Un tetto al caro carburanti . Lo ha fissato Eni individuando un limite massimo ( price cap ) al prezzo dei carburanti commercializzati da Enilive pari a 2,19 euro al litro per il gasolio e a 1,99 euro al per la benzina (circa 17 centesimi in meno rispetto ai livelli medi attuali). La decisione arriva alla vigilia della riduzione dello sconto sulle accise del diesel (dal 26 settembre al 5 ottobre il taglio passa a 6,1 centesimi, inclusa l’Iva, dagli attuali 12,2 centesimi al litro, sempre Iva inclusa) Il price cap è correlato all’agevolazione fiscale sulle accise in vigore e sarà applicato a partire dal 28 settembre, per una durata iniziale di 30 giorni, con possibilità di estensione fino alla fine dell’anno in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti. In Italia sono oltre 4 mila le stazioni di servizio Eni, sono tutte Enilive anche se alcune non sono ancora state ancora “brandizzate” esteticamente, ma lo saranno presto (si chiamano ancora Eni). «La contrazione dell’offerta di prodotti raffinati sul mercato internazionale che deriva dalle crisi geopolitiche in corso - si legge in una nota dell’Eni - associata alla carenza di capacità di raffinazione a livello europeo (quasi 30 raffinerie chiuse negli ultimi 15 anni), ha portato i prezzi dei carburanti a livelli estremamente onerosi per le famiglie e le aziende italiane: in questo contesto, Eni intende dare un nuovo contributo di solidarietà al Paese , ai consumatori e alla propria clientela, che si unisce alle iniziative già intraprese dalla Società dallo scorso marzo attraverso un ribaltamento solo in via parziale dell’aumento delle quotazioni internazionali sui prezzi consigliati presso i propri distributori, assorbendone così una parte significativa». Eni è anche impegnata nella gestione delle bioraffinerie realizzate a Venezia e Gela, nonché nello sviluppo e trasformazione di Livorno e in altri siti sul territorio nazionale, salvaguardando l’occupazione e l’ambiente, investendo capitali significativi nel territorio e preservando capacità di raffinazione (per di più in prodotti sostenibili) che altrimenti sarebbe mancata al mercato.   La decisione dell’Eni è stata accolta con soddisfazione dalle associazioni dei consumatori: «Un’ottima notizia. Non possiamo che esprimere il nostro consenso e il plauso per questa iniziativa di Eni di mettere un tetto massimo al prezzo dei carburanti», ha sottolineato in una nota Massimiliano Dona , presidente dell’ Unione nazionale consumatori . «Certo è possibile che questa mossa - ha proseguito Dona - voglia ridurre le possibilità di una tassazione sugli extraprofitti avanzata da molti in questi mesi, ma ha poca importanza. A fronte dell’immobilismo di questo governo che fa sempre meno per il caro carburante mentre i prezzi salgono sempre più, superando ogni precedente storico, non possiamo che essere contenti che società quotate in Borsa facciano più di quanto faccia la politica. Naturalmente i consumatori dovranno sempre confrontare i prezzi sull’Osservaprezzi carburanti del Mimit, prestare sempre attenzione ai prezzi effettivamente esposti e stare attenti che si tratti dell’insegna Enilive».