Sono serviti pochi secondi a Gaia De Rossi, 22 anni , per chiarire le sue intenzioni davanti al giudice della prima sezione del Tribunale civile: «Accetto la richiesta di Sara, la seconda moglie di mio padre Daniele, di essere adottata da lei» . Poi, una volta espressa la volontà della ragazza, l'udienza è stata interrotta e il processo rinviato al 23 novembre , quando il procedimento entrerà nel vivo. Anche se non è prevista la presenza della figlia di De Rossi e della moglie. Assente in aula Tamara Pisnoli , madre di Gaia, che si è opposta alla scelta della figlia . Per giustificare la sua opposizione, Pisnoli sostiene che la figlia non avrebbe concordato la scelta con il padre. Quale sia il pensiero di De Rossi in merito a quanto sostenuto dalla prima moglie, è un aspetto che non è emerso nel corso dell'udienza. Pure De Rossi era assente, per motivi di lavoro. Il Genoa ha infatti disputato un'amichevole in Bulgaria. Quanto ai prossimi step, il giudice ha invitato i legali a presentare memorie scritte per esporre le ragioni della richiesta di adozione di Sarah Felberbaum, rappresentata dall'avvocato Antonio Conte (lo stesso che ha assistito Francesco Totti nel divorzio da Ilary Blasi) e dell'opposizione della madre di Gaia. In teoria dovrebbe prevalere la volontà della figlia di De Rossi. Ma il giudice dovrà comunque valutare la fondatezza delle ragioni di Pisnoli - assistita dall'avvocato Simone Ciccotti - prima di accogliere la richiesta di adozione di Felberbaum. «Gaia De Rossi ha vissuto con la madre fino all'età di 15 anni - dice l'avvocato Simone Ciccotti - L'intera comunità familiare, scolastica e di relazione sociale è a conoscenza della simbiosi della medesima con la madre e del rifiuto da parte della stessa del ruolo del padre Daniele De Rossi e del rigore con il quale la madre si è opposta a tale atteggiamento». Dice ancora il legale: «Dall'età di 15 anni, a seguito di un soggiorno in Argentina con la famiglia paterna, Gaia De Rossi ha deciso di trasferirsi a vivere con il padre; da quel momento ha avuto lo speculare rifiuto per la figura mater na e con tutta la di lei parentela senza ricevere, tuttavia, alcuna contrapposizione da parte del padre – aggiunge il legale - L'iniziativa dell'adozione di Gaia non è stata preceduta da alcun confronto da parte del padre, Daniele De Rossi, con la madre, Tamara Pisnoli, e nemmeno da parte della proponente l'adozione con la madre». Tamara Pisnoli, continua il legale, «si limita all'interazione con la stampa nei limiti di questa, doverosa, precisazione, ritenendo irrispettoso verso la figlia ogni utilizzazione mediatica della iniziativa giudiziaria. Attività invece posta in essere dalla signora Felberbaum e che, alla stregua del non necessario e quindi pienamente voluto clamore mediatico generato dalle richiamate interviste rese dalla medesima, ingenera il dubbio del perseguimento di un interessato sfruttamento a fini commerciali di una scelta di vita che, se sincera e spontanea, avrebbe rifuggito la condivisione con i mondi mediatici e social», conclude.
Gaia De Rossi adottata da Sarah Felberbaum, udienza in tribunale. Il legale di Pisnoli: «La mamma si oppone, iniziativa non concordata»
Sono serviti pochi secondi a Gaia De Rossi, 22 anni , per chiarire le sue intenzioni davanti al giudice della prima sezione del Tribunale civile: «Accetto la richiesta di Sara, la seconda moglie di mio padre Daniele, di essere adottata da lei» . Poi, una volta espressa la volontà della ragazza, l'udienza è stata interrotta e il processo rinviato al 23 novembre , quando il procedimento entrerà nel vivo. Anche se non è prevista la presenza della figlia di De Rossi e della moglie. Assente in aula Tamara Pisnoli , madre di Gaia, che si è opposta alla scelta della figlia . Per giustificare la sua opposizione, Pisnoli sostiene che la figlia non avrebbe concordato la scelta con il padre. Quale sia il pensiero di De Rossi in merito a quanto sostenuto dalla prima moglie, è un aspetto che non è emerso nel corso dell'udienza. Pure De Rossi era assente, per motivi di lavoro. Il Genoa ha infatti disputato un'amichevole in Bulgaria. Quanto ai prossimi step, il giudice ha invitato i legali a presentare memorie scritte per esporre le ragioni della richiesta di adozione di Sarah Felberbaum, rappresentata dall'avvocato Antonio Conte (lo stesso che ha assistito Francesco Totti nel divorzio da Ilary Blasi) e dell'opposizione della madre di Gaia. In teoria dovrebbe prevalere la volontà della figlia di De Rossi. Ma il giudice dovrà comunque valutare la fondatezza delle ragioni di Pisnoli - assistita dall'avvocato Simone Ciccotti - prima di accogliere la richiesta di adozione di Felberbaum. «Gaia De Rossi ha vissuto con la madre fino all'età di 15 anni - dice l'avvocato Simone Ciccotti - L'intera comunità familiare, scolastica e di relazione sociale è a conoscenza della simbiosi della medesima con la madre e del rifiuto da parte della stessa del ruolo del padre Daniele De Rossi e del rigore con il quale la madre si è opposta a tale atteggiamento». Dice ancora il legale: «Dall'età di 15 anni, a seguito di un soggiorno in Argentina con la famiglia paterna, Gaia De Rossi ha deciso di trasferirsi a vivere con il padre; da quel momento ha avuto lo speculare rifiuto per la figura mater na e con tutta la di lei parentela senza ricevere, tuttavia, alcuna contrapposizione da parte del padre – aggiunge il legale - L'iniziativa dell'adozione di Gaia non è stata preceduta da alcun confronto da parte del padre, Daniele De Rossi, con la madre, Tamara Pisnoli, e nemmeno da parte della proponente l'adozione con la madre». Tamara Pisnoli, continua il legale, «si limita all'interazione con la stampa nei limiti di questa, doverosa, precisazione, ritenendo irrispettoso verso la figlia ogni utilizzazione mediatica della iniziativa giudiziaria. Attività invece posta in essere dalla signora Felberbaum e che, alla stregua del non necessario e quindi pienamente voluto clamore mediatico generato dalle richiamate interviste rese dalla medesima, ingenera il dubbio del perseguimento di un interessato sfruttamento a fini commerciali di una scelta di vita che, se sincera e spontanea, avrebbe rifuggito la condivisione con i mondi mediatici e social», conclude.

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