«Vannacci dice che vuole trasformare la Calabria nella sua Sassonia ? Io so solo che sono in piedi dalle cinque. Ho fatto un giro da solo per la città per vedere se fosse tutto in ordine e tutto a posto. E ’sta Sassonia, quantomeno a Reggio, non l’ho vista». La vecchia storiella secondo cui in Africa prima dell’alba c’è la famosa gazzella che si sveglia sapendo che dovrà correre più veloce del leone per non essere uccisa, in riva allo Stretto viene riscritta partendo dagli orari, prima ancora che dai protagonisti. Per correre più veloce delle truppe del generale Vannacci, Francesco Cannizzaro detto Ciccio si sveglia prima dell’alba, quando fuori è ancora buio. Suo il seggio alla Camera del collegio reggino vinto nel 2018 e confermato nel 2022, quando però il vento del centrodestra era tornato a tirare fortissimo; sua la scelta di candidarsi e farsi eleggere prima dell’estate sindaco di Reggio Calabria , aprendo quindi alla convocazione della suppletiva, domenica e lunedì. Che poi è anche la prima a cui si presenta la destra-destra di Futuro nazionale, che per vincere una sfida decisamente più importante del posto messo in palio ha sottratto a Forza Italia uno dei suoi uomini più rappresentativi in Calabria, Domenico Giannetta , passato nel giro di poche ore dal suo scranno di capogruppo forzista al consiglio regionale alla corsa sotto le insegne del partito di Vannacci. Se la giocherà col favorito della vigilia Fabio Roscioli , tesoriere di Forza Italia; col candidato del Campo largo Frank Benedetto , cardiologo di fama, ex capogruppo del Pd al comune di Reggio; con Francesco Toscano , di Democrazia sovrana popolare.  Raccontarla come una partita da tripla vuol dire tenere conto di due scenari. «Posto che per me alla fine Meloni farà l’alleanza col generale», riassume Pasquale Tridico, eurodeputato M5S, un anno fa frontman del centrosinistra nella sfida poi persa contro il bis di Roberto Occhiuto, «se vinciamo noi o vince FnV, la premier dovrà partire subito al suo inseguimento. Se vince il centrodestra, può spostare l’asticella più in là...». Nelle ultime settimane, tutte le volte che il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha affrontato il tema Vannacci ha scelto due strade. Una in pubblico, come ha fatto quest’estate definendo «una stronzata» proposte come la remigrazione. L’altra in privato, quando s’è capito che il primo stress test di FnV sarebbe andato in scena proprio in Calabria : «Va tenuto sotto il 10%», come riassume uno della sua cerchia ristretta. Che poi è lo stesso obiettivo che s’è posto il suo alleato interno, Cannizzaro. «Il centrodestra — dice il sindaco di Reggio — si presenta a queste suppletive forte del risultato delle Comunali, quando ha raccolto il 65%. Vannacci vede Reggio come una colonia da conquistare per poi arrivare a Roma. Un po’ come se fosse la leva per aprire la finestra ed entrare con la forza...». Per dire del clima. Alla prima discesa del generale in Calabria , nel chiuso del centro congressi dell’Hotel President di Siderno, tanti giovani e parecchi curiosi hanno fatto incetta di selfie col leader di Futuro Nazionale, agevolati dalla decisione d’imperio del suo luogotenente Domenico Furgiuele di cacciare «i signori giornalisti» dalla sala e rispedirli nei corridoi, tra gli applausi della platea. Dentro il centrodestra hanno vivisezionato a lungo le immagini dei social per vedere se ci fosse qualche sindaco o qualche consigliere comunale che si fosse fatto attrarre dal nuovo magnete politico. A un certo punto, da una diretta streaming del profilo social di un lettissimo settimanale locale, La riviera, era sbucato un personaggio che indicava la presenza, poco più in là, del sindaco forzista di San Ferdinando, paesino della piana di Gioia Tauro. Circostanza smentita dal diretto interessato, che ha preteso una visione pubblica delle immagini tipo Var in una partita di calcio. Mistero risolto: era un suo predecessore di una quindicina di anni addietro, tra l’altro di sinistra. Se vale il teorema delle truppe, allora è importante guardare all’affluenza. Alle ultime politiche, gli elettori del collegio che si presentarono al seggio furono 145.815, il 49.4% degli aventi diritto. Cannizzaro prese 66 mila voti (quasi il 48%), la somma dei candidati di Pd e M5S, che corsero separati, non arrivava a 60 mila. «Un’affluenza bassissima sarebbe il segno che la novità politica, Vannacci, non ha sfondato», riflette Tridico . Che poi sarebbe lo scenario opposto rispetto all’agognata (per il generale) Sassonia-Anhalt, dove per votare l’AfD la gente ha fatto la fila. Ma questo accadrà lunedì pomeriggio, forse. Nel presente, giura Cannizzaro, c’è la Reggio silenziosa delle cinque del mattino. La gazzella che corre, il leone chissà.