Sonora e preannunciata sconfitta del governo di Pedro Sánchez alle Cortes, dove questa mattina sono stati bocciati i due decreti legge d’emergenza sulla casa promulgati dall’esecutivo per far fronte all’ondata di indignazione popolare dopo lo sfratto dell’87enne Maricarmen la scorsa settimana . Cade la fragile maggioranza parlamentare che tiene in vita il governo a guida socialista - il partito catalano Junts aveva preannunciato già alla vigilia il suo voto contrario -, aumentano le pressioni sul premier Sánchez , affinché convochi elezioni anticipate il prossimo 29 novembre , e non si placa l’imponente mobilitazione di piazza.  Migliaia di persone sono ancora radunate nella centralissima Puerta del Sol a Madrid. Il Comitato delle inquiline, che guida la protesta, ha organizzato per domani, 3 ottobre, manifestazioni simultanee a Madrid e altre 22 città spagnole. Sánchez ha preso la parola in chiusura del dibattito. Il premier ha difeso l’utilità dei decreti («non c'è alcun estremismo in essi») e lanciato un ultimo, altisonante quanto inutile, appello ai deputati: «Per un momento dimenticatevi del calcolo politico…. Pensate alle famiglie che vivono in angoscia perché continuano ad aumentare gli affitti…. Queste persone esistono, sono i nostri compatrioti, indipendentemente da chi votano nelle urne…», ha detto il leader socialista. « Chiedo ai membri del Parlamento di pensare al popolo, li imploro di essere coraggiosi . La storia vi giudicherà». Il vice-presidente del Partito popolare, principale forza di opposizione (centro-destra), aveva già dato la sua risposta un'ora prima, accusando il Partito socialista e Sumar di non aver fatto nulla per risolvere l'emergenza-casa durante gli otto anni al governo, e in particolare di non aver pianificato la costruzione di nuove abitazioni: «Il costo della casa non si abbassa con un decreto, ma costruendo nuovi alloggi».   I decreti, secondo il governo di coalizione Psoe-Sumar, avrebbero impedito le speculazioni immobiliari, l’espansione degli affitti turistici e gli sfratti delle persone vulnerabili. Fra le diverse misure incluse, quella che ha sollevato piu critiche da destra era il rinnovo automatico e a tempo indeterminato degli affitti . Il governo Sánchez ha ottenuto a fatica il sì di quasi tutti partiti della sua maggioranza parlamentare-il Partito nazionalista basco, Esquetra repubblicana e Podemos, - tutti tranne Junts de Catalunya (centro-destra) dell’esiliato Carles Puigdemont , che ha proposto un testo alternativo a maggiore tutela dei proprietari. Durissima la requisitoria della ministra per l'Edilizia abitativa, Isabel Rodriguez Garcia, all’apertura del dibattito. I giovani «sono sequestrati nel mercato degli affitti. È arrivato il momento di porre fine alla speculazione» ha detto, attaccando il Partito Popolare: «Siete la peggiore destra tutta l’Europa. Quando un fondo avvoltoio acquista un intero palazzo e butta fuori in mezzo alla strada gli inquilini per fare alloggi turistici, non chiede cosa votano».