamo rimasti piacevolmente sorpresi», racconta Alain Untergassmair , gestore del rifugio Brigata Tridentina. FlyingBasket si è occupata anche di ritirare le forniture dai produttori locali e portarle al punto di decollo, evitando ai gestori di organizzare questa parte del trasporto: « Un aiuto concreto nell’organizzazione quotidiana del rifugio. È un servizio che, dopo questa esperienza, possiamo sicuramente consigliare». La prospettiva è fare dunque dei droni uno strumento abituale nella logistica dei rifugi, anche oltre questa prima stagione di consegne regolari, con «un progetto che unisce tecnologia , sostenibilità e attenzione alle esigenze reali dei nostri rifugi», come osserva l’assessore provinciale alle Opere pubbliche Christian Bianchi . Volare tra le montagne, però, ha significato fare i conti con vento e turbolenze . In alcuni tratti le creste hanno addirittura impedito il collegamento radio diretto tra il drone e l’equipaggio a terra. Quando necessario, la connettività satellitare Starlink o le reti mobili 4G hanno fornito collegamenti di comunicazione alternativi. Nello sviluppo di operazioni come il rifornimento dei rifugi, l’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) svolge un ruolo importante nel creare un quadro normativo all’interno del quale le aziende possano sviluppare e dimostrare nuovi modelli operativi, mantenendo al contempo i livelli di sicurezza richiesti. La possibilità di passare dalla capacità tecnica a operazioni reali autorizzate è infatti essenziale per portare nuovi servizi nell’utilizzo quotidiano. Per Moritz Moroder , amministratore delegato e cofondatore di FlyingBasket, è proprio l’esperienza il fattore decisivo per migliorare i velivoli: «Questo progetto rappresenta per noi un passo importante nell’ampliare i limiti tecnici e normativi delle operazioni con droni cargo . Dimostrando queste capacità in contesti operativi reali e complessi, creiamo un percorso chiaro affinché i nostri clienti possano utilizzare la stessa tecnologia in scenari simili. Abbiamo trasportato di tutto, dal pane fresco ai materiali da costruzione, utilizzando inoltre i voli di ritorno per riportare a valle rifiuti e attrezzature . In diversi rifugi siamo riusciti a effettuare la consegna direttamente accanto all’ingresso della cucina . Completare ogni operazione programmata nel corso dell’intera stagione — conclude soddisfatto Moroder — dimostra ciò che questa tecnologia è già in grado di fare oggi. L’esperienza raccolta durante questa estate confluirà direttamente negli sviluppi dell’FB3 per le operazioni ad alta quota e nella prossima generazione di droni cargo FlyingBasket».
I droni riforniscono i rifugi alpini. Dal pane fresco ai canederli, si consegna anche sopra i tremila metri
Dal pane fresco ai canederli surgelati fino ai materiali da costruzione: per tutta l’estate i rifornimenti di otto rifugi alpini hanno viaggiato anche a bordo dei droni cargo di FlyingBasket . Il servizio, avviato il primo giugno e in programma fino al 13 ottobre, ha finora contato 189 voli nell’arco di 32 interventi. In quota sono così arrivati 7.078 chili di forniture, mentre con i viaggi di ritorno sono stati portati a valle altri 1.491 chili tra rifiuti, attrezzature e bagagli. Il progetto era partito nel 2025 con quattro rifugi e 21 voli, ma dopo quella prima sperimentazione la tech company altoatesina ha deciso di estendere il servizio a più strutture, programmando le consegne per l’intera stagione grazie al finanziamento del Dipartimento di gestione patrimoniale della Provincia di Bolzano. I droni hanno servito, tra gli altri, i rifugi Payer, Sasso Nero, Brigata Tridentina e Gino Biasi al Bicchiere . Per raggiungere proprio quest’ultimo, a 3.156 metri di quota, il drone FB3 ha percorso una rotta di circa 10,7 chilometri, superando un dislivello di 1.500 metri. «All’inizio eravamo un po’ scettici , ma già dopo la prima esperienza siamo rimasti piacevolmente sorpresi», racconta Alain Untergassmair , gestore del rifugio Brigata Tridentina. FlyingBasket si è occupata anche di ritirare le forniture dai produttori locali e portarle al punto di decollo, evitando ai gestori di organizzare questa parte del trasporto: « Un aiuto concreto nell’organizzazione quotidiana del rifugio. È un servizio che, dopo questa esperienza, possiamo sicuramente consigliare». La prospettiva è fare dunque dei droni uno strumento abituale nella logistica dei rifugi, anche oltre questa prima stagione di consegne regolari, con «un progetto che unisce tecnologia , sostenibilità e attenzione alle esigenze reali dei nostri rifugi», come osserva l’assessore provinciale alle Opere pubbliche Christian Bianchi . Volare tra le montagne, però, ha significato fare i conti con vento e turbolenze . In alcuni tratti le creste hanno addirittura impedito il collegamento radio diretto tra il drone e l’equipaggio a terra. Quando necessario, la connettività satellitare Starlink o le reti mobili 4G hanno fornito collegamenti di comunicazione alternativi. Nello sviluppo di operazioni come il rifornimento dei rifugi, l’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) svolge un ruolo importante nel creare un quadro normativo all’interno del quale le aziende possano sviluppare e dimostrare nuovi modelli operativi, mantenendo al contempo i livelli di sicurezza richiesti. La possibilità di passare dalla capacità tecnica a operazioni reali autorizzate è infatti essenziale per portare nuovi servizi nell’utilizzo quotidiano. Per Moritz Moroder , amministratore delegato e cofondatore di FlyingBasket, è proprio l’esperienza il fattore decisivo per migliorare i velivoli: «Questo progetto rappresenta per noi un passo importante nell’ampliare i limiti tecnici e normativi delle operazioni con droni cargo . Dimostrando queste capacità in contesti operativi reali e complessi, creiamo un percorso chiaro affinché i nostri clienti possano utilizzare la stessa tecnologia in scenari simili. Abbiamo trasportato di tutto, dal pane fresco ai materiali da costruzione, utilizzando inoltre i voli di ritorno per riportare a valle rifiuti e attrezzature . In diversi rifugi siamo riusciti a effettuare la consegna direttamente accanto all’ingresso della cucina . Completare ogni operazione programmata nel corso dell’intera stagione — conclude soddisfatto Moroder — dimostra ciò che questa tecnologia è già in grado di fare oggi. L’esperienza raccolta durante questa estate confluirà direttamente negli sviluppi dell’FB3 per le operazioni ad alta quota e nella prossima generazione di droni cargo FlyingBasket».

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