Lacrime, cori e applausi. Milano ha abbracciato ancora una volta Sandro Mazzola . Il feretro è arrivato alla basilica poco prima delle 15 e la bara, accompagnata da un mazzo di rose bianche e dall'iconica maglia numero 8, è stata accolta da un lungo applauso e dal coro «Grazie capitano», per ricordare il simbolo della Grande Inter di Helenio Herrera , scomparso nella notte tra sabato e domenica. Corposa la presenza del mondo del calcio e delle istituzioni. Da Aristide Guarneri , campione d'Europa in azzurro e due volte vincitore della Coppa dei Campioni con Mazzola, a Giuseppe Bergomi , Francesco Toldo, Ivan Ramiro Cordoba ed Esteban Cambiasso. E poi Javier Zanetti, storico capitano e oggi vicepresidente del club, il presidente della Figc Giovanni Malagò e il presidente della Lega Calcio Serie A Ezio Simonelli, il numero uno del Milan Paolo Scaroni e quello del Torino Urbano Cairo , l'ad della Juve Giovanni Carnevali e il ds bianconero Frederic Massara . All'interno della chiesa anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala. In rappresentanza del club nerazzurro anche il presidente Giuseppe Marotta , che ha ricordato così Mazzola: «Sandro è un personaggio che ha generato tante emozioni. Il dovere principale è preservare la memoria e i valori che questa memoria contengono e che dobbiamo trasmettere ai nostri ragazzi, anche del nostro settore giovanile». Tra i tanti che hanno voluto rendergli omaggio Massimo Moratti , seduto in prima fila. Poi ha lasciato la basilica di Sant’Ambrogio da una uscita secondaria, con le sue gambe seppur a fatica dopo il periodo complicato del ricovero per polmonite affrontato nell'autunno del 2025: «Grazie per tutta la sua carriera, per tutto quello che ha fatto e lasciato al calcio, non soltanto all’Inter».
A Milano l'ultimo saluto alla leggenda dell'Inter: ecco chi c'era ai funerali di Mazzola
Lacrime, cori e applausi. Milano ha abbracciato ancora una volta Sandro Mazzola . Il feretro è arrivato alla basilica poco prima delle 15 e la bara, accompagnata da un mazzo di rose bianche e dall'iconica maglia numero 8, è stata accolta da un lungo applauso e dal coro «Grazie capitano», per ricordare il simbolo della Grande Inter di Helenio Herrera , scomparso nella notte tra sabato e domenica. Corposa la presenza del mondo del calcio e delle istituzioni. Da Aristide Guarneri , campione d'Europa in azzurro e due volte vincitore della Coppa dei Campioni con Mazzola, a Giuseppe Bergomi , Francesco Toldo, Ivan Ramiro Cordoba ed Esteban Cambiasso. E poi Javier Zanetti, storico capitano e oggi vicepresidente del club, il presidente della Figc Giovanni Malagò e il presidente della Lega Calcio Serie A Ezio Simonelli, il numero uno del Milan Paolo Scaroni e quello del Torino Urbano Cairo , l'ad della Juve Giovanni Carnevali e il ds bianconero Frederic Massara . All'interno della chiesa anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala. In rappresentanza del club nerazzurro anche il presidente Giuseppe Marotta , che ha ricordato così Mazzola: «Sandro è un personaggio che ha generato tante emozioni. Il dovere principale è preservare la memoria e i valori che questa memoria contengono e che dobbiamo trasmettere ai nostri ragazzi, anche del nostro settore giovanile». Tra i tanti che hanno voluto rendergli omaggio Massimo Moratti , seduto in prima fila. Poi ha lasciato la basilica di Sant’Ambrogio da una uscita secondaria, con le sue gambe seppur a fatica dopo il periodo complicato del ricovero per polmonite affrontato nell'autunno del 2025: «Grazie per tutta la sua carriera, per tutto quello che ha fatto e lasciato al calcio, non soltanto all’Inter».

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