Ventiquattro e passa ore sul fronte del fuoco , anzi sui fronti. Nessuna tregua per la Costiera amalfitana ostaggio dei roghi che ormai in molti ritengono dolosi , come denunciano senza giri di parole gli stessi amministratori locali dei centri turistici penalizzati dagli incendi di fine estate, divampati paradossalmente proprio quando le temperature hanno subito un significativo ridimensionamento rispetto ai picchi stagionali. In prima linea impegnati i Vigili del Fuoco , in particolare quelli del Comando provinciale di Salerno (con il supporto di altre squadre provenienti da altri territori), gli uomini della Protezione civile, i mezzi aerei, elicotteri e Canadair. che dalle prime ore di luce hanno iniziato i lanci di acqua sui luoghi più colpiti . Molti i centri colpiti, Agerola è quello in cui la situazione ieri mattina è apparsa più critica . Il forte vento ha reso più difficili le operazioni dei Vigili del Fuoco. Dopo una notte di paura, con le fiamme che lambivano le abitazioni e l’evacuazione, resa necessaria in via temporanea , di alcune abitazioni. Da considerare che la stagione turistica è ancora nel pieno. E che molti albergatori confidano molto nell’andamento di settembre per compensare alcuni arretramenti di presenze rispetto agli anni scorsi registrati nel mese di agosto. Lungo la strada statale 163 Amalfitana, poi riaperta a tarda sera, si è resa necessaria la chiusura, in entrambe le direzioni, della tratta compresa tra il chilometro 6,000 ed il chilometro 8,500, tra i territori di Piano di Sorrento e Vico Equense. «In undici anni non ho mai visto una cosa del genere . Non so chi ci sia dietro questi incendi, ma sicuramente non si tratta di un incendio naturale», denuncia il sindaco di Amalfi Daniele Milano : «Mi trovo sul posto e sto monitorando costantemente la situazione. Ieri notte le fiamme sono arrivate vicino alle case . Il vento ha alimentato ancora di più le fiamme che si sono propagate velocemente. Per fortuna non si registrano danni alle abitazioni e alle persone, ma sicuramente a giardini e terrazzamenti agricoli. È anche chiusa, in via precauzionale, una porzione di strada provinciale. Appena l’incendio sarà spento del tutto, i tecnici preposti dovranno fare gli opportuni sopralluoghi e tutte le valutazioni per la conta dei danni ». Della stessa opinione la sindaca di Positano, Gabriella Guida , altro comune colpito dalle fiamme: « L’ipotesi è che si tratti di un incendio di natura dolosa. Il forte vento — ha aggiunto — ha creato non pochi disagi per le attività di spegnimento oltre al fatto di aver alimentato ancora di più le fiamme. Il fronte più preoccupante, per quanto ci riguarda, è quello che va da Positano verso Vico Equense. Al momento non possiamo fare una stima dei danni che saranno soprattutto considerati nel lungo termine. Sono andati in fiamme alberi secolari, quindi temo un dissesto idrogeologico importante di cui avremo contezza solo in futuro. La Strada amalfitana è stata chiusa lungo il tratto interessato dall’incendio . «Si consiglia — segnalava il sito del Comune — di non andare oltre il bivio di Montepertuso. Si invita inoltre a rimuovere le auto in sosta nei pressi del bivio di Montepertuso, per consentire ai mezzi pubblici di invertire la marcia agevolmente». Grande rabbia ad Agerola, espressa dal vice sindaco Luca Mascolo : « È stata un’azione criminale . Qualcuno ha acceso quel fuoco. E se sarà confermata la natura dolosa dell’incendio, chi lo ha fatto ha messo in pericolo persone, abitazioni e un territorio già fragile. Qui non si bruciano soltanto gli alberi: si mette a rischio la montagna e, con essa, la sicurezza della comunità». Ma la posizione più pragmatica arriva dall’albergatore Vito Cinque (hotel San Pietro di Positano). «Visto che a distanza di 3-4 anni è da 40 e passa anni che si susseguono eventi del genere, sulla cui natura dolosa non c’è alcun dubbio, c’è qualcuno in grado di spiegare il perché? Che interessi si nascondono dietro questi roghi? Per me occorrerebbe seguire i flussi di denaro che queste emergenze alimentano per risalire a chi ha interesse a che tutto questo si ripeta».
Costiera amalfitana distrutta dalle fiamme, i sindaci: «Incendio doloso, è stata un'azione criminale»
Ventiquattro e passa ore sul fronte del fuoco , anzi sui fronti. Nessuna tregua per la Costiera amalfitana ostaggio dei roghi che ormai in molti ritengono dolosi , come denunciano senza giri di parole gli stessi amministratori locali dei centri turistici penalizzati dagli incendi di fine estate, divampati paradossalmente proprio quando le temperature hanno subito un significativo ridimensionamento rispetto ai picchi stagionali. In prima linea impegnati i Vigili del Fuoco , in particolare quelli del Comando provinciale di Salerno (con il supporto di altre squadre provenienti da altri territori), gli uomini della Protezione civile, i mezzi aerei, elicotteri e Canadair. che dalle prime ore di luce hanno iniziato i lanci di acqua sui luoghi più colpiti . Molti i centri colpiti, Agerola è quello in cui la situazione ieri mattina è apparsa più critica . Il forte vento ha reso più difficili le operazioni dei Vigili del Fuoco. Dopo una notte di paura, con le fiamme che lambivano le abitazioni e l’evacuazione, resa necessaria in via temporanea , di alcune abitazioni. Da considerare che la stagione turistica è ancora nel pieno. E che molti albergatori confidano molto nell’andamento di settembre per compensare alcuni arretramenti di presenze rispetto agli anni scorsi registrati nel mese di agosto. Lungo la strada statale 163 Amalfitana, poi riaperta a tarda sera, si è resa necessaria la chiusura, in entrambe le direzioni, della tratta compresa tra il chilometro 6,000 ed il chilometro 8,500, tra i territori di Piano di Sorrento e Vico Equense. «In undici anni non ho mai visto una cosa del genere . Non so chi ci sia dietro questi incendi, ma sicuramente non si tratta di un incendio naturale», denuncia il sindaco di Amalfi Daniele Milano : «Mi trovo sul posto e sto monitorando costantemente la situazione. Ieri notte le fiamme sono arrivate vicino alle case . Il vento ha alimentato ancora di più le fiamme che si sono propagate velocemente. Per fortuna non si registrano danni alle abitazioni e alle persone, ma sicuramente a giardini e terrazzamenti agricoli. È anche chiusa, in via precauzionale, una porzione di strada provinciale. Appena l’incendio sarà spento del tutto, i tecnici preposti dovranno fare gli opportuni sopralluoghi e tutte le valutazioni per la conta dei danni ». Della stessa opinione la sindaca di Positano, Gabriella Guida , altro comune colpito dalle fiamme: « L’ipotesi è che si tratti di un incendio di natura dolosa. Il forte vento — ha aggiunto — ha creato non pochi disagi per le attività di spegnimento oltre al fatto di aver alimentato ancora di più le fiamme. Il fronte più preoccupante, per quanto ci riguarda, è quello che va da Positano verso Vico Equense. Al momento non possiamo fare una stima dei danni che saranno soprattutto considerati nel lungo termine. Sono andati in fiamme alberi secolari, quindi temo un dissesto idrogeologico importante di cui avremo contezza solo in futuro. La Strada amalfitana è stata chiusa lungo il tratto interessato dall’incendio . «Si consiglia — segnalava il sito del Comune — di non andare oltre il bivio di Montepertuso. Si invita inoltre a rimuovere le auto in sosta nei pressi del bivio di Montepertuso, per consentire ai mezzi pubblici di invertire la marcia agevolmente». Grande rabbia ad Agerola, espressa dal vice sindaco Luca Mascolo : « È stata un’azione criminale . Qualcuno ha acceso quel fuoco. E se sarà confermata la natura dolosa dell’incendio, chi lo ha fatto ha messo in pericolo persone, abitazioni e un territorio già fragile. Qui non si bruciano soltanto gli alberi: si mette a rischio la montagna e, con essa, la sicurezza della comunità». Ma la posizione più pragmatica arriva dall’albergatore Vito Cinque (hotel San Pietro di Positano). «Visto che a distanza di 3-4 anni è da 40 e passa anni che si susseguono eventi del genere, sulla cui natura dolosa non c’è alcun dubbio, c’è qualcuno in grado di spiegare il perché? Che interessi si nascondono dietro questi roghi? Per me occorrerebbe seguire i flussi di denaro che queste emergenze alimentano per risalire a chi ha interesse a che tutto questo si ripeta».

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