La stagione influenzale è alle porte nell'emisfero settentrionale: alcuni dati riportati da un articolo pubblicato su Nature suggeriscono un anticipo rispetto alla comparsa dei casi. La percentuale di test positivi all'influenza sarebbe insolitamente alta per il periodo in aree come il Regno Unito, la costa occidentale degli Stati Uniti e il Giappone. Non solo, il sottotipo influenzale responsabile della maggior parte dei casi finora registrati negli Usa sarebbe l'H1N1 : un'inversione di tendenza rispetto all'anno scorso, quando a prevalere era l'H3N2. Le notizie sui primi sequenziamenti avrebbero anche rilevato in Usa una mutazione dell'H1N1 che sfuggirebbe agli anticorpi (specialmente in adolescenti e giovani adulti). Ma qual è la situazione in Italia ? C’è già qualche caso di influenza anche se la sorveglianza ufficiale (con i relativi bollettini) parte più avanti? « Casi sporadici ci sono stati – risponde Fabrizio Pregliasco , Professore Associato del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano e Direttore Sanitario Aziendale dell’IRCCS Ospedale Galeazzi - Sant’Ambrogio di Milano – anche in agosto , ma questo dipende dalla miglior capacità del sistema di intercettarli. Non parlerei di stagione influenzale in anticipo perché da noi il clima per ora potrebbe, al contrario, aver determinato uno slittamento in avanti : il fattore scatenante, infatti, solitamente è l’ abbassamento delle temperature prolungato nel tempo. Comunque già oggi vediamo circolare diverse forme simil-influenzali sostenute da altri virus respiratori». Rispetto ai virus circolanti e alle mutazioni rilevate in Usa che cosa possiamo dire? «In realtà in Italia i primi casi sono stati di H3N2. Non si può prevedere ora quel che succederà da noi in base ai casi statunitensi e riguarda anche le mutazioni: abbiamo imparato con il Covid che la peculiarità di questi virus è modificarsi, ma non è detto che questo incida in modo negativo sulla reale immunoevasività». L'influenza stagionale è solitamente causata da una combinazione di tre virus: due sottotipi di influenza A (H3N2 e H1N1) e l'influenza B, i vaccini antinfluenzali vengono aggiornati ogni anno per tenere conto delle mutazioni genetiche e proteggere dai virus che probabilmente circoleranno durante la stagione influenzale, ma anche quando non vi fosse una corrispondenza perfetta con il virus circolante, il vaccino può comunque garantire un buon livello di protezione. Considerando i casi nell’emisfero settentrionale e la stagione mite prolungata, da noi quando è meglio vaccinarsi? «L'importante è andarci da metà ottobre a entro la prima settimana di dicembre: aspettare che arrivi il freddo per pensare alla prevenzione è un errore, però. La vaccinazione va programmata anche perché la piena efficacia si registra a partire da due settimane dopo l’inoculazione». L’avvio della campagna vaccinale per l' influenza in Italia è previsto entro la prima metà di ottobre. L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha dato il via libera a nove vaccini , aggiornati per proteggere dai ceppi virali che circoleranno nella stagione 2026-27 . Anche quest'anno è confermata la formulazione in spray nasale per bambini e adolescenti dai 2 ai 18 anni, mentre due vaccini sono indicati soprattutto per le fasce di età più mature (a partire dai 50 o 60 anni). Gli altri sono destinati a tutta la popolazione, a partire dai 6 mesi ( QUI LE INDICAZIONI, ndr ). È possibile prevedere in base ai primi dati che emergono se sarà una stagione influenzale severa? «Le prime indicazioni internazionali non fanno prevedere necessariamente una stagione più pesante delle precedenti, ma l’andamento effettivo dipenderà da numerosi fattori : tra cui la tipologia dei virus e quanto saranno mutati (anche se non sembrano particolarmente diversi). Nella stagione passata la circolazione complessiva dei virus respiratori (quindi non solo influenza, ma anche RSV, SARS-CoV-2 e rhinovirus) ha superato i 15 milioni di casi. Per il 2026-2027 ci attendiamo una circolazione sostenuta con una stima nell’ordine dei 12-14 milioni di casi complessivi ».
Quando inizia la stagione influenzale? Quando è meglio vaccinarsi? Come sarà l'autunno-inverno
La stagione influenzale è alle porte nell'emisfero settentrionale: alcuni dati riportati da un articolo pubblicato su Nature suggeriscono un anticipo rispetto alla comparsa dei casi. La percentuale di test positivi all'influenza sarebbe insolitamente alta per il periodo in aree come il Regno Unito, la costa occidentale degli Stati Uniti e il Giappone. Non solo, il sottotipo influenzale responsabile della maggior parte dei casi finora registrati negli Usa sarebbe l'H1N1 : un'inversione di tendenza rispetto all'anno scorso, quando a prevalere era l'H3N2. Le notizie sui primi sequenziamenti avrebbero anche rilevato in Usa una mutazione dell'H1N1 che sfuggirebbe agli anticorpi (specialmente in adolescenti e giovani adulti). Ma qual è la situazione in Italia ? C’è già qualche caso di influenza anche se la sorveglianza ufficiale (con i relativi bollettini) parte più avanti? « Casi sporadici ci sono stati – risponde Fabrizio Pregliasco , Professore Associato del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano e Direttore Sanitario Aziendale dell’IRCCS Ospedale Galeazzi - Sant’Ambrogio di Milano – anche in agosto , ma questo dipende dalla miglior capacità del sistema di intercettarli. Non parlerei di stagione influenzale in anticipo perché da noi il clima per ora potrebbe, al contrario, aver determinato uno slittamento in avanti : il fattore scatenante, infatti, solitamente è l’ abbassamento delle temperature prolungato nel tempo. Comunque già oggi vediamo circolare diverse forme simil-influenzali sostenute da altri virus respiratori». Rispetto ai virus circolanti e alle mutazioni rilevate in Usa che cosa possiamo dire? «In realtà in Italia i primi casi sono stati di H3N2. Non si può prevedere ora quel che succederà da noi in base ai casi statunitensi e riguarda anche le mutazioni: abbiamo imparato con il Covid che la peculiarità di questi virus è modificarsi, ma non è detto che questo incida in modo negativo sulla reale immunoevasività». L'influenza stagionale è solitamente causata da una combinazione di tre virus: due sottotipi di influenza A (H3N2 e H1N1) e l'influenza B, i vaccini antinfluenzali vengono aggiornati ogni anno per tenere conto delle mutazioni genetiche e proteggere dai virus che probabilmente circoleranno durante la stagione influenzale, ma anche quando non vi fosse una corrispondenza perfetta con il virus circolante, il vaccino può comunque garantire un buon livello di protezione. Considerando i casi nell’emisfero settentrionale e la stagione mite prolungata, da noi quando è meglio vaccinarsi? «L'importante è andarci da metà ottobre a entro la prima settimana di dicembre: aspettare che arrivi il freddo per pensare alla prevenzione è un errore, però. La vaccinazione va programmata anche perché la piena efficacia si registra a partire da due settimane dopo l’inoculazione». L’avvio della campagna vaccinale per l' influenza in Italia è previsto entro la prima metà di ottobre. L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha dato il via libera a nove vaccini , aggiornati per proteggere dai ceppi virali che circoleranno nella stagione 2026-27 . Anche quest'anno è confermata la formulazione in spray nasale per bambini e adolescenti dai 2 ai 18 anni, mentre due vaccini sono indicati soprattutto per le fasce di età più mature (a partire dai 50 o 60 anni). Gli altri sono destinati a tutta la popolazione, a partire dai 6 mesi ( QUI LE INDICAZIONI, ndr ). È possibile prevedere in base ai primi dati che emergono se sarà una stagione influenzale severa? «Le prime indicazioni internazionali non fanno prevedere necessariamente una stagione più pesante delle precedenti, ma l’andamento effettivo dipenderà da numerosi fattori : tra cui la tipologia dei virus e quanto saranno mutati (anche se non sembrano particolarmente diversi). Nella stagione passata la circolazione complessiva dei virus respiratori (quindi non solo influenza, ma anche RSV, SARS-CoV-2 e rhinovirus) ha superato i 15 milioni di casi. Per il 2026-2027 ci attendiamo una circolazione sostenuta con una stima nell’ordine dei 12-14 milioni di casi complessivi ».

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