«Come si fa a dare un prezzo alla passione? Certe cose non si vendono». Ne era convinta Luna Darin , la 37enne veneziana morta mercoledì 9 settembre alla vigilia della proiezione del docufilm di cui era co-protagonista, Custodi , presentato alla Mostra del Cinema di Venezia.  A spegnere la donna, artigiana di grande talento, la puntura di una zanzara infetta da West Nile , un virus endemico in Italia e che nella stragrande maggioranza dei casi non dà problemi; Darin, però, soffriva da anni di una malattia autoimmune e il suo fisico indebolito non ha retto. I primi sintomi sono comparsi a fine agosto, poi il ricovero all’ospedale Santi Giovanni e Paolo di Venezia, infine il trasferimento a Padova non hanno dato esito l’esito sperato. La donna è morta circondata dall’affetto dei suoi cari: la mamma Liliana, il papà Paolo, il compagno Luca ( con cui avrebbe dovuto sposarsi nel 2027 ), l’inseparabile bassotto. Giovedì 10 settembre lo spazio Eventi dell’hotel Excelsior, al Lido, le ha reso omaggio. Luna è apparsa sullo schermo in quello che a tutti gli effetti è un lavoro corale, diretto dal regista Andrea Longhin. Un racconto attraverso immagini, testimonianze, colori e materia di alcuni dei mestieri più autentici della città antica: l’arte del merletto delle isole di Burano e Pellestrina e quella delle perle a lume , di cui l’artigiana era un’appassionata testimone. Figlia d’arte, Luna era cresciuta tra la fabbrica del padre ai Tre Archi a Venezia, la bottega della madre in zona Guglie e gli studi superiori all’istituto Algarotti . Conseguita la maturità aveva deciso di trasformare la passione in lavoro, stregata dai movimenti sinuosi delle creatrici di perle che, danzando con il fuoco, creano piccole opere d’arte. Si era quindi specializzata nell'isola di Murano , presso diversi laboratori e nella scuola del Maestro Lucio Bubacco. Nel 2016 l’incontro con Luca, anche lui artigiano con svariate esperienze: insieme avevano fondato, nel settembre di un anno fa, il nuovo studio Alchimia Vitrum poco distante da Rialto. Tanta la commozione in chi la conosceva, centinaia i messaggi di condoglianze. «Una ragazza gentile, solare, aveva un sorriso per tutti, non ci posso credere», scrivono. «Nessun genitore dovrebbe sopravvivere ai figli, è innaturale. La tua gioia e il tuo sorriso rimarranno in eterno». Al dolore per la scomparsa si è unito anche l’assessore al Commercio del comune di Venezia Sebastiano Costalonga , che ha partecipato alla proiezione insieme ai genitori di Luna: «Questo docufilm avrà per tutti noi un significato ancora più profondo. Porterà con sé il ricordo di Luna, che purtroppo ci ha lasciati troppo presto . Il suo volto, il suo sorriso e soprattutto le sue parole continueranno a parlarci. Credo che proprio attraverso Luna e attraverso le storie raccontate in questo film riusciremo a toccare tanti cuori e tante menti, facendo comprendere quanto sia importante proteggere, tramandare e dare futuro a quelle mani e a quel sapere che ha contribuito a rendere Venezia grande nel mondo».  Nel frattempo l’Usl 3 Serenissima ha sottolineato che si è trattato di un caso isolato: la disinfestazione, nel caso di infezione da West Nile , avviene solo in presenza di cluster, cioè di più episodi in un raggio d’azione limitato. Non ci sono quindi rischi di contagio per la popolazione.