Serviva una reazione e c’è stata. Ma non possono bastare un terzo posto né l’allungo sulla McLaren (altro passo falso dei papaya) per il secondo posto costruttori. Per parlare di ripresa dovranno essere accompagnati da una risalita continua e rapida, in presenza di una Red Bull di nuovo da vertice. Dopo 77 giorni la Ferrari ha rivisto il podio , il decimo stagionale, il sesto di Hamilton, protagonista della sua miglior gara da quando è a Maranello. Era scivolato in 17ª posizione nei primi giri , imbarcava acqua con le gomme da asciutto. La solita tendenza a complicarsi la vita, a non leggere correttamente la situazione (lo ha ammesso anche Vasseur: «Scelta sbagliata, fatta in base alle informazioni che avevamo. Ho dei rimpianti ma bisogna restare uniti»): è successo spesso in condizioni meteo variabili, e la colpa non è di Lewis che pure aveva avvertito: «Al rientro in pit-lane dopo i giri di formazione avevo detto che l’asfalto era ancora bagnato». Replica del muretto: «È passato talmente tanto tempo che si asciugherà in fretta». In mezzo all’interminabile attesa c’era stato anche l’assurdo caso del malfunzionamento del software della Federazione sulla potenza dei motori : «Mi sono dovuto fermare in pista, riavviare la macchina. Non mi era mai successo. Deve essere una lezione». Altri brividi al vero start: «Quando abbiamo deciso di montare le soft, ho visto Max con le intermedie e ho pensato: “Sono veramente nei guai”. Ero finito a oltre un minuto di distacco, pensavo che fosse finita lì. Ho cercato soltanto di resistere, ritardando il pit-stop, aspettando che la pista si asciugasse. Mai avrei pensato di risalire fino al podio (è stato anche agevolato dalla safety car entrata per il ritiro di Bottas e poi dal ko tecnico di Russell, ndr)». Lucido in ogni fase, guidato dall’istinto su un tracciato dove dieci anni fa perse un titolo per la rottura del motore. Resta i l rammarico per aver buttato via subito una prima fila : «Sentivo oggi che avremmo potuto avere la nostra occasione per lottare». Ma il ritmo di Verstappen era superiore, sarebbe stato però interessante vedere Lewis misurarsi con Antonelli. Nel giorno della piccola festa dell’unità ferrarista, il sette volte iridato parla da team leader: «Abbiamo preso una decisione sbagliata all’inizio, avvieremo una discussione costruttiva per migliorare». Per Leclerc è difficile sorridere , la sua corsa si è complicata subito per il contatto con Bortoleto . Charles, memoria storica del Cavallino, sottolinea antiche carenze tattiche: «Ci sono team che in queste condizioni prendono sempre scelte più azzeccate, come la Red Bull. Dobbiamo fare un passo in avanti». Unità è anche sapersi mettere in discussione, bravo Charles. Ordine di arrivo 1. Verstappen (Ola) Red Bull in 1.47’14’’ (170,563 km/h) 2. Antonelli (Ita) Mercedes a 2’’307 3. Hamilton (Gbr) Ferrari a 4’’919 4. Leclerc (Mon) Ferrari a 7’’258 5. Hadjar (Fra) Red Bull a 8’’571 Giro più veloce Il 55° di Verstappen (Ola) Red Bull in 1’38’’220 (203,164 km/h) Mondiale piloti 1. Antonelli 320 2. Russell 236 3. Hamilton 214 4. Leclerc 191 5. Norris 188 6. Verstappen 188 Costruttori 1. Mercedes 556 2. Ferrari 405 3. McLaren 316 4. Red Bull 298 Prossimo Gp 11/10 Singapore