Seduto alla destra del padre (Trump, ovviamente) c’era Jensen Huang. Alla sinistra Elon Musk. Poi Zuckerberg, Bezos, Pichai, Brockman (OpenAI) e tutti gli altri, in ordine di importanza (e di sostegno al mondo Maga). L’unica donna invitata al « Super intelligence Luncheon» alla Casa Bianca ? Lisa Su, numero uno di Amd. Cinquantasei anni, ingegnera elettrica, presidente e Ceo di Advanced Micro Devices, Su è la persona che negli ultimi dodici anni ha trasformato un produttore di chip dato quasi per spacciato in uno dei pochi gruppi capaci di competere con Nvidia. Il giorno del summit alla Casa Bianca, Amd aveva annunciato l’acquisizione di World Labs, il laboratorio fondato dalla «madrina dell’AI» Fei-Fei Li , per circa 8,2 miliardi di dollari. Due delle donne più influenti dell’AI finiranno così sotto lo stesso tetto: una costruisce le macchine, l’altra ha insegnato alle macchine a vedere. Lisa Tzwu-Fang Su nasce nel 1969 a Tainan, Taiwan, e arriva negli Stati Uniti da bambina. Cresce nel Queens, a New York, in una famiglia che prende sul serio lo studio. Il padre, matematico e statistico, le fa ripassare le tabelline. La madre, contabile e poi imprenditrice, le trasmette il lessico degli affari. Da piccola smonta la macchinina radiocomandata del fratello per capire perché non funziona, un dettaglio che ai biografi di Su piace molto perché altamente simbolico. Tutti dicono che le piace aprire la scatola, scovare il punto debole, ripararlo. Non è una che rifugge le sfide, anzi. Al Mit sceglie ingegneria elettrica anche perché le sembra la strada più complicata. In laboratorio scopre da vicino come si fabbricano i chip e dedica il dottorato a una tecnologia pensata per rendere i transistor più piccoli, veloci ed efficienti. Dopo una breve esperienza a Texas Instruments passa a Ibm, poi a Freescale, prima come Cto e quindi con responsabilità di business. Arriva in Amd nel 2012, è un’ingegnera che ha imparato a leggere un bilancio. Diventa Ceo nell’ottobre 2014 . Amd, da sempre, era la competitor, sfortunata e un po’ claudicante, di Intel. In quel momento non è fallita, come spesso si racconta, ma la situazione è pesantissima: nel 2014 fattura 5,51 miliardi di dollari, perde 403 milioni ed è zavorrata da 2,2 miliardi di debito. Nei server è quasi irrilevante. Intel domina il mondo delle Cpu (processori di uso generico) e Nvidia corre sulle Gpu (schede grafiche, la cui importanza per l’AI era stata da poco scoperta). Ancora una volta Su non rifugge da una sfida difficile, la abbraccia (pochi mesi fa, al Mit di Boston, ha rilanciato il consiglio ricevuto da un mentore: «Correte verso i problemi più difficili»). Una parte del consiglio di Amd vorrebbe inseguire gli smartphone, che vivono una crescita esplosiva. La nuova Ceo decide di fare tutto il contrario: restringe il campo e scommette sul calcolo ad alte prestazioni . «Dovevamo puntare su ciò in cui eravamo bravi», dirà anni dopo. La rinascita passa soprattutto da Zen , la nuova architettura dei processori sulla quale Amd lavora per anni. Su difende tenacemente il progetto quando i soldi sono pochi, fissa obiettivi molto ambiziosi ai suoi ingegneri e riesce a guadagnare tempo. Le commesse per i chip delle console di Sony e Microsoft garantiscono ad Amd entrate preziose per investire. Dal 2017 i risultati si fanno concreti, con prodotti come Ryzen (processori per pc) e Epyc (server e data center). Usano un’architettura comune e permettono ad Amd di tornare a competere con Intel. Negli anni successivi arriva anche una delle soluzioni tecniche che diventeranno un marchio di fabbrica dell’azienda: i chiplet . Invece di costruire tutto il processore su un unico grande pezzo di silicio, Amd lo divide in blocchi più piccoli, prodotti separatamente e poi collegati all’interno dello stesso contenitore. Negli anni recenti l’avversario diventa Nvidia . A guidarla c’è Jensen Huang, che di Lisa Su è cugino alla lontana (la madre di Huang era sorella del nonno materno di Su, «ma ho incontrato Jensen soltanto da adulta, per lavoro» ha spiegato la Ceo di Amd). Nvidia ha costruito negli anni un vantaggio che va ben oltre la velocità delle sue Gpu e che fa perno soprattutto su Cuda, l’insieme di software e strumenti con cui programmatori e ricercatori possono utilizzare i chip Nvidia per calcolo scientifico e AI. Lisa Su ha capito che per sfidare Huang non basta produrre una buona Gpu, ma bisogna fornire tutti i pezzi per costruire un ecosistema dell’intelligenza artificiale. Dal 2022 si è lanciata in una lunga serie di acquisizioni. Quella di World Labs è la più grande e porta in casa Amd ricerca sui modelli del mondo e sull’intelligenza spaziale, utili per robotica, progettazione e «AI fisica». Ma soprattutto c’è Fei-Fei Li: «La tecnologia, da sola, non decide come sarà il futuro. Lo fanno le persone» ripete da anni Lisa Su.
Lisa Su, chi è la Signora dei chip di Amd che ha il mirino puntato su Nvidia
Seduto alla destra del padre (Trump, ovviamente) c’era Jensen Huang. Alla sinistra Elon Musk. Poi Zuckerberg, Bezos, Pichai, Brockman (OpenAI) e tutti gli altri, in ordine di importanza (e di sostegno al mondo Maga). L’unica donna invitata al « Super intelligence Luncheon» alla Casa Bianca ? Lisa Su, numero uno di Amd. Cinquantasei anni, ingegnera elettrica, presidente e Ceo di Advanced Micro Devices, Su è la persona che negli ultimi dodici anni ha trasformato un produttore di chip dato quasi per spacciato in uno dei pochi gruppi capaci di competere con Nvidia. Il giorno del summit alla Casa Bianca, Amd aveva annunciato l’acquisizione di World Labs, il laboratorio fondato dalla «madrina dell’AI» Fei-Fei Li , per circa 8,2 miliardi di dollari. Due delle donne più influenti dell’AI finiranno così sotto lo stesso tetto: una costruisce le macchine, l’altra ha insegnato alle macchine a vedere. Lisa Tzwu-Fang Su nasce nel 1969 a Tainan, Taiwan, e arriva negli Stati Uniti da bambina. Cresce nel Queens, a New York, in una famiglia che prende sul serio lo studio. Il padre, matematico e statistico, le fa ripassare le tabelline. La madre, contabile e poi imprenditrice, le trasmette il lessico degli affari. Da piccola smonta la macchinina radiocomandata del fratello per capire perché non funziona, un dettaglio che ai biografi di Su piace molto perché altamente simbolico. Tutti dicono che le piace aprire la scatola, scovare il punto debole, ripararlo. Non è una che rifugge le sfide, anzi. Al Mit sceglie ingegneria elettrica anche perché le sembra la strada più complicata. In laboratorio scopre da vicino come si fabbricano i chip e dedica il dottorato a una tecnologia pensata per rendere i transistor più piccoli, veloci ed efficienti. Dopo una breve esperienza a Texas Instruments passa a Ibm, poi a Freescale, prima come Cto e quindi con responsabilità di business. Arriva in Amd nel 2012, è un’ingegnera che ha imparato a leggere un bilancio. Diventa Ceo nell’ottobre 2014 . Amd, da sempre, era la competitor, sfortunata e un po’ claudicante, di Intel. In quel momento non è fallita, come spesso si racconta, ma la situazione è pesantissima: nel 2014 fattura 5,51 miliardi di dollari, perde 403 milioni ed è zavorrata da 2,2 miliardi di debito. Nei server è quasi irrilevante. Intel domina il mondo delle Cpu (processori di uso generico) e Nvidia corre sulle Gpu (schede grafiche, la cui importanza per l’AI era stata da poco scoperta). Ancora una volta Su non rifugge da una sfida difficile, la abbraccia (pochi mesi fa, al Mit di Boston, ha rilanciato il consiglio ricevuto da un mentore: «Correte verso i problemi più difficili»). Una parte del consiglio di Amd vorrebbe inseguire gli smartphone, che vivono una crescita esplosiva. La nuova Ceo decide di fare tutto il contrario: restringe il campo e scommette sul calcolo ad alte prestazioni . «Dovevamo puntare su ciò in cui eravamo bravi», dirà anni dopo. La rinascita passa soprattutto da Zen , la nuova architettura dei processori sulla quale Amd lavora per anni. Su difende tenacemente il progetto quando i soldi sono pochi, fissa obiettivi molto ambiziosi ai suoi ingegneri e riesce a guadagnare tempo. Le commesse per i chip delle console di Sony e Microsoft garantiscono ad Amd entrate preziose per investire. Dal 2017 i risultati si fanno concreti, con prodotti come Ryzen (processori per pc) e Epyc (server e data center). Usano un’architettura comune e permettono ad Amd di tornare a competere con Intel. Negli anni successivi arriva anche una delle soluzioni tecniche che diventeranno un marchio di fabbrica dell’azienda: i chiplet . Invece di costruire tutto il processore su un unico grande pezzo di silicio, Amd lo divide in blocchi più piccoli, prodotti separatamente e poi collegati all’interno dello stesso contenitore. Negli anni recenti l’avversario diventa Nvidia . A guidarla c’è Jensen Huang, che di Lisa Su è cugino alla lontana (la madre di Huang era sorella del nonno materno di Su, «ma ho incontrato Jensen soltanto da adulta, per lavoro» ha spiegato la Ceo di Amd). Nvidia ha costruito negli anni un vantaggio che va ben oltre la velocità delle sue Gpu e che fa perno soprattutto su Cuda, l’insieme di software e strumenti con cui programmatori e ricercatori possono utilizzare i chip Nvidia per calcolo scientifico e AI. Lisa Su ha capito che per sfidare Huang non basta produrre una buona Gpu, ma bisogna fornire tutti i pezzi per costruire un ecosistema dell’intelligenza artificiale. Dal 2022 si è lanciata in una lunga serie di acquisizioni. Quella di World Labs è la più grande e porta in casa Amd ricerca sui modelli del mondo e sull’intelligenza spaziale, utili per robotica, progettazione e «AI fisica». Ma soprattutto c’è Fei-Fei Li: «La tecnologia, da sola, non decide come sarà il futuro. Lo fanno le persone» ripete da anni Lisa Su.

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