Un escursionista sedicenne, che si trovava da solo su una montagna vicino a Vancouver, è stato soccorso sabato scorso dopo essere rimasto bloccato mentre seguiva un percorso che aveva pianificato con l'aiuto dell'intelligenza artificiale . Il ragazzo era partito per un'escursione sul Crown Mountain, a una quarantina di minuti d'auto a nord di Vancouver, ma è rimasto bloccato alla base di una parete rocciosa .  Secondo quanto riferito al North Shore News da Paul Markey, responsabile delle ricerche di North Shore Rescue, il giovane avrebbe costruito il proprio itinerario con l'aiuto dell'intelligenza artificiale, ma non è stato reso noto quale. Il ragazzo era partito intorno alle 8 del mattino da Grouse Mountain. Il piano prevedeva di risalire il Crown attraverso un canalone, ma a un certo punto ha perso la traccia escursionistica e si è ritrovato su terreno da arrampicata. I soccorritori, nel loro resoconto pubblicato su Facebook , spiegano di non sapere con esattezza dove e come abbia deviato: di certo c'è che è finito sulla via alpinistica nota come «Widowmaker» , fermo sotto l'ultimo salto di roccia. Markey ha raccontato che il ragazzo era terrorizzato e temeva davvero per la propria vita. La chiamata è arrivata poco prima delle 15:30. Per una coincidenza fortunata, quella stessa mattina i volontari di North Shore Rescue stavano svolgendo un'esercitazione con l'elicottero proprio sul Crown Mountain. Dopo averlo contattato al telefono e localizzato, due tecnici sono stati calati con il verricello e lo hanno recuperato. Il caso canadese si aggiunge a una serie di episodi simili. Appena un mese fa, in California, l'ufficio dello sceriffo della contea di Siskiyou ha riferito ch e tre giovani sono rimasti bloccati sul Mount Shasta durante la discesa: arrivati in vetta alle 19, hanno deciso di scendere al buio e si sono persi; uno di loro è caduto ferendosi a un ginocchio. Dopo il soccorso, uno dei tre ha spiegato a un agente di aver fatto ampio affidamento su Gemini, il chatbot di Google , sia per il percorso sia per l'attrezzatura da portare. Secondo lo sceriffo, l'AI avrebbe consigliato loro molto meno cibo e acqua del necessario, un errore pesato quando la salita prevista in otto ore si è trasformata in un'odissea di più giorni. A luglio era successo in Europa. Il 4 luglio 2026 due escursionisti lituani hanno chiesto aiuto al soccorso alpino dopo essere rimasti bloccati su terreno da arrampicata sotto la cima della Niebieska Turnia , nel sud della Polonia: avevano tentato una scorciatoia verso la Valle dei Cinque Laghi suggerita da ChatGpt. Anche loro sono stati evacuati in elicottero. E anche Canada non è nuovo a vicende del genere: nel 2025 due escursionisti, seguendo un itinerario pianificato con ChatGpt, si erano avventurati senza tenere conto del meteo e senza attrezzatura adatta ai sentieri innevati, finendo bloccati sull'Unnecessary Mountain, in British Columbia, dove sono stati recuperati dai soccorritori locali. Gli episodi arrivano mentre le grandi aziende tecnologiche spingono per un uso sempre più esteso dell'intelligenza artificiale nella vita quotidiana, con agenti capaci di prenotare viaggi, fare acquisti o scrivere email al posto nostro. Ma la montagna non perdona le approssimazioni. I soccorritori hanno più volte invitato alla prudenza: le indicazioni di un'AI vanno verificate e messe in discussione, non seguite alla cieca . Per pianificare un'escursione bisogna affidarsi a strumenti cartografici e di navigazione consolidati senza peraltro dipendere solo da smartphone o smartwatch, che tra l'altro si possono scaricare. Se non si conosce il percorso nello zaino è sempre meglio mettere una care e vecchia mappa cartacea.