«L’auto più bella è quella che vince» diceva Enzo Ferrari con una frase che non ammetteva curve né frenate. «La linea di un’auto deve essere pulita ed essenziale, ma soprattutto deve essere bella», era il motto di Battista “Pinin” Farina , il fondatore di Pininfarina, il re dei carrozzieri torinesi. Due rotte orgogliosamente destinate a non incontrarsi mai, e che invece si ritrovarono a metà strada in una trattoria di Tortona , quasi metà strada tra Modena e Torino nel 1951, perché nessuno dei due avrebbe mai fatto visita all'altro. Da quell’incontro, mediato da un ragazzo che voleva cambiare il mondo dell’auto, il 25enne Sergio Pininfarina figlio di Battista , è nata una collaborazione che è stata un rettilineo lungo 70 anni fatto di oltre 100 modelli. «L’auto che vince è anche la più bella». Così nacquero: la 250 Gt Berlinetta, la 365 Daytona, la Testarossa, la F430 . Molti di questi modelli sono esposti al Salone dell’Auto di Torino in omaggio per il centenario di Sergio Pininfarina, il designer che organizzò l’incontro tra The Drake e il padre Pinin cambiando la storia dell’auto. A ricordare la figura del senatore e presidente di Confindustria a Torino c’erano gli eredi e testimoni di quella parabola straordinaria lunga quasi un secolo: il nipote Sergio Pininfarina , figlio di Andrea, nonché startupper dell’auto, e Piero Ferrari, figlio di Enzo , e secondo azionista del Cavallino Rampante dietro a Exor. Pininfarina e Ferrari non corrono più insieme dal 2017. Chissà se alla prossima fermata in trattoria, a Tortona o altrove, possa far ripartire la fucine delle auto più belle (e più vincenti) di sempre.
Ferrari e Pininfarina, due volti della leggenda dell’auto. Dopo 75 anni gli eredi si incontrano a Torino
«L’auto più bella è quella che vince» diceva Enzo Ferrari con una frase che non ammetteva curve né frenate. «La linea di un’auto deve essere pulita ed essenziale, ma soprattutto deve essere bella», era il motto di Battista “Pinin” Farina , il fondatore di Pininfarina, il re dei carrozzieri torinesi. Due rotte orgogliosamente destinate a non incontrarsi mai, e che invece si ritrovarono a metà strada in una trattoria di Tortona , quasi metà strada tra Modena e Torino nel 1951, perché nessuno dei due avrebbe mai fatto visita all'altro. Da quell’incontro, mediato da un ragazzo che voleva cambiare il mondo dell’auto, il 25enne Sergio Pininfarina figlio di Battista , è nata una collaborazione che è stata un rettilineo lungo 70 anni fatto di oltre 100 modelli. «L’auto che vince è anche la più bella». Così nacquero: la 250 Gt Berlinetta, la 365 Daytona, la Testarossa, la F430 . Molti di questi modelli sono esposti al Salone dell’Auto di Torino in omaggio per il centenario di Sergio Pininfarina, il designer che organizzò l’incontro tra The Drake e il padre Pinin cambiando la storia dell’auto. A ricordare la figura del senatore e presidente di Confindustria a Torino c’erano gli eredi e testimoni di quella parabola straordinaria lunga quasi un secolo: il nipote Sergio Pininfarina , figlio di Andrea, nonché startupper dell’auto, e Piero Ferrari, figlio di Enzo , e secondo azionista del Cavallino Rampante dietro a Exor. Pininfarina e Ferrari non corrono più insieme dal 2017. Chissà se alla prossima fermata in trattoria, a Tortona o altrove, possa far ripartire la fucine delle auto più belle (e più vincenti) di sempre.

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