Sono stanchi, stressati. Si sentono impotenti, talvolta abbandonati, guadagnano troppo poco. E quindi scelgono di lasciare il lavoro. Sarebbero almeno cinquanta, secondo i sindacati, gli autisti di Autolinee Toscane che si sono dimessi soltanto nel 2026.  Il motivo?  Un lavoro che nel corso degli ultimi anni è diventato usurante , pieno di rischi, aggravato soprattutto dai numerosi cantieri in città, che rendono molto più complicati i percorsi. «Lavorare con orari di corse non congrui con il percorso, costantemente in ritardo , oppure dover sperare di trovare il capolinea libero per la sosta, sono elementi di pesantezza e tensione su cui la categoria chiede aiuto e interventi da mesi», scrivono tutti i sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Ugl), che proprio su questi aspetti hanno interpellato Regione e Comune per chiedere, un aggiornamento dei tempi di percorrenza delle linee e un potenziamento degli ausiliari della sosta per intervenire laddove il traffico privato intralci gli autobus.  I sindacati denunciano che su questi temi non sarebbe arrivata nessuna risposta. « Il silenzio aumenta la rabbia di un settore strategico ma troppo fragile , con una pianificazione degli orari urbani ed extraurbani spesso non adatta alle esigenze della città. Sull’urbano si dovrebbero sperimentare piuttosto linee organizzate a frequenza, non ad orario, come ad esempio la linea 31/32 che da anni non hanno regolarità . Sarebbe una svolta forte, innovativa, moderna. E si dia un segnale di protezione del servizio con la costituzione degli ausiliari e con nuove preferenziali». Da Comune e Regione, in una nota congiunta, fanno sapere che «nei prossimi giorni sarà riconvocato, come concordato in estate, un nuovo incontro con At per definire una sperimentazione che tenga insieme tutti gli elementi emersi. Con l’intento di dare risposte significative sulle quali poi fare valutazioni tecniche e di qualità del servizio».  Tra i possibili obiettivi, c’è anche quello di cancellare le corse non in orario, specie nei momenti di maggiore domanda, e l’istituzione di un sistema di priorità semaforica per i bus grazie alle tecnologie di cui il Comune si sta dotando. Quanto agli ausiliari del traffico , da Palazzo Vecchio fanno sapere che, soltanto da gennaio ad oggi, sono oltre 5 mila le multe ai mezzi privati che intralciano il trasporto pubblico , la maggior parte delle quali sulle linee 14, 6, 17, 20.   La difficoltà di reperire conducenti qualificati rappresenta da tempo uno dei problemi con cui devono confrontarsi le aziende del trasporto pubblico in tutta Italia. Nel nostro Paese mancherebbero infatti all’appello circa 10 mila autisti che non si trovano.  Certo i cantieri di Firenze non aiutano. Così come non aiuta l’alto costo della vita . E per chi, come i conducenti di autobus, il guadagno si aggira intorno ai 1.700 euro al mese, le dimissioni diventano un pensiero concreto. Da Autolinee Toscane confermano che sono effettivamente circa 50 le dimissioni nel 2026. Dimissioni che però sarebbero fisiologiche nel turn over del trasporto pubblico in ogni città e che rappresentano comunque il 5 per cento del totale degli oltre mille lavoratori.