Bomber Dario Hubner , in campo e fuori. È stato il terzo miglior marcatore nella storia del Brescia con 85 gol in 145 partite. Protagonista assoluto – insieme a Roberto Baggio - di quel gruppo allenato da Carlo Mazzone . L’ex attaccante è stato capocannoniere in serie A, B e pure C1. Non ha mai nascosto i suoi vizi: «Bevevo e fumavo, non mi sono mai nascosto». Oggi si gode il meritato riposo tra la vita in campagna, gli animali, la pesca. In questo fine settimana, Hubner si è goduto fiumi di birra all’Oktoberfest : Tatanka – come lo chiamano tutti – ha pubblicato alcuni scatti sui social, in posa con un’enorme pinta di birra. «Abito in campagna, a Passarera, un paesino di 350 persone a cinque chilometri da Crema. Piena Pianura Padana, ci sono gli animali, a 200 metri da me le mucche. A 59 anni sono un nonno e un pensionato felice», aveva detto Hubner. La sua storia è quella di un bomber per caso, che fino all’età di vent'anni si alternava tra il campo e il lavoro da carpentiere. Dopo tre stagioni al Fano , allenato da Francesco Guidolin, il classe ‘67 è diventato Tatanka e non si è più fermato. Dopo cinque anni al Cesena , Hubner ha debuttato in serie A con il Brescia segnando subito alla prima a San Siro contro l'Inter di Ronaldo il Fenomeno. Mentre la domenica successiva ha realizzato addirittura una tripletta contro la Sampdoria. La sua prima stagione in Serie A si concluderà con la retrocessione nonostante i 16 gol realizzati. Ma lo stesso Hubner guiderà i suoi nell'immediata risalita e nell’annata 00/01 farà da spalla a Roby Baggio in una coppia da sogno che permette ai biancazzurri di qualificarsi per l'Intertoto, tanto che il presidente Corioni dirà di lui:  « Senza grappa e sigarette sarebbe il più forte di tutti». «Quando fumavo era alla luce del sole. In ritiro il mio beauty era pieno di accendini dei compagni: li compravano, fumavano dal sabato mattina alla domenica prima della partita», aveva raccontato. Nel 01/02 con il Piacenza ha chiuso il campionato con 24 reti, miglior marcatore insieme a Trezeguet . All’età 35 anni. »Che mi sia bruciato le mie carte perché bevevo birra e fumavo in spogliatoio è un’altra bufala». Adesso Hubner può godersi il tempo libero pure all’Oktoberfest.