Un’esperienza drammatica e finora rimasta nell’ombra trova spazio tra le pagine dell’autobiografia «Owning It». Andy Carroll, ex attaccante della nazionale inglese , del Liverpool e del Newcastle, ha deciso di rompere il silenzio raccontando di essere stato vittima di violenza sessuale nel 2021. L’episodio, denunciato all’epoca senza rivelare la propria identità, è avvenuto nella sua abitazione durante la sua seconda parentesi al Newcastle. L’aggressore è Kevin Adams, 59 anni , volto noto al pubblico britannico per il suo passato da insegnante di ballo nel programma tv «Fame Academy» della Bbc e amico della sua ex compagna, in quel momento assente. Nel 2023 la Chelmsford Crown Court lo ha condannato a 20 mesi di reclusione per aver abusato del calciatore mentre questi dormiva. Oggi calciatore e co-proprietario del Dagenham & Redbridge, il 37enne ha scelto di inserire la propria testimonianza nel libro solo all’ultimo, incoraggiato dalla compagna Lou Teasdale. Nel testo Carroll ripercorre quei momenti di profonda vulnerabilità: «Ho subito una violenza sessuale, ecco, l’ho detto. Fa paura anche solo pensarci e fino a oggi lo sapevano soltanto poche persone». La scelta di rendere pubblica la vicenda nasce dal desiderio di superare la paura e offrire un sostegno a chi vive un incubo analogo: «Io e Lou abbiamo parlato a lungo dell’opportunità o meno di raccontarlo nel libro . Ho evitato il mio editore così a lungo che probabilmente avrà pensato che avessi cambiato idea. Fa paura parlarne, ma quello che è successo ha contribuito a rendermi la persona che sono oggi tanto quanto tutte le cose belle. E se il fatto che io ne parli aiuterà anche una sola persona, allora ne sarà valsa la pena». Un percorso personale segnato da una ferita incancellabile, le cui conseguenze hanno condizionato a lungo la vita quotidiana e la carriera dell'atleta: «Quello che mi è successo ha condizionato ogni aspetto della mia vita. Ci pensavo ogni giorno e questo mi rendeva difficile concentrarmi su qualsiasi altra cosa, compreso il calcio — ha concluso Carroll —. Il trauma di quello che mi è successo non è scomparso».
Andy Carroll, la confessione choc nell'autobiografia: «Io, violentato nel letto di casa mia da un amico di famiglia»
Un’esperienza drammatica e finora rimasta nell’ombra trova spazio tra le pagine dell’autobiografia «Owning It». Andy Carroll, ex attaccante della nazionale inglese , del Liverpool e del Newcastle, ha deciso di rompere il silenzio raccontando di essere stato vittima di violenza sessuale nel 2021. L’episodio, denunciato all’epoca senza rivelare la propria identità, è avvenuto nella sua abitazione durante la sua seconda parentesi al Newcastle. L’aggressore è Kevin Adams, 59 anni , volto noto al pubblico britannico per il suo passato da insegnante di ballo nel programma tv «Fame Academy» della Bbc e amico della sua ex compagna, in quel momento assente. Nel 2023 la Chelmsford Crown Court lo ha condannato a 20 mesi di reclusione per aver abusato del calciatore mentre questi dormiva. Oggi calciatore e co-proprietario del Dagenham & Redbridge, il 37enne ha scelto di inserire la propria testimonianza nel libro solo all’ultimo, incoraggiato dalla compagna Lou Teasdale. Nel testo Carroll ripercorre quei momenti di profonda vulnerabilità: «Ho subito una violenza sessuale, ecco, l’ho detto. Fa paura anche solo pensarci e fino a oggi lo sapevano soltanto poche persone». La scelta di rendere pubblica la vicenda nasce dal desiderio di superare la paura e offrire un sostegno a chi vive un incubo analogo: «Io e Lou abbiamo parlato a lungo dell’opportunità o meno di raccontarlo nel libro . Ho evitato il mio editore così a lungo che probabilmente avrà pensato che avessi cambiato idea. Fa paura parlarne, ma quello che è successo ha contribuito a rendermi la persona che sono oggi tanto quanto tutte le cose belle. E se il fatto che io ne parli aiuterà anche una sola persona, allora ne sarà valsa la pena». Un percorso personale segnato da una ferita incancellabile, le cui conseguenze hanno condizionato a lungo la vita quotidiana e la carriera dell'atleta: «Quello che mi è successo ha condizionato ogni aspetto della mia vita. Ci pensavo ogni giorno e questo mi rendeva difficile concentrarmi su qualsiasi altra cosa, compreso il calcio — ha concluso Carroll —. Il trauma di quello che mi è successo non è scomparso».

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