«Ricordati che questo è uno sport da uomini». Per questa frase sessista, pronunciata nei confronti di un’arbitra, Federico Higuain , 41enne fratello maggiore di Gonzalo, ex attaccante di Real Madrid, Napoli, e Juventus , ha perso il posto di allenatore dei Columbus Crew 2 , la seconda formazione del club che rappresenta la capitale dell’Ohio in Major League Soccer. Il tecnico, molto arrabbiato per la conduzione della partita da parte della direttrice di gara, le aveva stretto la mano con forza, senza lasciarla andare nonostante le ripetute richieste, per poi rivolgerle quelle parole. L’accaduto è stato analizzato attentamente dal direttore generale della squadra che milita nella Mls Next Pro . Issa Tall ha infine deciso, dopo qualche giorno, di esonerare l’allenatore con queste ragioni: «Non ha rispettato gli standard richiesti dal nostro club da chi ci si aspetta debba essere un leader. Abbiamo così stabilito che sia nel migliore interesse del nostro club, dei giocatori e dello staff di supporto sollevare Federico Higuaín dalle sue responsabilità». Il tecnico, che era già stato espulso e squalificato per due partite durante il match, è stato così sollevato dall’incarico di guidare la seconda squadra del club nel quale aveva giocato dal 2012 al 2020 (193 presenze e 55 gol da centrocampista, distinguendosi tra i protagonisti della storia recente della squadra di Mls), prima di entrare a far parte dello staff tecnico nel 2025. Era stata la Professional Soccer Referees a denunciare per prima gli atti in questione, riportando il comportamento di Federico Higuaín e le parole testuali da lui pronunciate nei confronti dell’arbitra. «Oltre l’intimidazione fisica, un’osservazione umiliante e sessista», aveva riferito il sindacato che rappresenta gli arbitri, spiegando di non ritenere soddisfacenti le sanzioni e chiedendo un provvedimento esemplare. «La risposta della Lega è lontana dal trasmettere il messaggio giusto a partecipanti, arbitri e pubblico. Va riconsiderata. Le donne arricchiscono questo sport a ogni livello e non dovrebbero mai subire intimidazioni o commenti degradanti». L’esonero è stato così la conseguenza della comunicazione già trasmessa dai Crew in una nota. Il club aveva risposto di aver collaborato attivamente con la Mls Next Pro durante l'intero processo di revisione e accettato pienamente l'ulteriore provvedimento disciplinare emesso in conformità con le politiche della Lega. «Condanniamo qualsiasi azione o idea che contraddica la nostra missione di unire e valorizzare tutte le comunità e i generi attraverso questo sport globale». L’esperienza di Higuain si conclude dopo poco più di un anno sulla panchina dei gialloneri. A rendere inevitabile l’esonero, anche l’assenza di segni di pentimento da parte del fratello del Pipita, nei giorni successivi a quanto era accaduto in campo. L'ex calciatore non ha provato neanche a migliorare una posizione già difficile da difendere. L'argentino si era infatti rifiutato di riconoscere le proprie azioni e di assumersi la responsabilità di ciò che ha detto, oltre al non essersi mai pubblicamente scusato.
Dice all'arbitra: «Questo è uno sport da uomini»: il fratello di Higuain licenziato in Mls. Bufera sulla frase sessista
«Ricordati che questo è uno sport da uomini». Per questa frase sessista, pronunciata nei confronti di un’arbitra, Federico Higuain , 41enne fratello maggiore di Gonzalo, ex attaccante di Real Madrid, Napoli, e Juventus , ha perso il posto di allenatore dei Columbus Crew 2 , la seconda formazione del club che rappresenta la capitale dell’Ohio in Major League Soccer. Il tecnico, molto arrabbiato per la conduzione della partita da parte della direttrice di gara, le aveva stretto la mano con forza, senza lasciarla andare nonostante le ripetute richieste, per poi rivolgerle quelle parole. L’accaduto è stato analizzato attentamente dal direttore generale della squadra che milita nella Mls Next Pro . Issa Tall ha infine deciso, dopo qualche giorno, di esonerare l’allenatore con queste ragioni: «Non ha rispettato gli standard richiesti dal nostro club da chi ci si aspetta debba essere un leader. Abbiamo così stabilito che sia nel migliore interesse del nostro club, dei giocatori e dello staff di supporto sollevare Federico Higuaín dalle sue responsabilità». Il tecnico, che era già stato espulso e squalificato per due partite durante il match, è stato così sollevato dall’incarico di guidare la seconda squadra del club nel quale aveva giocato dal 2012 al 2020 (193 presenze e 55 gol da centrocampista, distinguendosi tra i protagonisti della storia recente della squadra di Mls), prima di entrare a far parte dello staff tecnico nel 2025. Era stata la Professional Soccer Referees a denunciare per prima gli atti in questione, riportando il comportamento di Federico Higuaín e le parole testuali da lui pronunciate nei confronti dell’arbitra. «Oltre l’intimidazione fisica, un’osservazione umiliante e sessista», aveva riferito il sindacato che rappresenta gli arbitri, spiegando di non ritenere soddisfacenti le sanzioni e chiedendo un provvedimento esemplare. «La risposta della Lega è lontana dal trasmettere il messaggio giusto a partecipanti, arbitri e pubblico. Va riconsiderata. Le donne arricchiscono questo sport a ogni livello e non dovrebbero mai subire intimidazioni o commenti degradanti». L’esonero è stato così la conseguenza della comunicazione già trasmessa dai Crew in una nota. Il club aveva risposto di aver collaborato attivamente con la Mls Next Pro durante l'intero processo di revisione e accettato pienamente l'ulteriore provvedimento disciplinare emesso in conformità con le politiche della Lega. «Condanniamo qualsiasi azione o idea che contraddica la nostra missione di unire e valorizzare tutte le comunità e i generi attraverso questo sport globale». L’esperienza di Higuain si conclude dopo poco più di un anno sulla panchina dei gialloneri. A rendere inevitabile l’esonero, anche l’assenza di segni di pentimento da parte del fratello del Pipita, nei giorni successivi a quanto era accaduto in campo. L'ex calciatore non ha provato neanche a migliorare una posizione già difficile da difendere. L'argentino si era infatti rifiutato di riconoscere le proprie azioni e di assumersi la responsabilità di ciò che ha detto, oltre al non essersi mai pubblicamente scusato.

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