Giovane, determinata, coinvolgente sul palco delle grandi occasioni. E incaricata di presidiare u no spazio politico non marginale, qualcosa che può generare insoddisfazioni diffuse fra i militanti: le guerre, la pace. Portando la voce dell’ antimilitarismo delle generazioni degli anni Sessanta e Settanta, ma soprattutto della sua generazione Z, quella dei giovani: «Noi organizzeremo i disertori». C’è chi domenica alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia , nell’accorato intervento della segretaria dei Giovani Democratici, Virginia Libero, ha letto una contraddizione nel Partito Democratico , che attraverso la segretaria Elly Schlein conferma supporto all’Ucraina aggredita dalla Russia nel 2022 ma per voce della sua dirigente più giovane si confessa antibellico. E c’è chi vi scorge una delega (su carta intestata della stessa Schlein) alla rappresentante degli under 30 del Pd per «occupare» uno spazio che i dem non intendono lasciare in mano ai cinquestelle. Quel fronte nel centrosinistra è sempre esistito e si fa sentire, è ampio e non va sottovalutato . Quello delle armi all’Ucraina è un argomento che ha incrinato il Pd all’interno, mentre all’esterno viene incalzato da fuori da Giuseppe Conte col rifiuto all’appoggio esterno. Un duello a distanza fra i due potenziali contendenti alle primarie del Campo largo. E allora arriva Virginia Libero. Padovana di Selvazzano, 28 anni, madre insegnante e padre artigiano, fresca di laurea in Giurisprudenza , è stata indicata come candidata unitaria dei Giovani Democratici l’anno scorso. Passato da scout, attivismo nelle associazioni studentesche fin dal liceo (rappresentante d’istituto, consulta provinciale degli studenti, poi Senato accademico e Udu, unione degli universitari), volontariato, passione politica pro-Pal e “di strada” come ha ripetuto anche di recente, anima moderata, mai estremista. Era stata candidata dal Pd alle Regionali in Veneto nella circoscrizione (molto complicata per l’alta competizione) di Padova: all’esordio sulla scheda elettorale ha preso 4.799 voti, concentrandosi su temi come diritto allo studio e alla casa, precariato, trasporti e femminismo. Domenica, durante la chiusura della festa dell’Unità, il suo intervento ha lasciato il segno: «Non saremo noi i soldati delle vostre guerre. Se queste destre ci porteranno a un vero conflitto , alle armi andateci voi, perché noi organizzeremo i disertori». Un discorso pacifista: se non può farlo apertamente la segretaria, col rischio di essere considerata anti-Kiev e di contrariare una grossa fetta dell’elettorato e della militanza dem, arriva l’esponente dei Gd. Ancora Libero da Reggio Emilia: «Per noi parlare di patria significa ripudiare la guerra, significa dare a tutti un salario dignitoso, garantire le cure, significa che nessuno deve sentirsi solo al punto da perdere ogni speranza, e per arrivare a questo ci servono scelte politiche coraggiose e la sinistra questo coraggio lo deve avere. Io ho speranza, perché so che Elly queste cose le crede davvero. Non saremo spettatori e arriveremo senza chiedere permesso». In questi giorni Libero sta girando l’Italia con la campagna «Benvenuti nel Paese reale» organizzata dai Giovani democratici. «È vero, sono e siamo pacifisti e Kiev non c’entra nulla con quello che ho detto dal palco – ha commentato poi Libero -. Sappiamo da che parte stare, dalla parte dell’Ucraina, condanno Putin. Però i giovani sono sempre stati pacifisti, nella storia del mondo, e la mia generazione non fa eccezione. E quindi diciamo no al piano di Trump, che in due anni ha solo scatenato nuovi conflitti illegali e che punta al 5 per cento del Pil per la spesa militare a scapito del welfare e dello stato sociale».