S tefano Bonaccini, presidente del Partito democratico, la premier Giorgia Meloni l’altro giorno a Bari ha festeggiato il suo governo che è il più duraturo della storia repubblicana. Voi la combattete, ma indubbiamente questo è un record per un Paese come l’Italia. «La stabilità è un fatto positivo se permette di fare scelte, riforme, investimenti. Ma la destra non sta governando, sta galleggiando: l’Italia non cresce più da quattro anni, le bollette e il prezzo del carburante sono alle stelle, la sanità pubblica crolla e il Pnrr è finito e tutte le infrastrutture sono state sacrificate a un ponte che non è mai partito». L’anno prossimo si andrà alle elezioni politiche. Nella maggioranza di governo c’è chi vorrebbe andare a votare già in primavera e chi, invece, preferisce prendere tempo e punta sull’autunno. Fermo restando che lo scioglimento della legislatura spetta al capo dello Stato, voi avete o no una preferenza sulla data delle elezioni? «Prima si vota e meglio è, perché il governo non sta facendo nulla e il Parlamento è occupato sulla legge elettorale, non su provvedimenti per le famiglie o le imprese. Rischiamo la recessione, ma la destra è ossessionata solo dal timore di perdere». Già, la riforma elettorale del centrodestra da voi tanto osteggiata, a giorni passerà al Senato e poi tornerà alla Camera… «La stanno cambiando ogni settimana per rincorrere i sondaggi che li danno in discesa. A ogni correttivo che aggiungono è sempre più evidente la strumentalità di tutta l’operazione. Meloni ricordi che quando si cambiano le regole per paura di perdere, poi in genere si perde davvero». Nel frattempo, non si capisce bene che cosa stia accadendo nel centrosinistra. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte invita il Partito democratico a dire sì alle primarie. Ma voi dem nicchiate. Perché siete così timidi su questo tema? Eppure le primarie fino all’altro giorno erano il vostro cavallo di battaglia. Che è successo, avete cambiato idea? «Nessuna timidezza, ma non vorrei che mentre noi discutiamo di sistemi e regole per scegliere il candidato premier del centrosinistra, la destra cambi indisturbata le regole per eleggere il Parlamento e scegliersi da sola il prossimo presidente della Repubblica». Bonaccini, sia sincero, non è che il problema è un altro? Che in realtà, come notano alcuni osservatori, un pezzo consistente del Partito democratico non vuole Elly Schlein a Palazzo Chigi e sta cercando di ostacolare la segretaria frenando sull’ipotesi delle primarie? «Sciocchezze. Il Pd è unito come non è mai stato e io e tutti coloro che mi avevano sostenuto al congresso crediamo di averne qualche merito. E se oggi anche le forze di opposizione sono unite, molto del merito va riconosciuto proprio a Elly Schlein». Giuseppe Conte dice anche che il Pd non può pretendere tutto siccome è il partito più forte del centrosinistra. Insomma, i dem non possono pensare che siccome prendono più voti degli alleati, Schlein in automatico è la premier della coalizione in caso di vittoria alle elezioni. «Più o meno in tutto il mondo occidentale la leadership spetta al partito più votato. Ma decideremo insieme a tutti gli altri e le primarie sono una opzione. Il problema, ripeto, è se ci mettiamo per mesi a parlare di regole interne mentre la destra cambia la legge elettorale e gli italiani aspettano proposte alternative su sanità, sicurezza e lavoro». Dunque, delle primarie non è dato ancora sapere. Ma anche il programma latita e le differenze tra voi e i vostri alleati del Movimento 5 Stelle e di Avs sul sostegno anche militare all’Ucraina di Zelensky restano. Riuscirete prima o poi a trovare la quadra su quello che ancora vi divide? «Il programma lo scriviamo insieme adesso e sull’Ucraina siamo già ora più uniti della destra. Noi non abbiamo né Matteo Salvini né il generale Vannacci a cui rispondere». Bonaccini, nemmeno il perimetro della futura coalizione di centrosinistra è ancora molto chiaro. C’è chi, come il leader del Movimento 5 Stelle, non sembra troppo entusiasta all’idea di avere in coalizione Matteo Renzi. Secondo lei il numero uno di Italia viva, ma anche quello di Azione, Carlo Calenda, devono fare parte della coalizione? «Io credo che tutti coloro che hanno fatto opposizione al governo Meloni debbano cercare un accordo su un programma alternativo e migliore per togliere l’Italia dal declino in cui l’ha cacciata questa destra». © RIPRODUZIONE RISERVATA