Carlo Calenda, si prepari perché glielo chiederemo in modo che non potrà sfuggire. «Che cosa? Se mi alleo alle elezioni con Giorgia Meloni dopo che mi ha fatto i complimenti in pubblico ?». Esatto. «Non sfuggirò». Dopo il sì di Azione al nucleare , Meloni ha detto: «Calenda dimostra che ci sono politici che sulle questioni strategiche e importanti sanno andare oltre gli steccati». Le ha fatto piacere? «Mi ha fatto piacere perché quella per me è la specialità della casa, andare oltre gli steccati ideologici quando si tratta dell’interesse dell’Italia. Tra l’altro, il ritorno al nucleare è una delle nostre leggi di iniziativa popolare, fa parte del nostro programma, non capisco come avrei potuto non votare a favore». Valeva anche per Italia viva, se è per questo. Che però non ha votato a favore. «Mi sorprendo, diciamo così, della scelta di Renzi che si è astenuto. Anche perché parliamo di scelte strategiche del Paese, non dei giochini sulla costruzione delle singole coalizioni». Arriviamo al dunque. Si alleerà alle elezioni con Meloni ? «Nient’affatto». Mettiamola così, allora: quante possibilità ci sono che lei si allei con Meloni alle elezioni? «Lo zero per cento. Lo sappiamo entrambi, io e lei. Parliamo spesso di energia, di nucleare, di Ilva, di ambiente. Ma siamo perfettamente consapevoli che l’alleanza non ci sarà. Per un motivo semplicissimo: sulle scelte di fondo noi siamo favorevoli a una Nato europea sulla scia di quello che chiedono i volenterosi , a un’Europa federale che ci allontani dal destino di diventare tutti delle colonie; tutte cose su cui Giorgia Meloni è contraria. La presidente del Consiglio, insomma, ha idee divergenti dalle nostre; tutto legittimo, ma non possiamo fare un’alleanza con lei». E quante possibilità che lei si allei col Campo largo? «Stessa cosa, lo zero per cento. Ha letto il programma di Giuseppe Conte? Evidentemente, non gli è bastato l’aver buttato, da premier, 253 miliardi di euro tra il superbonus che ha rifatto la casa gratis ai ricchi e la quota 100 con cui ha mandato in pensione a spese della collettività quattrocentomila persone; senza dimenticare, oltre allo sfascio delle finanze pubbliche, la distruzione dell’Ilva». Quindi che farà? «Andremo da soli. Con la certezza, glielo posso sottoscrivere anche subito, che nessuno dei due poli prenderà il 42 per cento che serve ad avere il premio di maggioranza e a governare». Prima serve che passi la nuova legge elettorale. «Passerà». Poi che… «Poi che Vannacci non si allei col centrodestra. E non si alleerà. Noi andremo bene perché a sinistra ci sono i tre centrini ininfluenti di Renzi, Onorato e Ruffini in una coalizione che parte già spaccata; e a destra perché, tolta Meloni, Salvini è alla frutta e Forza Italia in difficoltà». Secondo lei, chi vincerà le primarie del centrosinistra? «Se si faranno, le vincerà Elly Schlein ». Perché non si dovrebbero fare? «Perché se si rende conto in anticipo che non può avere la speranza di vincerle, Conte sfilerà dal centrosinistra i 5 Stelle e andrà al voto da solo». Addirittura. «La parte del programma sul no al rifinanziamento dell’Ucraina serve a questo. A sfilarsi, se serve». Scusi, lei ha dato lo zero percento alla possibilità di allearsi con Meloni e lo zero percento alla possibilità di allearsi col Campo largo. Ma se poi finirà per allearsi con uno dei due qualcuno potrà chiederle una penitenza. Tipo andare a piedi da Roma a… «Alt. Scommesse di questo tipo non ne faccio. Io le certifico che a oggi non ci sono le condizioni perché Azione si allei con Meloni o col centrosinistra. A oggi». Scusi, che cosa potrebbe farle cambiare idea? «Ma l’ha vista la situazione internazionale? Che ne sappiamo che non ci attacchi la Russia e non si debba immediatamente fare un governo istituzionale d’emergenza e di larghe intese con Meloni, Schlein…». C’è questa possibilità? «Basta guardare un tg o leggere un giornale per rendersene conto. Però facciamo così, a mo’ di scommessa: se la situazione rimane quella di adesso e il sottoscritto alle elezioni si allea con Meloni o il Campo largo, sono pronto a fare a piedi il cammino di San Francesco. Lo dico pubblicamente adesso».
Calenda: «Bene i complimenti di Meloni, ma ci sono zero possibilità che mi allei con lei o Schlein»
Carlo Calenda, si prepari perché glielo chiederemo in modo che non potrà sfuggire. «Che cosa? Se mi alleo alle elezioni con Giorgia Meloni dopo che mi ha fatto i complimenti in pubblico ?». Esatto. «Non sfuggirò». Dopo il sì di Azione al nucleare , Meloni ha detto: «Calenda dimostra che ci sono politici che sulle questioni strategiche e importanti sanno andare oltre gli steccati». Le ha fatto piacere? «Mi ha fatto piacere perché quella per me è la specialità della casa, andare oltre gli steccati ideologici quando si tratta dell’interesse dell’Italia. Tra l’altro, il ritorno al nucleare è una delle nostre leggi di iniziativa popolare, fa parte del nostro programma, non capisco come avrei potuto non votare a favore». Valeva anche per Italia viva, se è per questo. Che però non ha votato a favore. «Mi sorprendo, diciamo così, della scelta di Renzi che si è astenuto. Anche perché parliamo di scelte strategiche del Paese, non dei giochini sulla costruzione delle singole coalizioni». Arriviamo al dunque. Si alleerà alle elezioni con Meloni ? «Nient’affatto». Mettiamola così, allora: quante possibilità ci sono che lei si allei con Meloni alle elezioni? «Lo zero per cento. Lo sappiamo entrambi, io e lei. Parliamo spesso di energia, di nucleare, di Ilva, di ambiente. Ma siamo perfettamente consapevoli che l’alleanza non ci sarà. Per un motivo semplicissimo: sulle scelte di fondo noi siamo favorevoli a una Nato europea sulla scia di quello che chiedono i volenterosi , a un’Europa federale che ci allontani dal destino di diventare tutti delle colonie; tutte cose su cui Giorgia Meloni è contraria. La presidente del Consiglio, insomma, ha idee divergenti dalle nostre; tutto legittimo, ma non possiamo fare un’alleanza con lei». E quante possibilità che lei si allei col Campo largo? «Stessa cosa, lo zero per cento. Ha letto il programma di Giuseppe Conte? Evidentemente, non gli è bastato l’aver buttato, da premier, 253 miliardi di euro tra il superbonus che ha rifatto la casa gratis ai ricchi e la quota 100 con cui ha mandato in pensione a spese della collettività quattrocentomila persone; senza dimenticare, oltre allo sfascio delle finanze pubbliche, la distruzione dell’Ilva». Quindi che farà? «Andremo da soli. Con la certezza, glielo posso sottoscrivere anche subito, che nessuno dei due poli prenderà il 42 per cento che serve ad avere il premio di maggioranza e a governare». Prima serve che passi la nuova legge elettorale. «Passerà». Poi che… «Poi che Vannacci non si allei col centrodestra. E non si alleerà. Noi andremo bene perché a sinistra ci sono i tre centrini ininfluenti di Renzi, Onorato e Ruffini in una coalizione che parte già spaccata; e a destra perché, tolta Meloni, Salvini è alla frutta e Forza Italia in difficoltà». Secondo lei, chi vincerà le primarie del centrosinistra? «Se si faranno, le vincerà Elly Schlein ». Perché non si dovrebbero fare? «Perché se si rende conto in anticipo che non può avere la speranza di vincerle, Conte sfilerà dal centrosinistra i 5 Stelle e andrà al voto da solo». Addirittura. «La parte del programma sul no al rifinanziamento dell’Ucraina serve a questo. A sfilarsi, se serve». Scusi, lei ha dato lo zero percento alla possibilità di allearsi con Meloni e lo zero percento alla possibilità di allearsi col Campo largo. Ma se poi finirà per allearsi con uno dei due qualcuno potrà chiederle una penitenza. Tipo andare a piedi da Roma a… «Alt. Scommesse di questo tipo non ne faccio. Io le certifico che a oggi non ci sono le condizioni perché Azione si allei con Meloni o col centrosinistra. A oggi». Scusi, che cosa potrebbe farle cambiare idea? «Ma l’ha vista la situazione internazionale? Che ne sappiamo che non ci attacchi la Russia e non si debba immediatamente fare un governo istituzionale d’emergenza e di larghe intese con Meloni, Schlein…». C’è questa possibilità? «Basta guardare un tg o leggere un giornale per rendersene conto. Però facciamo così, a mo’ di scommessa: se la situazione rimane quella di adesso e il sottoscritto alle elezioni si allea con Meloni o il Campo largo, sono pronto a fare a piedi il cammino di San Francesco. Lo dico pubblicamente adesso».

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