Un’email da mezza riga ha costretto alla mobilitazione polizia e carabinieri, e ha portato all’ evacuazione di un migliaio di persone . Il messaggio è arrivato alla posta elettronica della questura di Bergamo poco dopo le 15.30 e con poche parole preannunciava un attentato alla Brembo , senza però specificare in quale stabilimento della multinazionale bergamasca dei freni. Per un annuncio fatto in quel modo da subito si è ipotizzato il falso allarme , ma è stato comunque subito mobilitato l’apparato di sicurezza delle forze dell’ordine. Che ha visto anche l’ evacuazione del migliaio di dipendenti della Brembo occupati nel turno dalle 14 alle 22. E dove i controlli sono stati complicati dall’ampiezza degli spazi delle tre sedi. La polizia è andata al Kilometro Rosso , dove si trova la sede principale della società con 60 mila metri quadrati di uffici più 4 mila per la produzione dei freni carboceramici. Gli spazi sono stati sgomberati e si è intervenuti con gli artificieri e le unità cinofile specializzate nella ricerca di esplosivi. La ricerca è stata veloce e alle 18.30 è terminata senza risultati. I carabinieri sono invece andati nelle altre due sedi della Brembo, dedicate alla produzione. I militari della stazione di Ponte San Pietro , con il cane anti esplosivi , sono intervenuti in via Scotti a Mapello , dove si trattava di controllare i 25 mila metri quadrati della grande fonderia dei dischi in ghisa e alluminio.  L’evacuazione è iniziata prima delle 17 e i lavoratori sono stati mandati a casa alle 17.37 mentre iniziavano le verifiche dei militari con l’unità cinofila. I carabinieri di Curno sono invece intervenuti nello stabilimento del loro territorio, quello in cui si trovano la produzione moto e racing e l’ala dedicata alla lavorazione del carbonio da competizione, per un totale di 40 mila metri quadrati di superficie coperta. Qui c’è stato un primo allarme evacuazione che sembrava poi rientrato fino a quando, alle 18.43, è suonata la sirena e i lavoratori sono stati fatti uscire nel piazzale davanti all’ingresso di via Europa. Quindi il furgone dei carabinieri con l’unità cinofila è arrivato anche qui e alle 19.22 i lavoratori sono stati mandati a casa. Ai dipendenti di Mapello che avrebbero dovuto fare il turno di notte è stato mandato il messaggio di presentarsi regolarmente, mentre per quelli di Curno la situazione è rimasta a lungo in sospeso visto i controlli sono terminati (senza esito) solo alle 21.50. «A seguito della segnalazione ricevuta dalle autorità competenti — ha nel frattempo scritto l’azienda in una nota — Brembo ha immediatamente attivato tutte le procedure di sicurezza previste. In via precauzionale, il personale presente nei siti interessati ha lasciato ordinatamente gli stabilimenti, nel pieno rispetto delle procedure e in condizioni di sicurezza. Brembo sta collaborando con le autorità, che stanno svolgendo tutti gli accertamenti necessari. La sicurezza delle nostre persone rimane la nostra assoluta priorità». Com’era prevedibile non è stato trovato niente ma, spiegano in questura, «di questi tempi non bisogna dare niente per scontato ed è stato fatto tutto con il massimo scrupolo».