Dai nostri inviati Un solo colpo di pistola. Non due, come ipotizzato in un primo momento. L’autopsia , eseguita ieri all’obitorio civico di Torino, ha accertato che sul cadavere di Gjovalin Lazri c’è un foro d’ingresso e uno d’uscita . Tra il collo e la scapola del 36enne ucciso durante il tentativo di furto nella cascina di Baldissero d’Alba . Un solo colpo esploso dalla pistola del camionista Roberto Mollo , indagato a piede libero per omicidio volontario e tentato omicidio degli altri ladri che sono riusciti a scappare. Ci vorranno settimane per i risultati completi dell’autopsia, ma dai primi accertamenti il medico legale, Valentina De Biasio, non è in grado di stabilire con certezza se quell’unico colpo di pistola ha ucciso Lazri mentre era di spalle e stava cercando di allontanarsi dal cortile del casolare. Per stabilirlo sarà decisivo incrociare le prime evidenze dell’autopsia con la perizia balistica. Per questo i consulenti nominati dalla Procura di Asti e quelli di parte indicati dai legali di Roberto Mollo la settimana prossima faranno un sopralluogo nella cascina di Baldissero d’Alba dove si è consumata la tragedia. Non si può infatti escludere che la vittima sia stata raggiunta da un proiettile di rimbalzo . Ipotesi remota , visto che il camionista ha sparato dal balcone al primo piano e tutto è avvenuto in un ambiente aperto, cioè la corte interna del casolare. Ma il legale di Roberto Mollo, l’avvocato Pier Mario Morra, continua ad insistere: «Il mio assistito mi assicura che lui ha sparato in aria , temendo che i ladri gli entrassero in casa». La ricostruzione su cui punta la difesa è che quell’unico proiettile possa aver colpito prima una dei muri che delimitano la corte della cascina per poi raggiungere di rimbalzo Gjovalin Lazri. Resta il fatto che prima di sparare l’autotrasportatore ha urlato mettendo in allarme i ladri e poi ha sparato quasi l’intero caricatore della sua Beretta calibro 9, dal primo piano e da almeno 30 metri di distanza. Difficile in queste circostanze parlare di legittima difesa . «Ma lui ha sparato solo per mettere paura ai ladri — insiste l’avvocato Morra —. Non è un pistolero e non voleva uccidere nessuno». È stato poi lo stesso Roberto Mollo a chiamare il numero unico di emergenza. Parlando prima con il 118 e poi con i carabinieri. Il contenuto delle telefonate era già noto. Ieri sera il Tg1 ne ha fatto sentire l’audio. Un documento che restituisce soprattutto il tono, quasi piatto, della chiamata. «Pronto — dice Mollo —. Ho avuto dei ladri in casa e mi sono difeso. Ho ferito un ladro, non so se è morto. Sono disperato, ho avuto paura». Quella notte, mentre scattavano i soccorsi, i carabinieri hanno sentito a distanza un altro colpo di pistola . Non è chiaro se indirizzato al resto della banda in fuga. Gli inquirenti gli danno ancora la caccia. La loro testimonianza sarebbe importante per ricostruire cosa è successo nella notte tra sabato e domenica.
Baldissero d’Alba, l'autopsia: il ladro ucciso da un solo colpo. La difesa di Roberto Mollo: «Ha sparato in aria, forse un rimbalzo del proiettile»
Dai nostri inviati Un solo colpo di pistola. Non due, come ipotizzato in un primo momento. L’autopsia , eseguita ieri all’obitorio civico di Torino, ha accertato che sul cadavere di Gjovalin Lazri c’è un foro d’ingresso e uno d’uscita . Tra il collo e la scapola del 36enne ucciso durante il tentativo di furto nella cascina di Baldissero d’Alba . Un solo colpo esploso dalla pistola del camionista Roberto Mollo , indagato a piede libero per omicidio volontario e tentato omicidio degli altri ladri che sono riusciti a scappare. Ci vorranno settimane per i risultati completi dell’autopsia, ma dai primi accertamenti il medico legale, Valentina De Biasio, non è in grado di stabilire con certezza se quell’unico colpo di pistola ha ucciso Lazri mentre era di spalle e stava cercando di allontanarsi dal cortile del casolare. Per stabilirlo sarà decisivo incrociare le prime evidenze dell’autopsia con la perizia balistica. Per questo i consulenti nominati dalla Procura di Asti e quelli di parte indicati dai legali di Roberto Mollo la settimana prossima faranno un sopralluogo nella cascina di Baldissero d’Alba dove si è consumata la tragedia. Non si può infatti escludere che la vittima sia stata raggiunta da un proiettile di rimbalzo . Ipotesi remota , visto che il camionista ha sparato dal balcone al primo piano e tutto è avvenuto in un ambiente aperto, cioè la corte interna del casolare. Ma il legale di Roberto Mollo, l’avvocato Pier Mario Morra, continua ad insistere: «Il mio assistito mi assicura che lui ha sparato in aria , temendo che i ladri gli entrassero in casa». La ricostruzione su cui punta la difesa è che quell’unico proiettile possa aver colpito prima una dei muri che delimitano la corte della cascina per poi raggiungere di rimbalzo Gjovalin Lazri. Resta il fatto che prima di sparare l’autotrasportatore ha urlato mettendo in allarme i ladri e poi ha sparato quasi l’intero caricatore della sua Beretta calibro 9, dal primo piano e da almeno 30 metri di distanza. Difficile in queste circostanze parlare di legittima difesa . «Ma lui ha sparato solo per mettere paura ai ladri — insiste l’avvocato Morra —. Non è un pistolero e non voleva uccidere nessuno». È stato poi lo stesso Roberto Mollo a chiamare il numero unico di emergenza. Parlando prima con il 118 e poi con i carabinieri. Il contenuto delle telefonate era già noto. Ieri sera il Tg1 ne ha fatto sentire l’audio. Un documento che restituisce soprattutto il tono, quasi piatto, della chiamata. «Pronto — dice Mollo —. Ho avuto dei ladri in casa e mi sono difeso. Ho ferito un ladro, non so se è morto. Sono disperato, ho avuto paura». Quella notte, mentre scattavano i soccorsi, i carabinieri hanno sentito a distanza un altro colpo di pistola . Non è chiaro se indirizzato al resto della banda in fuga. Gli inquirenti gli danno ancora la caccia. La loro testimonianza sarebbe importante per ricostruire cosa è successo nella notte tra sabato e domenica.

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