Dal rap al rapace il passo è breve. Ghali ha pubblicato nei giorni scorsi sul suo profilo Instagram una fotogallery in cui compare più volte anche un rapace, appollaiato sullo schienale di una sedia vicino ad apparecchiature elettroniche e di registrazione - dettagli che fanno sperare a molti tra i suoi fan nell'imminente uscita di un nuovo album - o aggrappato ad un guanto da falconiere indossato dall'artista.  Una scelta che ha lasciato stupiti anche alcuni dei suoi follower, che trovano stridente la scelta del cantautore, che ha messo spesso la propria musica e la propria voce al servizio dell'impegno sociale e della difesa dei diritti civili possa, di associare la propria immagine a quella di un animale selvatico tenuto in cattività.  Guardando le immagini con attenzione ci si accorge che il protagonista degli scatti  non è sempre lo stesso volatile  e neppure della stessa specie: in un paio potrebbe trattarsi di una poiana di Harris, in un altro, dove si nota il piumaggio bianco del collo, di un falco pellegrino. La galleria viene presentata con l'indicazione di « contenuti IA », ma a prescindere dalla veridicità delle immagini è il messaggio stesso di quelle foto che a molti non è piaciuto.  «Parli di libertà e tieni un rapace in stanza?» si legge in uno dei commenti. A cui ne fa eco un secondo: «Grazie, finalmente qualcuno lo dice. Basta con i rapaci in cattività, con la falconeria, ecc ecc. Ogni essere senziente merita la libertà e la sua vita secondo natura». E ancora: «Libera quell'uccello... Deve volare nel cielo, non in quelle stanze. Ti prego. È veramente orribile». «I falconi dovrebbero essere liberi. Io ti ammiro, ma non usare gli animali selvatici come oggetti». E molti altri interventi dello stesso tenore.  Anche Ermanno Giudici , storico attivista animalista, scrittore e blogger, ha lasciato un commento accanto alle immagini: «Però il falco ammaestrato no. Hai perso cento punti. Peccato». Giudici è poi tornato sull'argomento con un post ad hoc sul suo profilo « Il patto tradito »: «La prima volta che ho visto la foto di Ghali, artista che stimo per le sue battaglie, con un rapace ho sgranato gli occhi! Non potevo credere che una persona attenta ai diritti umani non avesse attenzione per i diritti degli animali».  «Quando un artista ha 3,5 milioni di follower solo su Ig - sottolinea ancora Giudici rivolgendosi idealmente allo stesso cantante - deve avere consapevolezza della potenza di ciò che comunica. Purtroppo in Italia, ancora oggi, è legale vendere e detenere rapaci, purché nati in cattività.  Quelle foto stimoleranno migliaia di persone ad imitarti. Succede con tutti gli animali esibiti dagli artisti». E ancora: «Nessun animale merita la cattività, tantomeno gli uccelli che sono abituati a solcare liberi i cieli del mondo. Anche agli animali vanno riconosciuti diritti». Acquistare e possedere un rapace non è così semplice in Italia. La normativa è molto rigida perché si tratta di animali particolari, non certo equiparabili a cani o gatti. Sono necessari certificati Cites che attestino che il soggetto è nato in cattività da genitori regolarmente registrati, ogni esemplare deve avere un anello che riporti un codice identificativo e il possesso va denunciato alle autorità di pubblica sicurezza . Inoltre chi acquista un rapace  deve dimostrare di avere strutture adeguate per garantire il benessere dei volatili. Insomma, anche se si è Harry Potter non si può prendere una civetta come animale domestico così alla leggera. Proprio per questo, seppure nella finzione di un set fotografico o nelle riprese di un videoclip, non può passare un messaggio sbagliato. A maggior ragione se a diffonderlo è un artista con un così grande seguito.