DALLA NOSTRA INVIATA PRINCIPATO DI MONACO - Il principe Alberto di Monaco ieri era a Strasburgo al Consiglio d’Europa per parlare di diritti dell’uomo, stato di diritto, democrazia e incontrare il presidente della Corte europea dei diritti. E questa mattina, tornato a Monaco, ha aperto il Palais dei Grimaldi in cima alla Rocca al presidente italiano Sergio Mattarella . «Accogliere a Monaco il presidente Mattarella è qualcosa di fantastico», ha detto al Corriere Alberto II. «Per noi è un grande orgoglio e assieme la testimonianza della forza dei legami storici tra i nostri due Paesi». Monaco, fondata da un genovese, Francesco Grimaldi detto Malizia, di parte guelfa che fuggì da Genova nel 1297 , espugnò la Rocca e iniziò la dinastia dei principi sovrani. E l’Italia è da sempre vicina, vicinissima. Quanto la Francia: «Francia e Italia, il nostro Paese ha due relazioni privilegiate da sempre», come ci ha ricordato il principe a marzo quando ha accolto in questo stesso palazzo papa Leone XIV. Oggi per il presidente Sergio Mattarella con la figlia Laura al Rocher sono dispiegati i più alti onori. C'è il principe Alberto, figlio della diva Grace e del principe Ranieri III e con lui c’è la principessa Charlène in tailleur pantalone come la figlia di Mattarella, e ci sono anche i principi Jacques e Gabriella che ha offerto un bouquet di rose alla signora Laura. «I miei figli hanno scelto quest’anno di studiare anche italiano a scuola, potranno mettersi alla prova con il presidente Mattarella», ci ha raccontato il principe Alberto. Per ricevere Mattarella al Rocher, l a diplomazia lavora da mesi, con il benvenuto nella Cour d’Honneur alla presenza dei due Ambasciatori, l'Ambasciatrice di Monaco in Italia, Anne Eastwood e l'Ambasciatrice dell'Italia a Monaco, Manuela Ruosi, ai piedi della doppia scalinata lungo la quale tante volte è scesa Grace, e dove tante foto della diva sono state scattate… ma è anche il cortile d’onore dove fu celebrato il matrimonio religioso di Alberto e Charlène 15 anni fa. Alberto dopo gli inni e gli onori militari può mostrare adesso a Mattarella gli affreschi della Galleria d’Ercole il cui restauro è durato anni. Affreschi di scuola italiana, e anni fa quando in questa stessa Cour d’honneur Alberto e Charlène accolsero in visita il presidente cinese Xi con la First lady Peng Liyuan, i restauri erano in corso e le impalcature rovinavano le photo opportunity ma alle insistenze cinesi il palazzo fu inflessibile: i restauri dovevano continuare senza interruzione. «La scoperta fortuita, nel 2015, degli affreschi rinascimentali al Palais ha permesso di riscoprire sotto le pitture ottocentesche un tesoro che il principe Alberto ha deciso di riportare alla luce», ci ha raccontato il direttore dei restauri, professor Christian Gautier. E a proposito di sostenibilità il cantiere di corte è stato un cantiere sostenibile: sono stati utilizzati solo pigmenti naturali per restaurarli. Ma la delegazione italiana avrà modo di entrare anche nella cappella palatina. E la Cour d’Honneur è anche il luogo dove ogni anno a novembre si svolgono le cerimonie della festa nazionale nel giorno di San Ranieri che Alberto ha voluto tenere come giorno di celebrazione. E l’indizio che qualcosa era nell’aria sul fronte delle relazioni tra Italia e Monaco, si poteva cogliere già un anno fa il 19 novembre, festa nazionale, quando sulla piazza del palazzo il principe Alberto aveva invitato anche i Carabinieri italiani, la Fanfara del terzo reggimento Carabinieri Lombardia. Nell’aria erano risuonate così Fuliculi Funiculà, O sole mio e poi la Tarantella. E non si può dimenticare che oggi sono circa 9 mila gli italiani residenti nel Principato oltre a 7 mila transfrontalieri che ogni giorno si recano per lavoro qui. E proprio quest’anno sono vent'anni dell'Ambasciata d'Italia a Monaco, con i francesi, i soli due ambasciatori residenti. Poi la lunga mattinata del presidente della Repubblica Mattarella accompagnato dalla figlia Laura a Monaco continua con l’udienza nella sala di famiglia. E’ un salotto raccolto, il divano in stile francese, i colori pastello alle pareti, il ritratto di Grace Kelly in bianco e nero, atmosfera di casa. E’ qui che Alberto ha ricevuto in udienza anche il presidente Macron un anno fa. La principessa Charlène si trattiene invece con la signora Laura nella sala delle guardie. Anche i doni sono pronti, per essere scambiati in segno di amicizia e relazione diplomatica. E dopo lo scambio dei doni, quello delle onorificenze contraddistinte dal bianco e dal rosso i colori della bandiera di Monaco. L’Ordine di San Carlo che prende il nome dal principe Carlo III che nell’Ottocento inventò il Casinò e il quartiere di Montecarlo con la mondanità e il lusso della Belle Epoque, riconosce i servizi resi allo Stato o al principe. Poi c’è l’Ordine della Corona voluto invece dal principe Ranieri, e l’Ordine dei Grimaldi che ancora risale al tempo di Ranieri e Grace e che premia contributi straordinari al prestigio del Principato. Infine l’ Ordine al Merito culturale , legato al contributo alle arti. Stasera al palazzo il banchetto di Stato che farà brillare i cristalli della sala del trono, tutta oro e cremisi con il possente trono in stile Napoleonico . Ma prima tempo per il presidente Mattarella e la figlia Laura di conoscere la cucina dell'Hotel De Paris, nel cuore del carré d'or di Mona co. A Monaco il principe sovrano viene proclamato solennemente proprio con una cerimonia di intronizzazion e, non incoronazione. Per Macron in visita di Stato un anno fa il tavolo del ricevimento nella sala del trono era stato vestito di fiori rossi e rosa, le stoviglie uno scintillio d’oro e porcellana: erano 41 anni - dalla storica visita di François e Danielle Mitterrand nel 1984 che un presidente francese non attraversava per arrivare al Rocher in visita di Stato. Questa sera per Mattarella l’occasione è ancora più unic a: un presidente italiano non era mai stato accolto con tutti gli onori nel Paese “i cui confini son fatti di fiori” scrisse Colette. E la sala è quella « dove si sono tenute le cerimonie civili dei matrimoni di famiglia, è anche l’unica sala abbastanza grande al Rocher per una cena di Stato», come ha scherzato il principe parlando con il Corriere. Quanti posti, q uanti invitati al banchetto con Mattarella? «Circa 80 credo , la selezione non è facile. Ma prima in onore di Mattarella ci sarà anche una serata di gala all’Opera Garnier con un’altra italiana, la mezzo soprano Cecilia Bartoli». E’ una tradizione dei principi di Monaco, invitare gli ospiti di storici momenti a una serata di Gala all’Oper a. Ci fu una serata di gala all’Opera anche per le nozze di Grace e Ranieri nel 1956, 70 anni fa esatti. Progettata da Charles Garnier lo stesso architetto dell’Opera di Parigi chiamato dal principe Carlo III a replicare la grandeur di Francia nella piccola Monaco. Solenne, maestosa, l’Opera affacciata sulle terrazze del Casinò, ha accolto così negli anni Margot Fonteyn e prima di lei la divina Sarah Bernhardt che inaugurò questo palcoscenico. Invitati dal principe al recital della cantante italiana che dirige l’Opera da molti anni, tutte le personalità che contano nel Principato. L’indicazione nell’invito di tenue de soirée, smoking ou costume noir et papillon. Nessuna decorazione, a Londra sarebbe un “no Collar Day”, insomma una serata senza sfoggio di onorificenze per celebrare una profonda amicizia tra Italia e Monaco. «I legami italiani sono antichi ma anche molto presenti in famiglia oggi. E poi oltre il 60% dei monegaschi ha radici italian e, sono davvero molti gli italiani che chiamano Monaco casa. E la comunità italiana è particolarmente dinamica e piena di talento», ci ha detto il principe citando «Sinner e con lui molti atleti, personalità sportive di diverse discipline… e a proposito di italiani anche Kimi Antonelli sta pensando a trasferirsi a Monaco». «Basta guardare ai nomi dei monegaschi per capire che molti hanno radici italiane. Pastor, si chiamava Pastore più di un secolo fa, io stesso ho origini italiane, piemontesi », ci spiega l’ambasciatore Henri Fissore , già ministro degli Esteri e dell’Economia con Alberto ora presidente del Grimaldi Forum. «E le visite di Stato sono abbastanza rare a Monaco, così quella del Presidente italiano è un evento». E a proposito di italiani a Monaco è facile ricordarne tanti, ma ce ne sono stati almeno tre italiani decisivi nella storia del Principato dei tempi di Ranieri: Carlo Riva il signore dei motoscafi, prima di lui il porto era solo un’idea, Michele Ferrero
Mattarella a Monaco ricevuto dai principi Alberto e Charlène. Stasera la cena di Stato al Rocher
DALLA NOSTRA INVIATA PRINCIPATO DI MONACO - Il principe Alberto di Monaco ieri era a Strasburgo al Consiglio d’Europa per parlare di diritti dell’uomo, stato di diritto, democrazia e incontrare il presidente della Corte europea dei diritti. E questa mattina, tornato a Monaco, ha aperto il Palais dei Grimaldi in cima alla Rocca al presidente italiano Sergio Mattarella . «Accogliere a Monaco il presidente Mattarella è qualcosa di fantastico», ha detto al Corriere Alberto II. «Per noi è un grande orgoglio e assieme la testimonianza della forza dei legami storici tra i nostri due Paesi». Monaco, fondata da un genovese, Francesco Grimaldi detto Malizia, di parte guelfa che fuggì da Genova nel 1297 , espugnò la Rocca e iniziò la dinastia dei principi sovrani. E l’Italia è da sempre vicina, vicinissima. Quanto la Francia: «Francia e Italia, il nostro Paese ha due relazioni privilegiate da sempre», come ci ha ricordato il principe a marzo quando ha accolto in questo stesso palazzo papa Leone XIV. Oggi per il presidente Sergio Mattarella con la figlia Laura al Rocher sono dispiegati i più alti onori. C'è il principe Alberto, figlio della diva Grace e del principe Ranieri III e con lui c’è la principessa Charlène in tailleur pantalone come la figlia di Mattarella, e ci sono anche i principi Jacques e Gabriella che ha offerto un bouquet di rose alla signora Laura. «I miei figli hanno scelto quest’anno di studiare anche italiano a scuola, potranno mettersi alla prova con il presidente Mattarella», ci ha raccontato il principe Alberto. Per ricevere Mattarella al Rocher, l a diplomazia lavora da mesi, con il benvenuto nella Cour d’Honneur alla presenza dei due Ambasciatori, l'Ambasciatrice di Monaco in Italia, Anne Eastwood e l'Ambasciatrice dell'Italia a Monaco, Manuela Ruosi, ai piedi della doppia scalinata lungo la quale tante volte è scesa Grace, e dove tante foto della diva sono state scattate… ma è anche il cortile d’onore dove fu celebrato il matrimonio religioso di Alberto e Charlène 15 anni fa. Alberto dopo gli inni e gli onori militari può mostrare adesso a Mattarella gli affreschi della Galleria d’Ercole il cui restauro è durato anni. Affreschi di scuola italiana, e anni fa quando in questa stessa Cour d’honneur Alberto e Charlène accolsero in visita il presidente cinese Xi con la First lady Peng Liyuan, i restauri erano in corso e le impalcature rovinavano le photo opportunity ma alle insistenze cinesi il palazzo fu inflessibile: i restauri dovevano continuare senza interruzione. «La scoperta fortuita, nel 2015, degli affreschi rinascimentali al Palais ha permesso di riscoprire sotto le pitture ottocentesche un tesoro che il principe Alberto ha deciso di riportare alla luce», ci ha raccontato il direttore dei restauri, professor Christian Gautier. E a proposito di sostenibilità il cantiere di corte è stato un cantiere sostenibile: sono stati utilizzati solo pigmenti naturali per restaurarli. Ma la delegazione italiana avrà modo di entrare anche nella cappella palatina. E la Cour d’Honneur è anche il luogo dove ogni anno a novembre si svolgono le cerimonie della festa nazionale nel giorno di San Ranieri che Alberto ha voluto tenere come giorno di celebrazione. E l’indizio che qualcosa era nell’aria sul fronte delle relazioni tra Italia e Monaco, si poteva cogliere già un anno fa il 19 novembre, festa nazionale, quando sulla piazza del palazzo il principe Alberto aveva invitato anche i Carabinieri italiani, la Fanfara del terzo reggimento Carabinieri Lombardia. Nell’aria erano risuonate così Fuliculi Funiculà, O sole mio e poi la Tarantella. E non si può dimenticare che oggi sono circa 9 mila gli italiani residenti nel Principato oltre a 7 mila transfrontalieri che ogni giorno si recano per lavoro qui. E proprio quest’anno sono vent'anni dell'Ambasciata d'Italia a Monaco, con i francesi, i soli due ambasciatori residenti. Poi la lunga mattinata del presidente della Repubblica Mattarella accompagnato dalla figlia Laura a Monaco continua con l’udienza nella sala di famiglia. E’ un salotto raccolto, il divano in stile francese, i colori pastello alle pareti, il ritratto di Grace Kelly in bianco e nero, atmosfera di casa. E’ qui che Alberto ha ricevuto in udienza anche il presidente Macron un anno fa. La principessa Charlène si trattiene invece con la signora Laura nella sala delle guardie. Anche i doni sono pronti, per essere scambiati in segno di amicizia e relazione diplomatica. E dopo lo scambio dei doni, quello delle onorificenze contraddistinte dal bianco e dal rosso i colori della bandiera di Monaco. L’Ordine di San Carlo che prende il nome dal principe Carlo III che nell’Ottocento inventò il Casinò e il quartiere di Montecarlo con la mondanità e il lusso della Belle Epoque, riconosce i servizi resi allo Stato o al principe. Poi c’è l’Ordine della Corona voluto invece dal principe Ranieri, e l’Ordine dei Grimaldi che ancora risale al tempo di Ranieri e Grace e che premia contributi straordinari al prestigio del Principato. Infine l’ Ordine al Merito culturale , legato al contributo alle arti. Stasera al palazzo il banchetto di Stato che farà brillare i cristalli della sala del trono, tutta oro e cremisi con il possente trono in stile Napoleonico . Ma prima tempo per il presidente Mattarella e la figlia Laura di conoscere la cucina dell'Hotel De Paris, nel cuore del carré d'or di Mona co. A Monaco il principe sovrano viene proclamato solennemente proprio con una cerimonia di intronizzazion e, non incoronazione. Per Macron in visita di Stato un anno fa il tavolo del ricevimento nella sala del trono era stato vestito di fiori rossi e rosa, le stoviglie uno scintillio d’oro e porcellana: erano 41 anni - dalla storica visita di François e Danielle Mitterrand nel 1984 che un presidente francese non attraversava per arrivare al Rocher in visita di Stato. Questa sera per Mattarella l’occasione è ancora più unic a: un presidente italiano non era mai stato accolto con tutti gli onori nel Paese “i cui confini son fatti di fiori” scrisse Colette. E la sala è quella « dove si sono tenute le cerimonie civili dei matrimoni di famiglia, è anche l’unica sala abbastanza grande al Rocher per una cena di Stato», come ha scherzato il principe parlando con il Corriere. Quanti posti, q uanti invitati al banchetto con Mattarella? «Circa 80 credo , la selezione non è facile. Ma prima in onore di Mattarella ci sarà anche una serata di gala all’Opera Garnier con un’altra italiana, la mezzo soprano Cecilia Bartoli». E’ una tradizione dei principi di Monaco, invitare gli ospiti di storici momenti a una serata di Gala all’Oper a. Ci fu una serata di gala all’Opera anche per le nozze di Grace e Ranieri nel 1956, 70 anni fa esatti. Progettata da Charles Garnier lo stesso architetto dell’Opera di Parigi chiamato dal principe Carlo III a replicare la grandeur di Francia nella piccola Monaco. Solenne, maestosa, l’Opera affacciata sulle terrazze del Casinò, ha accolto così negli anni Margot Fonteyn e prima di lei la divina Sarah Bernhardt che inaugurò questo palcoscenico. Invitati dal principe al recital della cantante italiana che dirige l’Opera da molti anni, tutte le personalità che contano nel Principato. L’indicazione nell’invito di tenue de soirée, smoking ou costume noir et papillon. Nessuna decorazione, a Londra sarebbe un “no Collar Day”, insomma una serata senza sfoggio di onorificenze per celebrare una profonda amicizia tra Italia e Monaco. «I legami italiani sono antichi ma anche molto presenti in famiglia oggi. E poi oltre il 60% dei monegaschi ha radici italian e, sono davvero molti gli italiani che chiamano Monaco casa. E la comunità italiana è particolarmente dinamica e piena di talento», ci ha detto il principe citando «Sinner e con lui molti atleti, personalità sportive di diverse discipline… e a proposito di italiani anche Kimi Antonelli sta pensando a trasferirsi a Monaco». «Basta guardare ai nomi dei monegaschi per capire che molti hanno radici italiane. Pastor, si chiamava Pastore più di un secolo fa, io stesso ho origini italiane, piemontesi », ci spiega l’ambasciatore Henri Fissore , già ministro degli Esteri e dell’Economia con Alberto ora presidente del Grimaldi Forum. «E le visite di Stato sono abbastanza rare a Monaco, così quella del Presidente italiano è un evento». E a proposito di italiani a Monaco è facile ricordarne tanti, ma ce ne sono stati almeno tre italiani decisivi nella storia del Principato dei tempi di Ranieri: Carlo Riva il signore dei motoscafi, prima di lui il porto era solo un’idea, Michele Ferrero

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