«Il contrario del fascismo è solo la democrazia!». Una frase di Sandro Pertini ben impressa su un cartellone spicca tra la folla. Pietramurata è divisa a metà : da un lato un contestatissimo raduno neonazista, organizzato all’hotel Ciclamino dal Veneto Fronte Skinhead, dall’altra una manifestazione di protesta con centinaia di partecipanti. Oltre un migliaio è la stima ufficiale . Cittadini e cittadine scesi in piazza per esprimere la propria ferma contrarietà rispetto a quanto, contestualmente, stava accadendo a distanza di qualche centinaio di metri. Fortunatamente non si è registrato nessun contatto tra i due schieramenti. Nessuno scontro e quindi nessun episodio di violenza. Come aveva annunciato la prefetta Isabella Fusiello, la presenza di forze dell’ordine nella piccola frazione di Dro è stata massiccia. Gli agenti della polizia, in tenuta anti-sommossa, hanno bloccato la strada statale 45 bis all’altezza della farmacia di Pietramurata, così da impedire qualsiasi tentativo di avvicinamento da parte dei manifestanti. Per la verità, un timido tentativo c’è stato, proprio quando il lungo corteo stava per fare ritorno al punto di partenza (piazza al Mercato). Un centinaio di protestanti ha infatti deciso di staccarsi dal gruppo principale, fino ad arrivare a ridosso delle forze dell’ordine e degli agenti della Digos. Un po’ di tensione, qualche coro, ma nulla di più. La protesta è stata rumorosa ma decisamente pacifica per tutta la sua durata. Un presidio organizzato dai sindacati (Cgil, Cisl e Uil) e dalle associazioni del territorio (Acli, Arci e Anpi), dopo che, martedì, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza ha dato il proprio via libera definitivo allo svolgimento di «Ritorno a Camelot». L’evento naziskin è andato in scena negli spazi esterni del Ciclamino , sotto gli occhi vigili della polizia, che fino a domenica sarà presente all’interno dell’albergo per verificare che i partecipanti rispettino le prescrizioni emesse dal questore di Trento, Nicola Zupo. Nel corso dell’ultima settimana la sindaca di Dro, Ginetta Santoni, ha fatto tutto il possibile per scongiurare il ritrovo naziskin a Pietramurata, cercando soprattutto di rassicurare i suoi cittadini. «A loro voglio ribadire che in questi giorni possono e devono stare tranquilli», ha affermato ieri, 3 settembre, mentre il corteo sfilava tra le vie del paese: «Le forze dell’ordine hanno la situazione sotto controllo» . Il questore ha infatti previsto un dispiegamento di 120-140 agenti per tutta la durata di «Ritorno a Camelot». Tra alcuni cittadini, tuttavia, resta alto il livello di preoccupazione. Filippo Rizzonelli, membro del comitato La Sarca dal Basso, ha rivendicato il valore e il significato della protesta: « È una manifestazione contro il fascismo? Certo. Per la Costituzione? Certo. Ma noi vogliamo anche che venga garantita la sicurezza di tutti gli abitanti della Valle dei Laghi e della Busa durante queste giornate», ha sottolineato Rizzonelli. Entrando nello specifico: «Nella nostra piccola comunità molte persone hanno un background migratorio, magari gusti anche non binari, ed è giusto che vengano protette — ha rimarcato —. Il dispositivo che la questura ha predisposto, però, sembra fatto più che altro per proteggere i nazisti anziché proteggere noi ». Tra i partecipanti alla contro-manifestazione diverse figure del mondo politico. Presente anche il centrodestra provinciale, con l’assessora leghista Giulia Zanotelli e il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini. « Questo è un territorio di autonomia e di valori e la nostra presenza vuole testimoniare questo — ha dichiarato Zanotelli —. Il Trentino si è sempre dissociato da queste ideologie e vuole farlo anche oggi ». Nei giorni scorsi, a questo proposito, si era espresso anche il governatore Maurizio Fugatti: «Come istituzioni trentine — aveva detto — non possiamo che ribadire il fatto che rappresentiamo una comunità che si riconosce in un patrimonio di valori, quelli della Repubblica e dell’autonomia». «Siamo contro ogni estremismo», è stato invece il commento di Soini. Massiccia invece la presenza di esponenti del centrosinistra . A partire dai deputati di Avs e Pd, Angelo Bonelli e Sara Ferrari, che nei giorni scorsi avevano persino scritto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, chiedendo urgentemente un provvedimento al fine di fermare il raduno naziskn. « Questo evento aggrega neonazisti da tutta Europa . Cosa deve aspettare il governo per dire no? Evidentemente Giorgia Meloni, in difficoltà elettorale, vuole anche i voti dell’area neofascista di questo Paese», ha affermato Bonelli. Seguito poi da Ferrari: «Sono orgogliosa di tornare a Roma per dire che i trentini hanno gli anticorpi giusti per combattere queste ideologie». In piazza anche tanti sindaci del territorio. Da Franco Ianeselli (Trento) a Giulia Robol (Rovereto), passando anche per Alessio Zanoni , primo cittadino di Riva del Garda, solo per citarne alcuni. Da parte loro la grande soddisfazione nel vedere una Pietramurata gremita, con centinaia di persone scese in piazza per ribadire «l’importanza della democrazia, delle libertà e il contrasto alle ideologie violente», ha sottolineato Ianeselli. Tra gli interventi anche quello di Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo storico del Trentino. Ecco un breve estratto: «L’autonomia non può reggersi e tutelarsi se non ponendo una barriera invalicabile contro chi vorrebbe realizzare il suo esatto contrario ». Una volta terminato il presidio, intorno alle 20, la statale 45 bis è stata riaperta al traffico e Pietramurata è così tornata alla normalità, ma solo in parte: il raduno al Ciclamino proseguirà infatti fino a domenica e, con esso, anche la presenza delle forze dell’ordine. Dopo una giornata senza scontri, resta quindi alta l’attenzione, mentre il paese si prepara a convivere ancora per qualche ora con una presenza che ha diviso, fatto discutere e portato in piazza oltre un migliaio di persone.
Raduno neonazista a Pietramurata, più di mille alla manifestazione di protesta: «Siamo tutti antifascisti»
«Il contrario del fascismo è solo la democrazia!». Una frase di Sandro Pertini ben impressa su un cartellone spicca tra la folla. Pietramurata è divisa a metà : da un lato un contestatissimo raduno neonazista, organizzato all’hotel Ciclamino dal Veneto Fronte Skinhead, dall’altra una manifestazione di protesta con centinaia di partecipanti. Oltre un migliaio è la stima ufficiale . Cittadini e cittadine scesi in piazza per esprimere la propria ferma contrarietà rispetto a quanto, contestualmente, stava accadendo a distanza di qualche centinaio di metri. Fortunatamente non si è registrato nessun contatto tra i due schieramenti. Nessuno scontro e quindi nessun episodio di violenza. Come aveva annunciato la prefetta Isabella Fusiello, la presenza di forze dell’ordine nella piccola frazione di Dro è stata massiccia. Gli agenti della polizia, in tenuta anti-sommossa, hanno bloccato la strada statale 45 bis all’altezza della farmacia di Pietramurata, così da impedire qualsiasi tentativo di avvicinamento da parte dei manifestanti. Per la verità, un timido tentativo c’è stato, proprio quando il lungo corteo stava per fare ritorno al punto di partenza (piazza al Mercato). Un centinaio di protestanti ha infatti deciso di staccarsi dal gruppo principale, fino ad arrivare a ridosso delle forze dell’ordine e degli agenti della Digos. Un po’ di tensione, qualche coro, ma nulla di più. La protesta è stata rumorosa ma decisamente pacifica per tutta la sua durata. Un presidio organizzato dai sindacati (Cgil, Cisl e Uil) e dalle associazioni del territorio (Acli, Arci e Anpi), dopo che, martedì, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza ha dato il proprio via libera definitivo allo svolgimento di «Ritorno a Camelot». L’evento naziskin è andato in scena negli spazi esterni del Ciclamino , sotto gli occhi vigili della polizia, che fino a domenica sarà presente all’interno dell’albergo per verificare che i partecipanti rispettino le prescrizioni emesse dal questore di Trento, Nicola Zupo. Nel corso dell’ultima settimana la sindaca di Dro, Ginetta Santoni, ha fatto tutto il possibile per scongiurare il ritrovo naziskin a Pietramurata, cercando soprattutto di rassicurare i suoi cittadini. «A loro voglio ribadire che in questi giorni possono e devono stare tranquilli», ha affermato ieri, 3 settembre, mentre il corteo sfilava tra le vie del paese: «Le forze dell’ordine hanno la situazione sotto controllo» . Il questore ha infatti previsto un dispiegamento di 120-140 agenti per tutta la durata di «Ritorno a Camelot». Tra alcuni cittadini, tuttavia, resta alto il livello di preoccupazione. Filippo Rizzonelli, membro del comitato La Sarca dal Basso, ha rivendicato il valore e il significato della protesta: « È una manifestazione contro il fascismo? Certo. Per la Costituzione? Certo. Ma noi vogliamo anche che venga garantita la sicurezza di tutti gli abitanti della Valle dei Laghi e della Busa durante queste giornate», ha sottolineato Rizzonelli. Entrando nello specifico: «Nella nostra piccola comunità molte persone hanno un background migratorio, magari gusti anche non binari, ed è giusto che vengano protette — ha rimarcato —. Il dispositivo che la questura ha predisposto, però, sembra fatto più che altro per proteggere i nazisti anziché proteggere noi ». Tra i partecipanti alla contro-manifestazione diverse figure del mondo politico. Presente anche il centrodestra provinciale, con l’assessora leghista Giulia Zanotelli e il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini. « Questo è un territorio di autonomia e di valori e la nostra presenza vuole testimoniare questo — ha dichiarato Zanotelli —. Il Trentino si è sempre dissociato da queste ideologie e vuole farlo anche oggi ». Nei giorni scorsi, a questo proposito, si era espresso anche il governatore Maurizio Fugatti: «Come istituzioni trentine — aveva detto — non possiamo che ribadire il fatto che rappresentiamo una comunità che si riconosce in un patrimonio di valori, quelli della Repubblica e dell’autonomia». «Siamo contro ogni estremismo», è stato invece il commento di Soini. Massiccia invece la presenza di esponenti del centrosinistra . A partire dai deputati di Avs e Pd, Angelo Bonelli e Sara Ferrari, che nei giorni scorsi avevano persino scritto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, chiedendo urgentemente un provvedimento al fine di fermare il raduno naziskn. « Questo evento aggrega neonazisti da tutta Europa . Cosa deve aspettare il governo per dire no? Evidentemente Giorgia Meloni, in difficoltà elettorale, vuole anche i voti dell’area neofascista di questo Paese», ha affermato Bonelli. Seguito poi da Ferrari: «Sono orgogliosa di tornare a Roma per dire che i trentini hanno gli anticorpi giusti per combattere queste ideologie». In piazza anche tanti sindaci del territorio. Da Franco Ianeselli (Trento) a Giulia Robol (Rovereto), passando anche per Alessio Zanoni , primo cittadino di Riva del Garda, solo per citarne alcuni. Da parte loro la grande soddisfazione nel vedere una Pietramurata gremita, con centinaia di persone scese in piazza per ribadire «l’importanza della democrazia, delle libertà e il contrasto alle ideologie violente», ha sottolineato Ianeselli. Tra gli interventi anche quello di Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo storico del Trentino. Ecco un breve estratto: «L’autonomia non può reggersi e tutelarsi se non ponendo una barriera invalicabile contro chi vorrebbe realizzare il suo esatto contrario ». Una volta terminato il presidio, intorno alle 20, la statale 45 bis è stata riaperta al traffico e Pietramurata è così tornata alla normalità, ma solo in parte: il raduno al Ciclamino proseguirà infatti fino a domenica e, con esso, anche la presenza delle forze dell’ordine. Dopo una giornata senza scontri, resta quindi alta l’attenzione, mentre il paese si prepara a convivere ancora per qualche ora con una presenza che ha diviso, fatto discutere e portato in piazza oltre un migliaio di persone.

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