Oggi ha 27 anni, quando ne aveva 9 è entrata nella setta per seguire la madre, che già ne faceva parte. E per dieci anni ha vissuto nelle villette di Almese . A rompere il silenzio è una delle vittime del 59enne Bruno Antonio Malatesta , il guru arrestato giovedì mattina (1 ottobre) dai carabinieri . «Mamma mi iscrisse a yoga bimbi – racconta a Tgcom –. Per due anni è andato tutto bene. Ci andavo una volta alla settimana. I problemi sono iniziati dopo, quando ne ho compiuti undici. Tutte eravamo obbligate a lavorare la terra, a pulire e cucinare . Avevamo le teste rasate e le tuniche arancioni . Lo stile era monacale. Ma lui, che ci umiliava, ci divideva e mortificava ogni giorno , pensava che fossimo tutte streghe puttane». Le sedute dei vari corsi diventavano occasione per violenze sessuali: «Io sentivo dentro di me quell'istinto di bambina che mi faceva sentire male. A disagio. Ma intorno a me erano tutte zitte. Queste cose ti lasciano un malessere dentro a cui non sai dare un nome. Mentre accadono, tu hai la sensazione che sia sbagliato. Ma lui è il maestro e può fare tutto ». Anche dividere mamma e figlia: «Diceva che non potevamo toccarci o abbracciarci tra di noi, per via della trasmissione delle negatività. Solo lui poteva. Ci isolava . Mi ha distaccata da mia madre da quando ero piccola. Mia madre era una di quelle che lui teneva segregate . Non la potevo vedere». La decisione di fuggire è maturata a 19 anni : «Ho capito che dovevo aprire gli occhi durante i primi mesi di università. Lui mi aveva obbligata a farla così poi avrei potuto lavorare gratis per lui. C'erano delle ragazze sedute vicine a me in aula. Io avevo la bandana arancione come sempre. Non mi hanno chiesto perché la indossassi. Mi hanno solo invitata a sedermi vicino a loro. Da lì ho scoperto un mondo. Di uscite, di amiche. Non avevo mai vissuto prima di allora ». Dietro all’indagine dei carabinieri ci sono anche la tenacia e l’ostinazione dell’ex marito di una delle vittime . L’uomo presentò un primo esposto nel marzo del 2018. Il procedimento venne archiviato nella primavera del 2023. Quell’anno il coniuge inoltrò un secondo esposto e, con un atto formale di opposizione, riuscì a evitare la chiusura del caso. Anche l’ex moglie, il 13 luglio 2023, si decise a presentare una querela. La donna è stata ascoltata dagli investigatori in diverse occasioni anche perché ogni volta doveva interrompere il racconto per il «grave turbamento emotivo».
«A 9 anni entrai nella setta. Avevamo le teste rasate e le tuniche arancioni, lui ci umiliava ogni giorno»: parla una delle vittime del guru della Val Susa
Oggi ha 27 anni, quando ne aveva 9 è entrata nella setta per seguire la madre, che già ne faceva parte. E per dieci anni ha vissuto nelle villette di Almese . A rompere il silenzio è una delle vittime del 59enne Bruno Antonio Malatesta , il guru arrestato giovedì mattina (1 ottobre) dai carabinieri . «Mamma mi iscrisse a yoga bimbi – racconta a Tgcom –. Per due anni è andato tutto bene. Ci andavo una volta alla settimana. I problemi sono iniziati dopo, quando ne ho compiuti undici. Tutte eravamo obbligate a lavorare la terra, a pulire e cucinare . Avevamo le teste rasate e le tuniche arancioni . Lo stile era monacale. Ma lui, che ci umiliava, ci divideva e mortificava ogni giorno , pensava che fossimo tutte streghe puttane». Le sedute dei vari corsi diventavano occasione per violenze sessuali: «Io sentivo dentro di me quell'istinto di bambina che mi faceva sentire male. A disagio. Ma intorno a me erano tutte zitte. Queste cose ti lasciano un malessere dentro a cui non sai dare un nome. Mentre accadono, tu hai la sensazione che sia sbagliato. Ma lui è il maestro e può fare tutto ». Anche dividere mamma e figlia: «Diceva che non potevamo toccarci o abbracciarci tra di noi, per via della trasmissione delle negatività. Solo lui poteva. Ci isolava . Mi ha distaccata da mia madre da quando ero piccola. Mia madre era una di quelle che lui teneva segregate . Non la potevo vedere». La decisione di fuggire è maturata a 19 anni : «Ho capito che dovevo aprire gli occhi durante i primi mesi di università. Lui mi aveva obbligata a farla così poi avrei potuto lavorare gratis per lui. C'erano delle ragazze sedute vicine a me in aula. Io avevo la bandana arancione come sempre. Non mi hanno chiesto perché la indossassi. Mi hanno solo invitata a sedermi vicino a loro. Da lì ho scoperto un mondo. Di uscite, di amiche. Non avevo mai vissuto prima di allora ». Dietro all’indagine dei carabinieri ci sono anche la tenacia e l’ostinazione dell’ex marito di una delle vittime . L’uomo presentò un primo esposto nel marzo del 2018. Il procedimento venne archiviato nella primavera del 2023. Quell’anno il coniuge inoltrò un secondo esposto e, con un atto formale di opposizione, riuscì a evitare la chiusura del caso. Anche l’ex moglie, il 13 luglio 2023, si decise a presentare una querela. La donna è stata ascoltata dagli investigatori in diverse occasioni anche perché ogni volta doveva interrompere il racconto per il «grave turbamento emotivo».

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