Il format di Ballando con le stelle è sempre in tre passi. La gara : un alibi per raccontare traumi e rinascite, sfighe e resurrezioni. La durata : una prova di resistenza. I giudici : sacerdoti di una liturgia che muta a seconda degli interpreti. L’ultima è la chiave più interessante, perché l’efficacia della giuria si riverbera sul meccanismo del format. Per funzionare il voto deve essere un processo, meglio se tra atroci sofferenze . Il problema di questa prima puntata di Ballando è che i giudici si prendono tutti — troppo — sul serio. Manca la leggerezza che significa ironia (l’unico che ha saputo evocarla è Riccardo Rossi, un concorrente), manca la cattiveria che si fa sarcasmo. Il tono — qualunque fosse il giudice, Ivan Zazzaroni, Alberto Matano o la new entry Barbara D’Urso — era sempre lo stesso, senza variazioni di registro, senza uno scarto, senza un guizzo o una scintilla, senza il gusto della provocazione: l’emblema riassunto in una frase che qualunque giuria dovrebbe togliere dal suo vocabolario, «mi sei/non mi sei arrivato». Ridateci Selvaggia Lucarelli . Carolyn Smith da tempo ha il suo ruolo in commedia, è la tecnica, guai a contraddirla, del resto lì dentro nessuno osa. Guillermo Mariotto — il caustico, sempre a rischio di politicamente scorretto, dunque fondamentale — nella puntata di partenza è sembrato fin troppo prudente, salvato solo da quell’aura da prete sudamericano che ha scelto la via del peccato . Amen. Ballando con le stelle viaggia a metà tra il programma televisivo e il fenomeno geologico, come gran parte della tv di oggi che sembra da tempo andare in direzione ostinata e contraria rispetto a qualunque altro mezzo moderno: mentre tutto si accorcia, diventa breve, si risolve in un flash; qui tutto si allunga, si dilata, accumula anziché togliere . Per risparmiare (ossia evitare di fare un altro programma in seconda serata) il diktat è sempre lo stesso: «Facciamo durare questa cosa il più possibile». E infatti dura ben oltre il momento in cui lo spettatore è già altrove (i titoli di coda all'1.40, una follia). Il paradosso è che Ballando potrà funzionare perché non vuole davvero cambiare. Sa che il suo pubblico non cerca la televisione del futuro : cerca una televisione rassicurante, riconoscibile, con i suoi rituali, le sue discussioni (poche sabato sera). È il comfort food dei telemorenti (copyright Dagospia). Per i concorrenti la danza è un pretesto. Si parte da un passo di samba e si finisce nell’autobiografia. Il concorrente scende in pista, inciampa nella coreografia e poco dopo è già sdraiato sul lettino dell’analista: l’infanzia, le ferite, i genitori, gli amori che iniziano, quelli che finiscono. Tutto a favore di Iban . Aspettavamo Noemi Bocchi , che si è presentata comodamente in pista a mezzanotte e un quarto e forse per questo praticamente già (s)vestita di pochi pizzi e pronta per andare a letto. Ha detto che non vuole passare per «la compagna di» e poi tutti a chiederle di Totti. Ha detto che vuole ritrovarsi, magari citofoni a Federica Sciarelli, ballerina per una notte, ma meglio chi non l’ha vista.
«Ballando», D'Urso si prende troppo sul serio, Noemi non vuole passare per «compagna di», ma si parla solo di Totti
Il format di Ballando con le stelle è sempre in tre passi. La gara : un alibi per raccontare traumi e rinascite, sfighe e resurrezioni. La durata : una prova di resistenza. I giudici : sacerdoti di una liturgia che muta a seconda degli interpreti. L’ultima è la chiave più interessante, perché l’efficacia della giuria si riverbera sul meccanismo del format. Per funzionare il voto deve essere un processo, meglio se tra atroci sofferenze . Il problema di questa prima puntata di Ballando è che i giudici si prendono tutti — troppo — sul serio. Manca la leggerezza che significa ironia (l’unico che ha saputo evocarla è Riccardo Rossi, un concorrente), manca la cattiveria che si fa sarcasmo. Il tono — qualunque fosse il giudice, Ivan Zazzaroni, Alberto Matano o la new entry Barbara D’Urso — era sempre lo stesso, senza variazioni di registro, senza uno scarto, senza un guizzo o una scintilla, senza il gusto della provocazione: l’emblema riassunto in una frase che qualunque giuria dovrebbe togliere dal suo vocabolario, «mi sei/non mi sei arrivato». Ridateci Selvaggia Lucarelli . Carolyn Smith da tempo ha il suo ruolo in commedia, è la tecnica, guai a contraddirla, del resto lì dentro nessuno osa. Guillermo Mariotto — il caustico, sempre a rischio di politicamente scorretto, dunque fondamentale — nella puntata di partenza è sembrato fin troppo prudente, salvato solo da quell’aura da prete sudamericano che ha scelto la via del peccato . Amen. Ballando con le stelle viaggia a metà tra il programma televisivo e il fenomeno geologico, come gran parte della tv di oggi che sembra da tempo andare in direzione ostinata e contraria rispetto a qualunque altro mezzo moderno: mentre tutto si accorcia, diventa breve, si risolve in un flash; qui tutto si allunga, si dilata, accumula anziché togliere . Per risparmiare (ossia evitare di fare un altro programma in seconda serata) il diktat è sempre lo stesso: «Facciamo durare questa cosa il più possibile». E infatti dura ben oltre il momento in cui lo spettatore è già altrove (i titoli di coda all'1.40, una follia). Il paradosso è che Ballando potrà funzionare perché non vuole davvero cambiare. Sa che il suo pubblico non cerca la televisione del futuro : cerca una televisione rassicurante, riconoscibile, con i suoi rituali, le sue discussioni (poche sabato sera). È il comfort food dei telemorenti (copyright Dagospia). Per i concorrenti la danza è un pretesto. Si parte da un passo di samba e si finisce nell’autobiografia. Il concorrente scende in pista, inciampa nella coreografia e poco dopo è già sdraiato sul lettino dell’analista: l’infanzia, le ferite, i genitori, gli amori che iniziano, quelli che finiscono. Tutto a favore di Iban . Aspettavamo Noemi Bocchi , che si è presentata comodamente in pista a mezzanotte e un quarto e forse per questo praticamente già (s)vestita di pochi pizzi e pronta per andare a letto. Ha detto che non vuole passare per «la compagna di» e poi tutti a chiederle di Totti. Ha detto che vuole ritrovarsi, magari citofoni a Federica Sciarelli, ballerina per una notte, ma meglio chi non l’ha vista.

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