Perché Maria De Filippi ha scelto proprio lei? «Non so chi fossero gli altri candidati alla conduzione, ma Maria ci fece assistere — separatamente — ai provini dei ragazzi di Temptation Island e io facevo un sacco di domande a tutti. Ero curioso, li interrogavo, li facevo parlare. Credo che Maria sia stata colpita dal mio modo di fare». Filippo Bisciglia conduce il programma che in tanti sognano. Temptation Island continua a fare numeri pazzeschi, l’ultima edizione ha avuto una media di quattro milioni di spettatori e uno share sopra il 30%. Lui fa il conduttore per due mesi e poi viene «congelato» fino all’edizione successiva. Non ha voglia di misurarsi anche con un altro programma? «Il mio sogno è un game, un quiz». Ride: «Sono anni che lo dico, ma nessuno mi dà retta». Perché «Temptation» funziona così bene? «Perché è uno specchio. Le persone si rivedono. Anche se alcune volte si vergognano ad ammetterlo, però dentro di loro sanno che certe situazioni, certi sentimenti, certe emozioni le hanno vissute. Capita a tutti, ed è capitato anche a me. Io da ragazzo ho vissuto tutto quello che provano le coppie che partecipano: le gelosie, le scenate, le discussioni, il cazzotto alla porta». Lei quanto aggiunge al format? «Il 10/20 per cento? Forse sono troppo umile. In realtà non so quantificare il mio contributo, si parte comunque da un format molto bello, molto forte, che cattura». In termini di conduzione cosa si riconosce? «Penso di essere una persona empatica, una persona che vive le emozioni, una persona buona, e i ragazzi, ma anche le persone a casa, sentono questa vicinanza. La gente per strada mi ferma e dice: “Filippo, fagli vede chi semo”. Vuol dire che io sono uno di loro che sta lì, in tv, uno che ce l’ha fatta. È il complimento più bello». Ha sempre avuto quest’attitudine? «Sì. Venivo sempre messo in mezzo dai miei amici quando avevano qualche problema di cuore. Mi chiamavano: “Filippo, ti devo raccontare una cosa, mi mandi questo messaggio, me lo scrivi tu, cosa mi consigli di fare”. Maria — che è un genio — secondo me lo ha capito subito». Gli inizi? «È stato difficile, è stata dura, perché sono stato catapultato in prima serata in un programma così importante. Sentivo addosso tanta responsabilità e avevo tanta ansia da prestazione». Agli inizi la accusavano di essere troppo romanesco. «Oggi paradossalmente è il contrario. Ho studiato dizione, ma se mi scappa il romanaccio mi scrivono tutti “daje”». Maria che consigli le dà? «Lei non ha bisogno di dire qualcosa o dare suggerimenti. Sei tu che devi capire e studiare». E lei come l’ha studiata? «Ho guardato tanto C’è posta per te . Ho studiato i suoi comportamenti, il suo modo di porsi. Il fatto di non essere protagonista l’ha sempre premiata: è bello vedere in televisione — dove in troppi cercano di essere protagonisti — qualcuno che dà spazio agli altri». Cosa risponde a chi l’accusa di non prendere posizione? «Lo spazio lo devono avere i concorrenti, con i loro racconti, con le loro storie, con i loro percorsi. È giusto stare un passo indietro». Parteciperebbe a «Temptation Island»? «Ormai sono vecchio, a 49 anni non ha senso». Conduce il programma da 14 anni: in cosa vede il cambiamento più radicale nelle relazioni di coppia? «Un tempo fidanzati e fidanzate si incavolavano per le cose fisiche: la carezza, il massaggio sulla schiena con la crema, una mano troppo in basso, non venivano tollerate, erano motivo di litigi. Oggi è diverso, più che i gesti fanno arrabbiare soprattutto le parole, le frasi dette male: mai toccare la mamma o il papà, mai parlare male dei suoceri perché se attacchi i genitori ti saltano al collo». I suoi inizi in tv sono stati al «Grande Fratello» come concorrente: nel 2005 la lasciarono fuori dalla porta. «Feci il provino, arrivai fino a firmare il contratto e poi a un certo punto saltò tutto. Io mi dissi: “Vabbé, qua sono tutti raccomandati, non mi prenderanno mai”». Invece l’anno dopo l’hanno richiamata. «Il programma iniziava a gennaio e mi chiamarono verso la fine di dicembre. Non capivo il senso. L’anno prima avevo fatto tre mesi di provini mentre l’anno dopo mi chiamarono all’ultimo. Non ho mai capito perché». Perché voleva entrare nella casa del Gf? «Quando me lo chiesero gli autori risposi così: perché purtroppo oggigiorno apparire è più importante di essere. Fatemi apparire, che l’essere ve lo faccio vedere dopo». Arrivò secondo: è stata una rosicata? «Quando sono uscito c’era l’euforia, le emozioni che ti travolgono. Tre mesi dopo mentre ero sdraiato su un lettino al mare, ho messo a fuoco la situazione. Avevo perso due miliardi. Era stata l’unica edizione in cui al vincitore andava un milione di euro, ma ragionavamo ancora in lire, quindi continuavo a pensare a quei due miliardi. Al secondo classificato invece non andava niente, zero. Quindi sì, una rosicata». All’epoca lavorava in un negozio di telefonia. «Stavo a via del Corso, a Roma. Ho scoperto che c’erano clienti fake che fingevano di venire a comprare telefoni o chiedevano informazioni sui contratti, ma in realtà erano autori del Grande Fratello. Hanno capito che ero autentico e non fingevo: parlavo, parlavo, parlavo con tutti. Sono fatto così». A scuola? «Ero un finto fancazzista. Mi impegnavo a risultare spiritoso agli occhi degli altri, facevo lo scemo, però alla fine studiavo. Sono sempre stato un paraculo: il sorrisino, professoressa come sta?, quelle cose che piacciono». Le sue tentazioni quali sono? «Ultimamente mi piacerebbe avere tentazioni alle quali dover rinunciare, ma in verità sto uscendo poco, non mi sto divertendo tanto. Mi dovrei sforzare». Nei sentimenti come è? «Sono un bambacione. I sentimenti sono il motore della vita. Senza sentimenti siamo una macchina ferma. Sono del cancro. Noi sentiamo le cose prima, le viviamo di più. Il cancro è una mezza streghetta, siamo più sensibili in tutto. Quando mi viene fatto del male, io posso anche perdonare, però qualcosa si è spento dentro di me». Ma è uno che dice le cose oppure le cova dentro? «Non mi tengo un cecio in bocca. Se ti devo dire una cosa, te la dico. Non mi importa chi sei: a te, a mia madre, al Papa. Non mi ferma niente e nessuno». Dal 2008 al 2025 ha avuto una relazione con Pamela Camassa, Miss Mondo Italia nel 2002, ex modella. «Eravamo diventati fratello e sorella. Ci siamo lasciati da amici, era un amore puro, un amore vero, quello che se esistesse tra coppie normali non ci sarebbero tutti questi femminicidi». Chi ha deciso? «Lei. Io, pur sbagliando, forse non ci sarei mai riuscito. Lei è stata più coraggiosa di me e la ringrazierò sempre per questo. Ora sono strafelice per lei, si è ri-fidanzata, sta vivendo un nuovo amore: le voglio bene perché l’ho amata tanto». Dal 13 novembre sarà a teatro con «Prima della Prima – Il mio viaggio nei sentimenti», un one man show (11 date) ambientato in un camerino prima di andare in scena, tra ansie, prove, telefonate, imitazioni e flashback nella sua vita. «Era tanto che me lo chiedevano: “Tu canti, imiti, sei simpatico”. Racconterò i momenti difficili e quelli belli, i problemi di salute e quelli sentimentali. A volte penso: e se la gente non viene? Popolare in tv è una cosa, popolare a teatro è un’altra. Una certa ansia ce l’ho». Il suo sogno è sempre stata la tv? «Da bambino volevo fare il tennista. Sono stato primo nell’under 12, primo nell’under 14, ero classificato già a 16 anni. A 17 però mi sono innamorato di una ragazza e quindi ho un po’ mollato, un po’ tanto. Ed è uno dei miei più grossi rimpianti». Che tennista era? «Pallettaro. Tanto ragionamento, mandavo ai matti gli avversari».
Filippo Bisciglia: «La mia ex Pamela Camassa? Ha avuto coraggio a lasciarmi. Con il Grande Fratello ho perso due miliardi»
Perché Maria De Filippi ha scelto proprio lei? «Non so chi fossero gli altri candidati alla conduzione, ma Maria ci fece assistere — separatamente — ai provini dei ragazzi di Temptation Island e io facevo un sacco di domande a tutti. Ero curioso, li interrogavo, li facevo parlare. Credo che Maria sia stata colpita dal mio modo di fare». Filippo Bisciglia conduce il programma che in tanti sognano. Temptation Island continua a fare numeri pazzeschi, l’ultima edizione ha avuto una media di quattro milioni di spettatori e uno share sopra il 30%. Lui fa il conduttore per due mesi e poi viene «congelato» fino all’edizione successiva. Non ha voglia di misurarsi anche con un altro programma? «Il mio sogno è un game, un quiz». Ride: «Sono anni che lo dico, ma nessuno mi dà retta». Perché «Temptation» funziona così bene? «Perché è uno specchio. Le persone si rivedono. Anche se alcune volte si vergognano ad ammetterlo, però dentro di loro sanno che certe situazioni, certi sentimenti, certe emozioni le hanno vissute. Capita a tutti, ed è capitato anche a me. Io da ragazzo ho vissuto tutto quello che provano le coppie che partecipano: le gelosie, le scenate, le discussioni, il cazzotto alla porta». Lei quanto aggiunge al format? «Il 10/20 per cento? Forse sono troppo umile. In realtà non so quantificare il mio contributo, si parte comunque da un format molto bello, molto forte, che cattura». In termini di conduzione cosa si riconosce? «Penso di essere una persona empatica, una persona che vive le emozioni, una persona buona, e i ragazzi, ma anche le persone a casa, sentono questa vicinanza. La gente per strada mi ferma e dice: “Filippo, fagli vede chi semo”. Vuol dire che io sono uno di loro che sta lì, in tv, uno che ce l’ha fatta. È il complimento più bello». Ha sempre avuto quest’attitudine? «Sì. Venivo sempre messo in mezzo dai miei amici quando avevano qualche problema di cuore. Mi chiamavano: “Filippo, ti devo raccontare una cosa, mi mandi questo messaggio, me lo scrivi tu, cosa mi consigli di fare”. Maria — che è un genio — secondo me lo ha capito subito». Gli inizi? «È stato difficile, è stata dura, perché sono stato catapultato in prima serata in un programma così importante. Sentivo addosso tanta responsabilità e avevo tanta ansia da prestazione». Agli inizi la accusavano di essere troppo romanesco. «Oggi paradossalmente è il contrario. Ho studiato dizione, ma se mi scappa il romanaccio mi scrivono tutti “daje”». Maria che consigli le dà? «Lei non ha bisogno di dire qualcosa o dare suggerimenti. Sei tu che devi capire e studiare». E lei come l’ha studiata? «Ho guardato tanto C’è posta per te . Ho studiato i suoi comportamenti, il suo modo di porsi. Il fatto di non essere protagonista l’ha sempre premiata: è bello vedere in televisione — dove in troppi cercano di essere protagonisti — qualcuno che dà spazio agli altri». Cosa risponde a chi l’accusa di non prendere posizione? «Lo spazio lo devono avere i concorrenti, con i loro racconti, con le loro storie, con i loro percorsi. È giusto stare un passo indietro». Parteciperebbe a «Temptation Island»? «Ormai sono vecchio, a 49 anni non ha senso». Conduce il programma da 14 anni: in cosa vede il cambiamento più radicale nelle relazioni di coppia? «Un tempo fidanzati e fidanzate si incavolavano per le cose fisiche: la carezza, il massaggio sulla schiena con la crema, una mano troppo in basso, non venivano tollerate, erano motivo di litigi. Oggi è diverso, più che i gesti fanno arrabbiare soprattutto le parole, le frasi dette male: mai toccare la mamma o il papà, mai parlare male dei suoceri perché se attacchi i genitori ti saltano al collo». I suoi inizi in tv sono stati al «Grande Fratello» come concorrente: nel 2005 la lasciarono fuori dalla porta. «Feci il provino, arrivai fino a firmare il contratto e poi a un certo punto saltò tutto. Io mi dissi: “Vabbé, qua sono tutti raccomandati, non mi prenderanno mai”». Invece l’anno dopo l’hanno richiamata. «Il programma iniziava a gennaio e mi chiamarono verso la fine di dicembre. Non capivo il senso. L’anno prima avevo fatto tre mesi di provini mentre l’anno dopo mi chiamarono all’ultimo. Non ho mai capito perché». Perché voleva entrare nella casa del Gf? «Quando me lo chiesero gli autori risposi così: perché purtroppo oggigiorno apparire è più importante di essere. Fatemi apparire, che l’essere ve lo faccio vedere dopo». Arrivò secondo: è stata una rosicata? «Quando sono uscito c’era l’euforia, le emozioni che ti travolgono. Tre mesi dopo mentre ero sdraiato su un lettino al mare, ho messo a fuoco la situazione. Avevo perso due miliardi. Era stata l’unica edizione in cui al vincitore andava un milione di euro, ma ragionavamo ancora in lire, quindi continuavo a pensare a quei due miliardi. Al secondo classificato invece non andava niente, zero. Quindi sì, una rosicata». All’epoca lavorava in un negozio di telefonia. «Stavo a via del Corso, a Roma. Ho scoperto che c’erano clienti fake che fingevano di venire a comprare telefoni o chiedevano informazioni sui contratti, ma in realtà erano autori del Grande Fratello. Hanno capito che ero autentico e non fingevo: parlavo, parlavo, parlavo con tutti. Sono fatto così». A scuola? «Ero un finto fancazzista. Mi impegnavo a risultare spiritoso agli occhi degli altri, facevo lo scemo, però alla fine studiavo. Sono sempre stato un paraculo: il sorrisino, professoressa come sta?, quelle cose che piacciono». Le sue tentazioni quali sono? «Ultimamente mi piacerebbe avere tentazioni alle quali dover rinunciare, ma in verità sto uscendo poco, non mi sto divertendo tanto. Mi dovrei sforzare». Nei sentimenti come è? «Sono un bambacione. I sentimenti sono il motore della vita. Senza sentimenti siamo una macchina ferma. Sono del cancro. Noi sentiamo le cose prima, le viviamo di più. Il cancro è una mezza streghetta, siamo più sensibili in tutto. Quando mi viene fatto del male, io posso anche perdonare, però qualcosa si è spento dentro di me». Ma è uno che dice le cose oppure le cova dentro? «Non mi tengo un cecio in bocca. Se ti devo dire una cosa, te la dico. Non mi importa chi sei: a te, a mia madre, al Papa. Non mi ferma niente e nessuno». Dal 2008 al 2025 ha avuto una relazione con Pamela Camassa, Miss Mondo Italia nel 2002, ex modella. «Eravamo diventati fratello e sorella. Ci siamo lasciati da amici, era un amore puro, un amore vero, quello che se esistesse tra coppie normali non ci sarebbero tutti questi femminicidi». Chi ha deciso? «Lei. Io, pur sbagliando, forse non ci sarei mai riuscito. Lei è stata più coraggiosa di me e la ringrazierò sempre per questo. Ora sono strafelice per lei, si è ri-fidanzata, sta vivendo un nuovo amore: le voglio bene perché l’ho amata tanto». Dal 13 novembre sarà a teatro con «Prima della Prima – Il mio viaggio nei sentimenti», un one man show (11 date) ambientato in un camerino prima di andare in scena, tra ansie, prove, telefonate, imitazioni e flashback nella sua vita. «Era tanto che me lo chiedevano: “Tu canti, imiti, sei simpatico”. Racconterò i momenti difficili e quelli belli, i problemi di salute e quelli sentimentali. A volte penso: e se la gente non viene? Popolare in tv è una cosa, popolare a teatro è un’altra. Una certa ansia ce l’ho». Il suo sogno è sempre stata la tv? «Da bambino volevo fare il tennista. Sono stato primo nell’under 12, primo nell’under 14, ero classificato già a 16 anni. A 17 però mi sono innamorato di una ragazza e quindi ho un po’ mollato, un po’ tanto. Ed è uno dei miei più grossi rimpianti». Che tennista era? «Pallettaro. Tanto ragionamento, mandavo ai matti gli avversari».

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