Proteste, volantinaggi e striscioni ieri mattina davanti ad alcune scuole genovesi per dire «No al ddl Razzismo», definendo così la norma pensata dal governo Meloni per mettere un tetto agli alunni stranieri nelle classi. Ad organizzarla il movimento studentesco Osa che chiama gli studenti a una mobilitazione. E davanti alla scuola primaria Daneo è polemica per uno striscione antirazzista con scritto «Qui nessun* è straniero» fatto dai bambini e appeso dai loro genitori all'ingresso dell'istituto che è stato rimosso da due poliziotti della Digos (avvisata dalla polizia locale). Il gesto, compiuto mentre gli alunni entravano in classe e definito dai presenti come «molto brusco» , ha scatenato la protesta da parte di decine di genitori presenti che hanno assistito alla scena. In particolare i due uomini si sono arrampicati sul cancello mentre bambini e maestri stavano entrando passando sotto il cancello. Accertato che lo striscione era stato collocato dai genitori degli alunni presenti sul posto, è stato subito riconsegnato. Il questore ha comunque avviato immediati approfondimenti interni sulle ragioni dell'intervento. «Lo striscione è stato restituito ed è tornato al suo posto», ha poi confermato la sindaca di Genova Silvia Salis ribadendo la gravità di quanto successo «ancor di più quando il messaggio esprime un fondamentale concetto di integrazione, specialmente in una scuola come la Daneo che fa dell'inclusione una pietra miliare del proprio percorso educativo. Tra l'altro - ha aggiunto -, proprio questa mattina, l'istituto si preparava ad accogliere la fiaccola della pace». «È un episodio grave e ingiustificabile quello avvenuto questa mattina davanti alla scuola Daneo. Un fatto che non può essere archiviato come un semplice errore di valutazione, anche perché quello striscione era stato preparato in occasione dell'arrivo della Fiaccola della Pace alla scuola. Per questo presenteremo un'interrogazione parlamentare per sapere con precisione chi ha richiesto l'intervento, da quale ufficio sia partita la segnalazione, quali disposizioni siano state impartite agli agenti e sulla base di quale motivazione si sia ritenuto necessario rimuovere quello striscione», hanno dichiarato i parlamentari liguri del Pd Lorenzo Basso, Valentina Ghio, Alberto Pandolfo. Proteste anche da parte del M5S. «Pieno sostegno ai bambini, ai genitori e alla comunità della scuola Daneo di Genova che questa mattina con un semplice striscione hanno ricordato a Giorgia Meloni e al suo governo una cosa elementare: la Costituzione, sulla quale la presidente del Consiglio ha giurato, dice che "la scuola è aperta a tutti". Ed è incredibile che proprio quello striscione, pacifico e dedicato all'inclusione, sia stato rimosso», ha affermato il capogruppo M5S al Senato, Luca Pirondini. Per Elisabetta Piccolotti di Avs, invece: «È scandaloso che agenti della Digos abbiano strappato, davanti ai bambini che entravano in classe, lo striscione che loro stessi avevano disegnato: "Qui nessuno è straniero". Succede a Genova alla scuola Daneo, il giorno dopo il via libera del governo al tetto per gli alunni stranieri. Non è un incidente: la repressione del dissenso è il marchio di fabbrica di questo governo. Ma ogni volta che prova a zittire qualcuno, non fa altro che muovere indignazione».
Genova, la polizia rimuove uno striscione contro il tetto agli stranieri a scuola. La protesta di genitori e della sindaca Salis
Proteste, volantinaggi e striscioni ieri mattina davanti ad alcune scuole genovesi per dire «No al ddl Razzismo», definendo così la norma pensata dal governo Meloni per mettere un tetto agli alunni stranieri nelle classi. Ad organizzarla il movimento studentesco Osa che chiama gli studenti a una mobilitazione. E davanti alla scuola primaria Daneo è polemica per uno striscione antirazzista con scritto «Qui nessun* è straniero» fatto dai bambini e appeso dai loro genitori all'ingresso dell'istituto che è stato rimosso da due poliziotti della Digos (avvisata dalla polizia locale). Il gesto, compiuto mentre gli alunni entravano in classe e definito dai presenti come «molto brusco» , ha scatenato la protesta da parte di decine di genitori presenti che hanno assistito alla scena. In particolare i due uomini si sono arrampicati sul cancello mentre bambini e maestri stavano entrando passando sotto il cancello. Accertato che lo striscione era stato collocato dai genitori degli alunni presenti sul posto, è stato subito riconsegnato. Il questore ha comunque avviato immediati approfondimenti interni sulle ragioni dell'intervento. «Lo striscione è stato restituito ed è tornato al suo posto», ha poi confermato la sindaca di Genova Silvia Salis ribadendo la gravità di quanto successo «ancor di più quando il messaggio esprime un fondamentale concetto di integrazione, specialmente in una scuola come la Daneo che fa dell'inclusione una pietra miliare del proprio percorso educativo. Tra l'altro - ha aggiunto -, proprio questa mattina, l'istituto si preparava ad accogliere la fiaccola della pace». «È un episodio grave e ingiustificabile quello avvenuto questa mattina davanti alla scuola Daneo. Un fatto che non può essere archiviato come un semplice errore di valutazione, anche perché quello striscione era stato preparato in occasione dell'arrivo della Fiaccola della Pace alla scuola. Per questo presenteremo un'interrogazione parlamentare per sapere con precisione chi ha richiesto l'intervento, da quale ufficio sia partita la segnalazione, quali disposizioni siano state impartite agli agenti e sulla base di quale motivazione si sia ritenuto necessario rimuovere quello striscione», hanno dichiarato i parlamentari liguri del Pd Lorenzo Basso, Valentina Ghio, Alberto Pandolfo. Proteste anche da parte del M5S. «Pieno sostegno ai bambini, ai genitori e alla comunità della scuola Daneo di Genova che questa mattina con un semplice striscione hanno ricordato a Giorgia Meloni e al suo governo una cosa elementare: la Costituzione, sulla quale la presidente del Consiglio ha giurato, dice che "la scuola è aperta a tutti". Ed è incredibile che proprio quello striscione, pacifico e dedicato all'inclusione, sia stato rimosso», ha affermato il capogruppo M5S al Senato, Luca Pirondini. Per Elisabetta Piccolotti di Avs, invece: «È scandaloso che agenti della Digos abbiano strappato, davanti ai bambini che entravano in classe, lo striscione che loro stessi avevano disegnato: "Qui nessuno è straniero". Succede a Genova alla scuola Daneo, il giorno dopo il via libera del governo al tetto per gli alunni stranieri. Non è un incidente: la repressione del dissenso è il marchio di fabbrica di questo governo. Ma ogni volta che prova a zittire qualcuno, non fa altro che muovere indignazione».

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