È toccato questa mattina, all'alba, ai lavoratori delle imprese appaltatrici e dell'indotto ex Ilva aprire la settimana che vedrà domani 15 settembre un nuovo tavolo sull'ex Ilva tra Governo e sindacati a Palazzo Chigi. E dopo l'assemblea davanti ai cancelli dello stabilimento, è partito il corteo di protesta che ha attraversato la strada provinciale per Statte e poi il rione Tamburi, per arrivare a Palazzo di città. Proclamate anche le prime 24 ore di sciopero (dalle 9 di oggi fino alle 7 di domani). «Sia chiaro - sottolineano i sindacati nella comunicazione di sciopero - che non ci fermeremo se non ci saranno soluzioni e misure straordinarie per tutti lavoratori». La mobilitazione, promossa da Fim, Fiom, Uilm e Usb , è contro il rischio di licenziamenti collettivi per circa 2.500 operai , legato alla fermata dell'area a caldo dello stabilimento entro fine ottobre , disposta dalla Corte d'Appello di Milano . Ad aprire la settimana è dunque la protesta dei lavoratori dell'indotto, mentre domani è previsto a Palazzo Chigi un nuovo tavolo sull'ex Ilva tra Governo e sindacati . A ieri, però, non era ancora arrivata alcuna convocazione formale né alle organizzazioni sindacali né ai commissari delle amministrazioni straordinarie di Ilva e Acciaierie d'Italia. «Il tempo è scaduto», hanno ribadito i sindacati, chiedendo garanzie occupazionali, tutela del reddito e un piano industriale per Taranto . Al centro della protesta anche il blocco delle procedure di licenziamento nell'appalto.
Ex Ilva, al via la protesta dei lavoratori dell'indotto contro i 2.500 licenziamenti: strade bloccate e sciopero di 24 ore
È toccato questa mattina, all'alba, ai lavoratori delle imprese appaltatrici e dell'indotto ex Ilva aprire la settimana che vedrà domani 15 settembre un nuovo tavolo sull'ex Ilva tra Governo e sindacati a Palazzo Chigi. E dopo l'assemblea davanti ai cancelli dello stabilimento, è partito il corteo di protesta che ha attraversato la strada provinciale per Statte e poi il rione Tamburi, per arrivare a Palazzo di città. Proclamate anche le prime 24 ore di sciopero (dalle 9 di oggi fino alle 7 di domani). «Sia chiaro - sottolineano i sindacati nella comunicazione di sciopero - che non ci fermeremo se non ci saranno soluzioni e misure straordinarie per tutti lavoratori». La mobilitazione, promossa da Fim, Fiom, Uilm e Usb , è contro il rischio di licenziamenti collettivi per circa 2.500 operai , legato alla fermata dell'area a caldo dello stabilimento entro fine ottobre , disposta dalla Corte d'Appello di Milano . Ad aprire la settimana è dunque la protesta dei lavoratori dell'indotto, mentre domani è previsto a Palazzo Chigi un nuovo tavolo sull'ex Ilva tra Governo e sindacati . A ieri, però, non era ancora arrivata alcuna convocazione formale né alle organizzazioni sindacali né ai commissari delle amministrazioni straordinarie di Ilva e Acciaierie d'Italia. «Il tempo è scaduto», hanno ribadito i sindacati, chiedendo garanzie occupazionali, tutela del reddito e un piano industriale per Taranto . Al centro della protesta anche il blocco delle procedure di licenziamento nell'appalto.

SOURCE TRANSPARENCY