PALERMO – In una Sicilia dove vigneti e campi di grano si stanno trasformando in distese di pannelli fotovoltaici, necessari per un futuro green ma in qualche caso devastanti, l’ipotesi di corruzione per le relative concessioni si abbatte su chi le concede. Con un'inchiesta della Procura di Palermo e con una richiesta di 9 arresti, fra i quali spicca il nome di Gaetano Armao . Da sempre indicato come il braccio destro del governatore Renato Schifani. Fino ad agosto presidente della cosiddetta «Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali». Fra le richieste di arresto figurano anche il deputato regionale dell’Mpa Giuseppe Geremia Lombardo (nipote dell’ex governatore Raffaele Lombardo), Giuseppe Argirò, Benedetta Costanzo, Mario Lupo, Marco Gentile Malacarne, Pier Luigi Matta, Sergio Vella e Luigi Zancla. Tutti con case e studi professionali sottoposti alle perquisizioni di agenti e funzionari guidati dal capo della Squadra Mobile di Palermo Antonio Sfameni. L’ipotesi è corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio. Reato indicato dal procuratore Maurizio De Lucia e dall’aggiunto Francesca Mazzocco convinti di avere messo le mani su una cricca che avrebbe oleato con le tangenti il meccanismo delle autorizzazioni per progetti industriali ed energetici, «rinnovabili» e alcuni «parchi eolici» compresi. Secondo le nuove procedure, la Procura che ha fatto scattare una sfilza di perquisizioni ha chiesto i provvedimenti cautelari all’ufficio dei giudici per le indagini preliminari (Gip). Occorrerà quindi attendere questo passaggio mentre la sola notizia basta a mettere a soqquadro il mondo politico, già lacerato nell’isola da una sfilza di inchieste giudiziarie per corruzione. Anche al vertice delle istituzioni. Compresa l’Assemblea regionale. E adesso il governo del forzista Schifani contro il quale si scatenano le opposizioni chiedendo le dimissioni, come fa per primo Ismaele La Vardera, la ex iena decisa a non mollare la presa. Armao, marito di Giusi Bartolozzi, l’ex capo di gabinetto del ministro Nordio al centro di tante polemiche, è pronto a difendersi negando su tutto il fronte la corruzione, senza negare che l’obiettivo della commissione era anche quello di ” snellire le pratiche degli imprenditori che volevano e vogliono investire in Sicilia , troppo spesso impantanate nella burocrazia”, come spesso si sentiva echeggiare ai convegni. Armao, avvocato amministrativista e docente universitario, è stato vice presidente della Regione e assessore all’Economia con il governo di Nello Musumeci fra il 2017 e il 2022.
Corruzione, chiesto l'arresto per Gaetano Armao, ex vice governatore della Sicilia e marito di Giusi Bartolozzi
PALERMO – In una Sicilia dove vigneti e campi di grano si stanno trasformando in distese di pannelli fotovoltaici, necessari per un futuro green ma in qualche caso devastanti, l’ipotesi di corruzione per le relative concessioni si abbatte su chi le concede. Con un'inchiesta della Procura di Palermo e con una richiesta di 9 arresti, fra i quali spicca il nome di Gaetano Armao . Da sempre indicato come il braccio destro del governatore Renato Schifani. Fino ad agosto presidente della cosiddetta «Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali». Fra le richieste di arresto figurano anche il deputato regionale dell’Mpa Giuseppe Geremia Lombardo (nipote dell’ex governatore Raffaele Lombardo), Giuseppe Argirò, Benedetta Costanzo, Mario Lupo, Marco Gentile Malacarne, Pier Luigi Matta, Sergio Vella e Luigi Zancla. Tutti con case e studi professionali sottoposti alle perquisizioni di agenti e funzionari guidati dal capo della Squadra Mobile di Palermo Antonio Sfameni. L’ipotesi è corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio. Reato indicato dal procuratore Maurizio De Lucia e dall’aggiunto Francesca Mazzocco convinti di avere messo le mani su una cricca che avrebbe oleato con le tangenti il meccanismo delle autorizzazioni per progetti industriali ed energetici, «rinnovabili» e alcuni «parchi eolici» compresi. Secondo le nuove procedure, la Procura che ha fatto scattare una sfilza di perquisizioni ha chiesto i provvedimenti cautelari all’ufficio dei giudici per le indagini preliminari (Gip). Occorrerà quindi attendere questo passaggio mentre la sola notizia basta a mettere a soqquadro il mondo politico, già lacerato nell’isola da una sfilza di inchieste giudiziarie per corruzione. Anche al vertice delle istituzioni. Compresa l’Assemblea regionale. E adesso il governo del forzista Schifani contro il quale si scatenano le opposizioni chiedendo le dimissioni, come fa per primo Ismaele La Vardera, la ex iena decisa a non mollare la presa. Armao, marito di Giusi Bartolozzi, l’ex capo di gabinetto del ministro Nordio al centro di tante polemiche, è pronto a difendersi negando su tutto il fronte la corruzione, senza negare che l’obiettivo della commissione era anche quello di ” snellire le pratiche degli imprenditori che volevano e vogliono investire in Sicilia , troppo spesso impantanate nella burocrazia”, come spesso si sentiva echeggiare ai convegni. Armao, avvocato amministrativista e docente universitario, è stato vice presidente della Regione e assessore all’Economia con il governo di Nello Musumeci fra il 2017 e il 2022.

SOURCE TRANSPARENCY