«Tra una gonna lunga e una gonna corta, io le donne le preferisco senza gonna ». Roberto Vannacci tira fuori una battutaccia machista in diretta tv . Ospite di Start, il programma di Sky tg24, viene interpellato sulla dichiarazione di un avversario con il quale spesso polemizza aspramente: le considerazioni su quale genere di moglie consiglierebbe a suo figlio, pronunciate da Antonio Tajani, che si è poi scusato. Una battuta da caserma, ma «in risposta a una domanda leggera» sosterrà lo stesso generale con un post sui social. « Evviva le donne! Quelle vere . Queste sono le donne che mi piacciono», scrive Vannacci sotto una foto della Venere di Milo e della Venere di Candia. Dando poi una stoccata agli avversari, non citati, ma individuabili in Umberto Bossi, Matteo Salvini e Romano Prodi: « Non sono io il partito del “ce l’ho duro” e delle bambole gonfiabili sul palco. Non sono nemmeno il guru che tira i capelli alle giornaliste che fanno domande scomode. A me piacciono le donne libere e consapevoli, a prescindere da cosa indossano. Non sono un bacchettone ». Le critiche? «Insulse». Ma dopo tutto quella battuta appare coerente con altre uscite sulle donne, sul loro ruolo , anche sulla violenza di cui sono vittime, che Vannacci ha diffuso nel corso di qualche anno. Nel suo libro definisce le femministe «moderne fattucchiere» e derubrica la parità equiparando la differenza tra generi con quella tra specie: « L’uomo non è uguale alla donna come la bestia non è uguale all’uomo, così come un pesce non è uguale a un mammifero». Nel suo programma inneggia al «patriarcato mediterraneo che protegge la famiglia» e arriva a disconoscere il reato di femminicidio: « Non esiste il femminicidio : un crimine non è più o meno grave in base al sesso della vittima». Non solo battute, quindi, o frasi a effetto pronunciate «con leggerezza», ma una convinzione radicata. Ne sono convinte le undici elette di Pd, M5S, Avs e Italia viva che per protestare contro le parole di Vannacci (ma anche quelle di Tajani) si sono presentate a Palazzo Madama in minigonna . «Abbiamo assistito a una dimostrazione di che cosa sia il patriarcato intrinseco, inconsapevole ma che c’è», la spiegazione dell’iniziativa fornita da Simona Malpezzi, Pd. « La libertà si misura da qualsiasi scelta, inclusa la lunghezza di una gonna, senza essere limitate dagli uomini», ha aggiunto la presidente dei senatori di Iv, Raffaella Paita . Per tutte, certe affermazioni sono testimonianza di una «cultura misogina innata». Di qui la chiamata in causa della premier, da parte di Valeria Valente del Pd: «Se non prende le distanze significa che non comprende che la parità richiede anche qualche prezzo da pagare». Al fianco del collega si schiera invece il ministro Guido Crosetto di FdI: « Tajani non ha detto alle donne come vestirsi. Ogni donna è libera di vestirsi come desidera e se si è sentita offesa dalle parole di un uomo, di dirlo. Ma allo stesso modo ciascuno è libero di avere ed esprimere la propria sensibilità e le proprie idee anche se diverse dal mainstream». Mentre contro Vannacci il coro di critiche è unanime e trasversale : Carlo Calenda (Azione) gli dà del «troglodita nazionale», Nicola Fratoianni (Avs) lamenta la «regressione allo stato animale della politica», e Ilaria Cavo (Nm) paragona il generale «al mago Oronzo che nel confronto appare come un fine intellettuale».
«Gonna lunga o corta? Meglio senza». È bufera sull’uscita di Vannacci
«Tra una gonna lunga e una gonna corta, io le donne le preferisco senza gonna ». Roberto Vannacci tira fuori una battutaccia machista in diretta tv . Ospite di Start, il programma di Sky tg24, viene interpellato sulla dichiarazione di un avversario con il quale spesso polemizza aspramente: le considerazioni su quale genere di moglie consiglierebbe a suo figlio, pronunciate da Antonio Tajani, che si è poi scusato. Una battuta da caserma, ma «in risposta a una domanda leggera» sosterrà lo stesso generale con un post sui social. « Evviva le donne! Quelle vere . Queste sono le donne che mi piacciono», scrive Vannacci sotto una foto della Venere di Milo e della Venere di Candia. Dando poi una stoccata agli avversari, non citati, ma individuabili in Umberto Bossi, Matteo Salvini e Romano Prodi: « Non sono io il partito del “ce l’ho duro” e delle bambole gonfiabili sul palco. Non sono nemmeno il guru che tira i capelli alle giornaliste che fanno domande scomode. A me piacciono le donne libere e consapevoli, a prescindere da cosa indossano. Non sono un bacchettone ». Le critiche? «Insulse». Ma dopo tutto quella battuta appare coerente con altre uscite sulle donne, sul loro ruolo , anche sulla violenza di cui sono vittime, che Vannacci ha diffuso nel corso di qualche anno. Nel suo libro definisce le femministe «moderne fattucchiere» e derubrica la parità equiparando la differenza tra generi con quella tra specie: « L’uomo non è uguale alla donna come la bestia non è uguale all’uomo, così come un pesce non è uguale a un mammifero». Nel suo programma inneggia al «patriarcato mediterraneo che protegge la famiglia» e arriva a disconoscere il reato di femminicidio: « Non esiste il femminicidio : un crimine non è più o meno grave in base al sesso della vittima». Non solo battute, quindi, o frasi a effetto pronunciate «con leggerezza», ma una convinzione radicata. Ne sono convinte le undici elette di Pd, M5S, Avs e Italia viva che per protestare contro le parole di Vannacci (ma anche quelle di Tajani) si sono presentate a Palazzo Madama in minigonna . «Abbiamo assistito a una dimostrazione di che cosa sia il patriarcato intrinseco, inconsapevole ma che c’è», la spiegazione dell’iniziativa fornita da Simona Malpezzi, Pd. « La libertà si misura da qualsiasi scelta, inclusa la lunghezza di una gonna, senza essere limitate dagli uomini», ha aggiunto la presidente dei senatori di Iv, Raffaella Paita . Per tutte, certe affermazioni sono testimonianza di una «cultura misogina innata». Di qui la chiamata in causa della premier, da parte di Valeria Valente del Pd: «Se non prende le distanze significa che non comprende che la parità richiede anche qualche prezzo da pagare». Al fianco del collega si schiera invece il ministro Guido Crosetto di FdI: « Tajani non ha detto alle donne come vestirsi. Ogni donna è libera di vestirsi come desidera e se si è sentita offesa dalle parole di un uomo, di dirlo. Ma allo stesso modo ciascuno è libero di avere ed esprimere la propria sensibilità e le proprie idee anche se diverse dal mainstream». Mentre contro Vannacci il coro di critiche è unanime e trasversale : Carlo Calenda (Azione) gli dà del «troglodita nazionale», Nicola Fratoianni (Avs) lamenta la «regressione allo stato animale della politica», e Ilaria Cavo (Nm) paragona il generale «al mago Oronzo che nel confronto appare come un fine intellettuale».

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