Nuovi problemi per Giovanni Malagò , al vertice della Figc. Il procuratore generale dello Sport del Coni, Ugo Taucer, ha respinto la richiesta di archiviazione presentata dal procuratore federale Chiné sul caso del mancato tesseramento. La decisione è stata notificata in un documento di quattro pagine. La vicenda, sollevata dal ricorso dell’ex calciatore e avvocato Renato Miele, ruota attorno a un vizio di forma: al momento di depositare la candidatura, Malagò non possedeva alcuna tessera della Federcalcio. Nell’articolo 29 dello statuto della Figc e i principi informatori del Coni si legge: per essere eletti o nominati è fondamentale essere in regola con il tesseramento alla data di presentazione della candidatura . La Procura federale aveva provato a difendere il numero uno del pallone con una memoria di quaranta pagine, sostenendo la tesi secondo cui il tesseramento non fosse un requisito obbligatorio di per sé. Una linea difensiva stroncata da Taucer: « Non ci si può riferire all’essere in regola del tesseramento senza essere prima tesserati ». Il pg ha così ordinato l’integrazione dell’istruttoria e ha investito il Coni di Luciano Buonfiglio . Il caso sarà analizzato dalla giunta il 15 settembre. Ma cosa rischia Malagò? Potrebbe scattare la decadenza e l’annullamento degli atti firmati, aprendo le porte a una battaglia tra Collegio di Garanzia, Tar e Consiglio di Stato.
Caso Malagò, procura Coni respinge richiesta archiviazione per il mancato tesseramento: cosa rischia
Nuovi problemi per Giovanni Malagò , al vertice della Figc. Il procuratore generale dello Sport del Coni, Ugo Taucer, ha respinto la richiesta di archiviazione presentata dal procuratore federale Chiné sul caso del mancato tesseramento. La decisione è stata notificata in un documento di quattro pagine. La vicenda, sollevata dal ricorso dell’ex calciatore e avvocato Renato Miele, ruota attorno a un vizio di forma: al momento di depositare la candidatura, Malagò non possedeva alcuna tessera della Federcalcio. Nell’articolo 29 dello statuto della Figc e i principi informatori del Coni si legge: per essere eletti o nominati è fondamentale essere in regola con il tesseramento alla data di presentazione della candidatura . La Procura federale aveva provato a difendere il numero uno del pallone con una memoria di quaranta pagine, sostenendo la tesi secondo cui il tesseramento non fosse un requisito obbligatorio di per sé. Una linea difensiva stroncata da Taucer: « Non ci si può riferire all’essere in regola del tesseramento senza essere prima tesserati ». Il pg ha così ordinato l’integrazione dell’istruttoria e ha investito il Coni di Luciano Buonfiglio . Il caso sarà analizzato dalla giunta il 15 settembre. Ma cosa rischia Malagò? Potrebbe scattare la decadenza e l’annullamento degli atti firmati, aprendo le porte a una battaglia tra Collegio di Garanzia, Tar e Consiglio di Stato.

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