Chi paga il welfare in Italia? Circa il 42% degli italiani non ha redditi o non li dichiara . Ne consegue che questi cittadini sono a carico degli altri contribuenti. A farsi carico della spesa sanitaria, di quella assistenziale e le delle altre voci del welfare è soprattutto quel 18,78% di contribuenti che dichiara redditi dai 35 mila euro in su e corrisponde circa il 65% di tutta l’Irpef, come ha evidenziato l’ultimo rapporto di Itinerari previdenziali. Nel 2024 per la spesa sanitaria ci sono voluti 138,33 miliardi , 180,5 miliardi per l’assistenza sociale e altri 13,5 per il welfare degli enti locali. Per finanziare solo queste tre voci sono servite tutte le imposte dirette, per un totale di 325,27 miliardi, e almeno altri 7 miliardi di imposte indirette . Se guardiamo alla spesa sanitaria nazionale la spesa pro-capite è stata di 2.347 euro nel 2024. Il 47,13% degli italiani che rientrano nei primi tre scaglioni di reddito, da zero o negativi fino a 20 mila euro lordi l’anno, paga il 5% di tutta l’Irpef. Per garantire l0ro l’assistenza sanitaria, come è giusto che sia, occorre che altri cittadini paghino ogni anno 54,4 miliardi di euro, evidenzia Itinerari previdenziali. Un ulteriore 15,53% versa un’imposta media pari a 3.284 euro sufficiente per pagare la sanità pubblica per sé e per la persona a carico (pari a 3.227 euro) ma non per gli altri servizi pubblici. Poi c’è la spesa assistenziale che nel 2023 è ammontata a 194 miliardi pari a 3.291 euro pro capite. Come precisa il rapporto di Itinerari previdenziali, «si tratta di un pro capite teorico sottostimato in quanto oltre il 90% dei beneficiari sta nei primi 3 scaglioni che, come abbiamo visto, non pagano quasi nulla ma ricevono la maggior parte dei sussidi». Per finanziare la parte di spesa non coperta dal 47,13% degli italiani delle prime tre fasce fino a 20 mila euro di reddito servono 91,42 miliardi. Sommando sanità e assistenza, la spesa media pro capite arriva 5.638 euro pro capite. I contribuenti con redditi da 20 a 26 mila euro, con una imposta media per cittadino di 2.387 euro, riescono a coprire la spesa sanitaria ma non l’assistenza. A cui contribuiscono solo per 521,6 milioni complessivi, per cui il costo a carico di altri concittadini è di 29,59 miliardi di euro. I dichiaranti redditi da 26 a 29 mila euro l’anno, invece, pagano un’imposta media di 4.413 euro, anche in questo caso meno dei 5.638 euro pro capite di spesa sanitaria e assistenziale. Solo a partire dal sesto scaglione, quello tra 29 e 35 mila euro di reddito , l’imposta media per contribuente versata, pari a 6.035 euro, è in grado di coprire entrambe le voci di spesa. Se alla spesa sanitaria e a quella per l’assistenza aggiungessimo quella per l’istruzione, che ha un costo pro capite di 1.509 euro, avremmo una somma di 7.147 euro di spesa pro capite . Solo i redditi da 35 mila euro l’anno in su pagano un’imposta superiore (9.815 euro) , vale a dire solo il 18,78% della popolazione . Questo ci dice che una parte rilevante del finanziamento del welfare ricade su una quota relativamente scarsa di contribuenti. E un Paese in cui, per ragioni demografiche e non solo, il numero di persone che hanno bisogno dell’assistenza sanitaria e in generale del sostegno pubblico è in crescita. E questo pone un tema di sostenibilità dello Stato sociale. Per poter continuare a garantire i servizi a chi è più in difficoltà.
Sanità, assistenza e istruzione costano 7.147 euro a persona all’anno, ma chi li paga? Il sistema si regge sul 19% degli italiani
Chi paga il welfare in Italia? Circa il 42% degli italiani non ha redditi o non li dichiara . Ne consegue che questi cittadini sono a carico degli altri contribuenti. A farsi carico della spesa sanitaria, di quella assistenziale e le delle altre voci del welfare è soprattutto quel 18,78% di contribuenti che dichiara redditi dai 35 mila euro in su e corrisponde circa il 65% di tutta l’Irpef, come ha evidenziato l’ultimo rapporto di Itinerari previdenziali. Nel 2024 per la spesa sanitaria ci sono voluti 138,33 miliardi , 180,5 miliardi per l’assistenza sociale e altri 13,5 per il welfare degli enti locali. Per finanziare solo queste tre voci sono servite tutte le imposte dirette, per un totale di 325,27 miliardi, e almeno altri 7 miliardi di imposte indirette . Se guardiamo alla spesa sanitaria nazionale la spesa pro-capite è stata di 2.347 euro nel 2024. Il 47,13% degli italiani che rientrano nei primi tre scaglioni di reddito, da zero o negativi fino a 20 mila euro lordi l’anno, paga il 5% di tutta l’Irpef. Per garantire l0ro l’assistenza sanitaria, come è giusto che sia, occorre che altri cittadini paghino ogni anno 54,4 miliardi di euro, evidenzia Itinerari previdenziali. Un ulteriore 15,53% versa un’imposta media pari a 3.284 euro sufficiente per pagare la sanità pubblica per sé e per la persona a carico (pari a 3.227 euro) ma non per gli altri servizi pubblici. Poi c’è la spesa assistenziale che nel 2023 è ammontata a 194 miliardi pari a 3.291 euro pro capite. Come precisa il rapporto di Itinerari previdenziali, «si tratta di un pro capite teorico sottostimato in quanto oltre il 90% dei beneficiari sta nei primi 3 scaglioni che, come abbiamo visto, non pagano quasi nulla ma ricevono la maggior parte dei sussidi». Per finanziare la parte di spesa non coperta dal 47,13% degli italiani delle prime tre fasce fino a 20 mila euro di reddito servono 91,42 miliardi. Sommando sanità e assistenza, la spesa media pro capite arriva 5.638 euro pro capite. I contribuenti con redditi da 20 a 26 mila euro, con una imposta media per cittadino di 2.387 euro, riescono a coprire la spesa sanitaria ma non l’assistenza. A cui contribuiscono solo per 521,6 milioni complessivi, per cui il costo a carico di altri concittadini è di 29,59 miliardi di euro. I dichiaranti redditi da 26 a 29 mila euro l’anno, invece, pagano un’imposta media di 4.413 euro, anche in questo caso meno dei 5.638 euro pro capite di spesa sanitaria e assistenziale. Solo a partire dal sesto scaglione, quello tra 29 e 35 mila euro di reddito , l’imposta media per contribuente versata, pari a 6.035 euro, è in grado di coprire entrambe le voci di spesa. Se alla spesa sanitaria e a quella per l’assistenza aggiungessimo quella per l’istruzione, che ha un costo pro capite di 1.509 euro, avremmo una somma di 7.147 euro di spesa pro capite . Solo i redditi da 35 mila euro l’anno in su pagano un’imposta superiore (9.815 euro) , vale a dire solo il 18,78% della popolazione . Questo ci dice che una parte rilevante del finanziamento del welfare ricade su una quota relativamente scarsa di contribuenti. E un Paese in cui, per ragioni demografiche e non solo, il numero di persone che hanno bisogno dell’assistenza sanitaria e in generale del sostegno pubblico è in crescita. E questo pone un tema di sostenibilità dello Stato sociale. Per poter continuare a garantire i servizi a chi è più in difficoltà.

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