Fare la vittima non le è mai piaciuto, per questo motivo Gianna Nannini ha nascosto al mondo « la stagione di incidenti » - come l’ha definita lei stessa - che ha vissuto nel recente passato. «Prima mi sono fatta male al bracci o, sul palco: sono stata ferma sei mesi, ma ho ancora tendiniti e problemi a suonare il pianoforte - spiega la 72enne rocker toscana nell’intervista a Vanity Fair per il lancio del nuovo singolo Meraviglioso Errore , frutto della collaborazione con Brunori Sas -. Poi ho rotto l’osso finale del femor e, è stato brutto: l’intervento, la fisioterapia… Il mio amico Lorenzo ( Jovanotti , ndr), a cui è andata peggio, mi ha mandato un messaggio: “ Gianna , noi siamo due reduci”, mi sono messa a ridere. In mezzo, ho avuto una pericardite , che mi ha tenuta a letto tutto l’inverno. Siccome non mi piace fare la vittim a, non l’ho mai detto a nessuno. Non sono incidenti provocati dagli anni che passano, ma dalla disattenzione… Però ho deciso che adesso vorrei smettere di farmi male , ho davanti un tour impegnativo da marzo 2027 ». Prima di allora, c’è però un’altra data da segnare sul calendario: 19 settembre , Waldbühne di Berlino , dove Nannini terrà un grande concerto live che, ripensando alle difficoltà iniziali nel farsi strada con la musica, suona come una rivincita . «Ai provini mi dicevano “ Sei negata, non ce la farai mai ”, “La voce è interessante, però non vai a tempo”. E questa è rimasta un po’ la mia caratteristica. Ho scritto il primo disco in un monolocale di 40 metri quadrati foderato di sughero, perché avevo l’asma, tenevo il pianoforte in bagno perché lì c’era lo spazio adatto. Quando sono tornata dall’America , un’America di plastica, finta, senza dramma e io ho bisogno del dramma, ho capito che l’America l’avrei trovata qui. In Germania era stato immediatamente un successo, in Italia mi guardavano strano: non c’era nessuno che faceva questo tipo di rock. Ero avanti a bestia , ma mi sono presa della scema, mi hanno lanciato i pomodori , sono stata fischiata da cinquemila persone quando mi sono esibita al Vigorelli di Milano prima di Francesco Guccini . Però Vasco Rossi era venuto a un mio concerto e aveva detto: “Io voglio fare questo”». E così non si è arresa , anche perché non è proprio nella sua natura farlo, ma per inseguire il suo sogno ha scelto di andarsene di casa appena maggiorenne, dopo un’adolescenza che ricorda ancora oggi come solitaria e non proprio felicissima. «Il corpo che cambiava, il seno che cresceva, gli sguardi degli altri… Avrei preferito rimanere bambina . E poi nessuno sopportava che suonassi il pianoforte, babbo voleva che lavorassi con lui nella ditta dolciaria. Mi isolavo. Per uscire dalla solitudine che l’adolescenza mi ha portato, trovavo rifugio nei miei pezzi e partecipavo a concorsi di voci nuove di nascosto, tipo talent. Desideravo essere sentita. Non era voglia di avere successo. A 18 anni sono scappata di casa e mi sono allontanata dalla famiglia per la mia missione. Non è stata cattiveria, anche se ho ferito i miei genitori. E comunque, ho recuperato il rapporto con loro quando sono diventati anziani e mio babbo, in fin di vita, mi ha detto: “Sei un genio! Avevi fatto bene ad andartene e a fare quello che hai fatto” ». Parlando di famiglia, il discorso scivola sulla figlia Penelope , nata nel 2010 , quando lei aveva 56 anni . «Io severa? Sulle cose in cui è richiesta responsabilità. Per il resto la vizio, è il mio tallone di Achille , ma non se ne approfitta. Per me può fare ciò che vuole. Per il resto, spero quello che sperano tutti i genitori: che non soffra. Vorrei prendermela io, la sua sofferenza , toglierle qualsiasi problema, anche emotivo, dei primi rapporti… Siccome non si può, l e ho dato gli strumenti per essere sicura di sé , indipendente, una figlia della società con la testa sulle spalle». Impossibile però dimenticare tutti gli attacchi ricevuti quando è rimasta incinta. « Sono stata attaccata da morire , ma il problema era di chi mi attaccava: i media, che si concentravano sulla mia età anagrafica, invece l’età è facoltativa, e io avevo 27 anni allora, però non ci credevano, peggio per loro. Non me ne fregava niente di quello che mi stava succedendo attorno, non leggevo i giornali: stavo vivendo uno dei momenti più inaspettati; avevo perso la speranza , perché avevo provato e riprovato a restare incinta, e poi ho fatto una bambina bellissima, che oggi ha 15 anni e mezzo ». Da mamma orgogliosa, starebbe ore a parlare della sua Penelope , ma è obbligata a trattenersi. «Mi dice che ho le rughe. E io le rispondo: “Amore, ma li hai visti gli ulivi? Senza le rughe delle cortecce non farebbero l’olio buono” (la figlia fa l’olio, ndr), quindi ringrazia Dio che ho queste rughe”. Ma non posso parlare oltre di lei, sennò s’inca**a », conclude con una risata.
Gianna Nannini: «Quando sono rimasta incinta, avevo perso la speranza. Mi hanno attaccata per la mia età, ma non me ne fregava niente»
Fare la vittima non le è mai piaciuto, per questo motivo Gianna Nannini ha nascosto al mondo « la stagione di incidenti » - come l’ha definita lei stessa - che ha vissuto nel recente passato. «Prima mi sono fatta male al bracci o, sul palco: sono stata ferma sei mesi, ma ho ancora tendiniti e problemi a suonare il pianoforte - spiega la 72enne rocker toscana nell’intervista a Vanity Fair per il lancio del nuovo singolo Meraviglioso Errore , frutto della collaborazione con Brunori Sas -. Poi ho rotto l’osso finale del femor e, è stato brutto: l’intervento, la fisioterapia… Il mio amico Lorenzo ( Jovanotti , ndr), a cui è andata peggio, mi ha mandato un messaggio: “ Gianna , noi siamo due reduci”, mi sono messa a ridere. In mezzo, ho avuto una pericardite , che mi ha tenuta a letto tutto l’inverno. Siccome non mi piace fare la vittim a, non l’ho mai detto a nessuno. Non sono incidenti provocati dagli anni che passano, ma dalla disattenzione… Però ho deciso che adesso vorrei smettere di farmi male , ho davanti un tour impegnativo da marzo 2027 ». Prima di allora, c’è però un’altra data da segnare sul calendario: 19 settembre , Waldbühne di Berlino , dove Nannini terrà un grande concerto live che, ripensando alle difficoltà iniziali nel farsi strada con la musica, suona come una rivincita . «Ai provini mi dicevano “ Sei negata, non ce la farai mai ”, “La voce è interessante, però non vai a tempo”. E questa è rimasta un po’ la mia caratteristica. Ho scritto il primo disco in un monolocale di 40 metri quadrati foderato di sughero, perché avevo l’asma, tenevo il pianoforte in bagno perché lì c’era lo spazio adatto. Quando sono tornata dall’America , un’America di plastica, finta, senza dramma e io ho bisogno del dramma, ho capito che l’America l’avrei trovata qui. In Germania era stato immediatamente un successo, in Italia mi guardavano strano: non c’era nessuno che faceva questo tipo di rock. Ero avanti a bestia , ma mi sono presa della scema, mi hanno lanciato i pomodori , sono stata fischiata da cinquemila persone quando mi sono esibita al Vigorelli di Milano prima di Francesco Guccini . Però Vasco Rossi era venuto a un mio concerto e aveva detto: “Io voglio fare questo”». E così non si è arresa , anche perché non è proprio nella sua natura farlo, ma per inseguire il suo sogno ha scelto di andarsene di casa appena maggiorenne, dopo un’adolescenza che ricorda ancora oggi come solitaria e non proprio felicissima. «Il corpo che cambiava, il seno che cresceva, gli sguardi degli altri… Avrei preferito rimanere bambina . E poi nessuno sopportava che suonassi il pianoforte, babbo voleva che lavorassi con lui nella ditta dolciaria. Mi isolavo. Per uscire dalla solitudine che l’adolescenza mi ha portato, trovavo rifugio nei miei pezzi e partecipavo a concorsi di voci nuove di nascosto, tipo talent. Desideravo essere sentita. Non era voglia di avere successo. A 18 anni sono scappata di casa e mi sono allontanata dalla famiglia per la mia missione. Non è stata cattiveria, anche se ho ferito i miei genitori. E comunque, ho recuperato il rapporto con loro quando sono diventati anziani e mio babbo, in fin di vita, mi ha detto: “Sei un genio! Avevi fatto bene ad andartene e a fare quello che hai fatto” ». Parlando di famiglia, il discorso scivola sulla figlia Penelope , nata nel 2010 , quando lei aveva 56 anni . «Io severa? Sulle cose in cui è richiesta responsabilità. Per il resto la vizio, è il mio tallone di Achille , ma non se ne approfitta. Per me può fare ciò che vuole. Per il resto, spero quello che sperano tutti i genitori: che non soffra. Vorrei prendermela io, la sua sofferenza , toglierle qualsiasi problema, anche emotivo, dei primi rapporti… Siccome non si può, l e ho dato gli strumenti per essere sicura di sé , indipendente, una figlia della società con la testa sulle spalle». Impossibile però dimenticare tutti gli attacchi ricevuti quando è rimasta incinta. « Sono stata attaccata da morire , ma il problema era di chi mi attaccava: i media, che si concentravano sulla mia età anagrafica, invece l’età è facoltativa, e io avevo 27 anni allora, però non ci credevano, peggio per loro. Non me ne fregava niente di quello che mi stava succedendo attorno, non leggevo i giornali: stavo vivendo uno dei momenti più inaspettati; avevo perso la speranza , perché avevo provato e riprovato a restare incinta, e poi ho fatto una bambina bellissima, che oggi ha 15 anni e mezzo ». Da mamma orgogliosa, starebbe ore a parlare della sua Penelope , ma è obbligata a trattenersi. «Mi dice che ho le rughe. E io le rispondo: “Amore, ma li hai visti gli ulivi? Senza le rughe delle cortecce non farebbero l’olio buono” (la figlia fa l’olio, ndr), quindi ringrazia Dio che ho queste rughe”. Ma non posso parlare oltre di lei, sennò s’inca**a », conclude con una risata.

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