In sala ci sono persone di tutti i continenti, donne che indossano costumi tradizionali di Paesi dell’Africa o del Sud America. Quando Sergio Mattarella arriva a Teatro Regio di Torino scatta la prima standing ovation . E quando il sindaco Stefano Lo Russo prende la parola dal palco e ringrazia il capo dello Stato per le parole che ha pronunciato ad Amatrice - «proprio in questi giorni lei ha ricordato che la scuola è aperta a tutti e che il suo compito è unire, non alzare barriere » - la platea reagisce con un forte applauso e boati di acclamazione. Terra Madre, Salone del Gusto, 1500 delegati da 120 Paesi del mondo, è la più importante manifestazione internazionale dedicata alle politiche alimentari. Si celebrano i 40 anni di Slow Food Italia ed è la prima edizione senza Carlin Petrini, che la ideò . È scomparso quattro mesi fa e Re Carlo ha mandato una struggente lettera per ricordare l’amicizia che lo legava a quell’uomo «incomparabile». Mattarella è a Torino anche per questo. Arriva alle 12, scortato da un applauso che inizia all’esterno e finisce quando parte l’inno nazionale. Lo ascoltano, tra i tanti, il ministro Francesco Lollobrigida e il presidente della Regione Alberto Cirio : «Mattarella ci è sempre stato vicino, nei momenti di gioia e di dolore». Alle 13.15 un applauso di incoraggiamento accompagna sul palco il presidente, che subito sottolinea l’importanza d i una manifestazione che porta in città «esperienze e culture diverse» . Sarà una finestra sul mondo, «un arricchimento per tutti noi».  Il cuore del discorso è la biodiversità genetica , è la necessità di politiche nazionali e internazionali che sappiano tutelarla e difenderla , senza negare le conseguenze del surriscaldamento vorticoso del clima: «E se oggi pure tacciono molti di coloro che, sino a ieri, irridevano l’allarme per i cambiamenti in atto, il declino si presenta ugualmente inarrestabile in assenza di urgenti iniziative».  Mattarella insiste sul rispetto delle «diverse culture delle popolazioni». E cita Petrini: «La biodiversità è ricerca, incontro, è cultura di solidarietà e di pace». Fame, malnutrizione, risorse bruciate dalle guerre causate da volontà di potenza e di dominio. Mattarella cita la laudato Si'  di Papa Francesco, rimarca l’articolo 9 della Costituzione sulla tutela dell’ambiente, parla di agricoltura, di etica e dei diritti delle persone, di tutte le persone, senza distinzioni di origine o colore della pelle. Parla di futuro: « Alla Terra bisogna voler bene» . Ne va del futuro della specie umana. Tutti in piedi per l’ultimo, lunghissimo applauso.