Il Tribunale di sorveglianza di Venezia ha accolto la richiesta di semilibertà di Chico Forti . La decisione è arrivata poco dopo le 16 di oggi, 21 settembre: si tratta dell’ultimo passo verso la libertà per l’ex imprenditore trentino condannato all’ergastolo  per l’omicidio di Dale Pike e per il quale si è sempre professato innocente. Il 67enne, difeso dagli avvocati Carlo Dalla Vedova e Alessandro Favazza,  continuerà a uscire dal carcere come già avveniva dal dicembre scorso per svolgere attività di volontariato e a lavorare, ma le 40 ore previste saranno ampliate. Si tratta di un avanzamento importante nel suo p ercorso carcerario di reinserimento. Il prossimo step sarà la libertà condizionale, l’udienza è già stata fissata per il 24 febbraio 2027. L'ex campione di vela e windsurf ha già trascorso 25 anni nei penitenziari della Florida e altri due in quello di Verona Montorio, dove sta scontando l’ergastolo per l’omicidio dell’australiano Dale Pike , crimine del quale si è sempre dichiarato innocente. Durante l'ultima udienza per chiedere una misura alternativa al carcere , che si è tenuta lo scorso 16 settembre al Tribunale di Sorveglianza di Venezia, era presente anche Bradley Pike , fratello del 42enne ucciso a Miami con due colpi di calibro 22 alla nuca il 15 febbraio 1998. Infatti, Bradley Pike ritiene Forti innocente e in più occasioni ha espresso la propria  solidarietà  nei confronti dell’ergastolano. Intervistato durante la trasmissione televisiva “Quarto Grado”, il fratello della vittima aveva dichiarato: «Noi non vogliamo nessun risarcimento, vogliamo solo Chico libero». E ancora: «Vorrei che questa storia finisse con Chico che mi insegna a fare windsurf e con un pranzo insieme alla sua famiglia e ai suoi amici». La prima volta che si era presentato davanti al Tribunale di Sorveglianza, nel settembre 2025, la difesa dell’ex campione di vela aveva chiesto la libertà condizionata. Una misura diversa dalla semilibertà , che avrebbe visto l’uscita dal carcere con obblighi di controllo. In quel caso l’istanza era stata rigettata dal collegio. Contro quella decisione i legali di Forti avevano presentato ricorso in Cassazione, ma era stato respinta anche in quella sede, confermando così la decisione del Tribunale di Sorveglianza.  Nel frattempo, Forti ha continuato a lavorare fuori dal carcere , grazie a un permesso concesso dallo stesso Tribunale a dicembre dello scorso anno. In particolare ha frequentato  un corso di formazione professionale per pizzaioli e fare volontariato . Per ottenere ulteriori concessioni previste dalla legge, la difesa aveva evidenziato la buona condotta di Forti: il volontariato, il lavoro all’esterno, la giustizia riparativa e i permessi premio fruiti con maggiore ampiezza rispetto al passato.