Fino a giovedì pomeriggio, era ancora alla cassa del negozio a lavorare come tutti gli altri giorni, racconta un cliente sui social. «Ci siamo scambiati anche qualche battuta» rivela. Se ne è andato così Giuseppe Ramonda, 87 anni, lavorando fino all’ultimo giorno della sua vita sempre con il sorriso sulla bocca e la battuta pronta. Alle 19 di ieri (venerdì 4 settembre) ha accusato un malore e si è recato in ospedale, dove alcune ore dopo è morto a causa di un arresto cardiaco. Lascia così in eredità a figli e nipoti una realtà come quella delle “Sorelle Ramonda” con 300 milioni di fatturato, una cinquantina di negozi, sparsi tra l’Austria, il Veneto, la Lombardia e il Trentino. Il cuore della società si trova ad Alte Ceccato a due passi da Vicenza con la struttura più grande della catena di negozi, con una superficie di 20.000 metri quadri, simbolo delle crescita dell’azienda, partita nel 1954 con una bottega di soli 150 metri quadri sempre nel Comune di Montecchio Maggiore. «Mio padre mi ha insegnato - ha spiegato il figlio Marco, ora amministratore delegato della società in un’intervista su un canale YouTube - a non pensare mai troppo negli affari. Per esempio, nell’acquisizione di nuovi negozi, mi diceva: “Non pensare, compralo”». Il 29 giugno di due anni fa, il magazzino aveva festeggiato i settant’anni di attività dopo che le altre due fondatrici delle “Sorelle Ramonda” erano scomparse. Maria era morta all’età di 94 anni il 15 ottobre 2020 mentre la sorella Ginetta era deceduta il 28 luglio 2022 a 85 anni dopo una lunga malattia. La società era stata fondata nel 1954 la famiglia Ramonda, che all’epoca abitava a Rosà, aveva rilevato un negozio di scampoli e tessuti ad Alte Ceccato in quella che, all’epoca, era una neonata frazione di Montecchio Maggiore. Il 2 giugno 2008, Giuseppe Ramonda viene nominato Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica, “per il merito e l’impegno imprenditoriali dimostrati con responsabilità etica e social”, si legge nella motivazione del riconoscimento. In realtà la genesi del colosso dell’abbigliamento risale agli anni Trenta quando la madre di otto figli, Amalia con grande spirito di intraprendenza girava in bici nell’Alto vicentino con bottoni e stoffe barattandoli con i beni dei contadini fino agli anni ’50 quando l’attività ambulante viene trasformata in un emporio. La svolta arriva nel 1954 quando i fratelli Ramonda scoprono che nelle piccola cittadella del lavoro sorta nell’altra parte della provincia, è in vendita un negozio di scampoli e tessuti di fronte alla fabbrica Ceccato. Di lì a poco la famiglia rileva l’emporio, che si chiamava “Mamma Gigetta”, in viale Stazione Montecchio Maggiore. E inizia man mano l’ascesa: dal commercio di scampoli alle confezioni di abbigliamento e arredamento per la casa. E così si spostano nella sede di viale Trieste. La guida operativa è già da tempo affidata ai discendenti dei fondatori. Tra i manager di spicco alla guida del gruppo, figurano Giuseppe Ramonda (omonimo del cofondatore), nel ruolo di amministratore delegato e un altro Giuseppe Ramonda, figlio dell’imprenditore, come Head of marketing & e-commerce. «Se ne va un imprenditore - afferma Francesco Rucco, consigliere regionale di Fratelli d’Italia - che ha contribuito a trasformare un’attività familiare nata nel nostro territorio in una realtà conosciuta a livello nazionale e internazionale, dando vita a una delle storie più significative dell’imprenditoria veneta del dopoguerra». A Montecchio la notizia si è diffusa subito: «Beppe Ramonda, assieme alle sorelle, è stato un gigante delle attività commerciali a Montecchio Maggiore – afferma il vicesindaco e assessore alle attività produttive Gianfranco Trapula –. È stato una guida per tanti montecchiani e per tante giovani generazioni che hanno trovato occupazione nella sua azienda. Sorelle Ramonda rimarrà, anche dopo la sua scomparsa, un marchio indelebile di Montecchio Maggiore». Anche il presidente del Consiglio regionale in visita all’azienda il 25 maggio di due anni fa come documentato da una foto su Facebook ricorda Giuseppe Ramonda come un imprenditore che “ha dato vita a una delle storie più significative dell’imprenditoria veneta del dopoguerra. È la storia di una famiglia di pionieri del retail, fatta di intraprendenza, sacrificio, passione e capacità di guardare avanti». E poi un pensiero ai parenti dell’Imprenditore: «Alla famiglia Ramonda rivolgo il mio più sincero sentimento di vicinanza e cordoglio», conclude Zaia
Abbigliamento, addio a Giuseppe Ramonda: morto l'ultimo dei tre fondatori delle Sorelle Ramonda
Fino a giovedì pomeriggio, era ancora alla cassa del negozio a lavorare come tutti gli altri giorni, racconta un cliente sui social. «Ci siamo scambiati anche qualche battuta» rivela. Se ne è andato così Giuseppe Ramonda, 87 anni, lavorando fino all’ultimo giorno della sua vita sempre con il sorriso sulla bocca e la battuta pronta. Alle 19 di ieri (venerdì 4 settembre) ha accusato un malore e si è recato in ospedale, dove alcune ore dopo è morto a causa di un arresto cardiaco. Lascia così in eredità a figli e nipoti una realtà come quella delle “Sorelle Ramonda” con 300 milioni di fatturato, una cinquantina di negozi, sparsi tra l’Austria, il Veneto, la Lombardia e il Trentino. Il cuore della società si trova ad Alte Ceccato a due passi da Vicenza con la struttura più grande della catena di negozi, con una superficie di 20.000 metri quadri, simbolo delle crescita dell’azienda, partita nel 1954 con una bottega di soli 150 metri quadri sempre nel Comune di Montecchio Maggiore. «Mio padre mi ha insegnato - ha spiegato il figlio Marco, ora amministratore delegato della società in un’intervista su un canale YouTube - a non pensare mai troppo negli affari. Per esempio, nell’acquisizione di nuovi negozi, mi diceva: “Non pensare, compralo”». Il 29 giugno di due anni fa, il magazzino aveva festeggiato i settant’anni di attività dopo che le altre due fondatrici delle “Sorelle Ramonda” erano scomparse. Maria era morta all’età di 94 anni il 15 ottobre 2020 mentre la sorella Ginetta era deceduta il 28 luglio 2022 a 85 anni dopo una lunga malattia. La società era stata fondata nel 1954 la famiglia Ramonda, che all’epoca abitava a Rosà, aveva rilevato un negozio di scampoli e tessuti ad Alte Ceccato in quella che, all’epoca, era una neonata frazione di Montecchio Maggiore. Il 2 giugno 2008, Giuseppe Ramonda viene nominato Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica, “per il merito e l’impegno imprenditoriali dimostrati con responsabilità etica e social”, si legge nella motivazione del riconoscimento. In realtà la genesi del colosso dell’abbigliamento risale agli anni Trenta quando la madre di otto figli, Amalia con grande spirito di intraprendenza girava in bici nell’Alto vicentino con bottoni e stoffe barattandoli con i beni dei contadini fino agli anni ’50 quando l’attività ambulante viene trasformata in un emporio. La svolta arriva nel 1954 quando i fratelli Ramonda scoprono che nelle piccola cittadella del lavoro sorta nell’altra parte della provincia, è in vendita un negozio di scampoli e tessuti di fronte alla fabbrica Ceccato. Di lì a poco la famiglia rileva l’emporio, che si chiamava “Mamma Gigetta”, in viale Stazione Montecchio Maggiore. E inizia man mano l’ascesa: dal commercio di scampoli alle confezioni di abbigliamento e arredamento per la casa. E così si spostano nella sede di viale Trieste. La guida operativa è già da tempo affidata ai discendenti dei fondatori. Tra i manager di spicco alla guida del gruppo, figurano Giuseppe Ramonda (omonimo del cofondatore), nel ruolo di amministratore delegato e un altro Giuseppe Ramonda, figlio dell’imprenditore, come Head of marketing & e-commerce. «Se ne va un imprenditore - afferma Francesco Rucco, consigliere regionale di Fratelli d’Italia - che ha contribuito a trasformare un’attività familiare nata nel nostro territorio in una realtà conosciuta a livello nazionale e internazionale, dando vita a una delle storie più significative dell’imprenditoria veneta del dopoguerra». A Montecchio la notizia si è diffusa subito: «Beppe Ramonda, assieme alle sorelle, è stato un gigante delle attività commerciali a Montecchio Maggiore – afferma il vicesindaco e assessore alle attività produttive Gianfranco Trapula –. È stato una guida per tanti montecchiani e per tante giovani generazioni che hanno trovato occupazione nella sua azienda. Sorelle Ramonda rimarrà, anche dopo la sua scomparsa, un marchio indelebile di Montecchio Maggiore». Anche il presidente del Consiglio regionale in visita all’azienda il 25 maggio di due anni fa come documentato da una foto su Facebook ricorda Giuseppe Ramonda come un imprenditore che “ha dato vita a una delle storie più significative dell’imprenditoria veneta del dopoguerra. È la storia di una famiglia di pionieri del retail, fatta di intraprendenza, sacrificio, passione e capacità di guardare avanti». E poi un pensiero ai parenti dell’Imprenditore: «Alla famiglia Ramonda rivolgo il mio più sincero sentimento di vicinanza e cordoglio», conclude Zaia

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