ROMA - Inflazione, è allarme rosso: Giorgia Meloni scrive a Ursula von der Leyen. Ma la giornata era iniziata con una buona notizia: le interlocuzioni con la Libia hanno funzionato e Tamoil ha deciso di abbassare il prezzo nei suoi distributori. Il sipario sulla giornata invece scende dopo un vertice a Palazzo Chigi con i leader della maggioranza — oltre a Meloni, Tajani, Salvini e Lupi — e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Obiettivo, sintonizzarsi sul Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) che approderà oggi in Consiglio dei ministri. «La priorità — si apprende dal palazzo del governo — è contenere l’impatto dell’aumento dei costi su famiglie e imprese, sostenendo al contempo la competitività del sistema produttivo». Al termine della riunione si diffondono le voci riguardo alle soluzioni ipotizzate: un riequilibrio della flessibilità richiesta a Bruxelles a favore dell’energia rispetto alla spesa militare; e sconti, o addirittura la gratuità, per i mezzi pubblici a favore di studenti e pensionati. L’inflazione colpisce durissimo e l’annuncio è della stessa premier: «Stiamo ponendo in Europa un’altra questione importante con una lettera che oggi (ieri, ndr ) ho inviato alla presidente von der Leyen riguardo al problema dell’impatto sui conti pubblici dell’aumento dell’inflazione». La premier parla dopo il suo intervento all’evento per gli 80 anni della Cna: «È ovvio — spiega — che se l’Ue ha fatto tutte le stime su un’inflazione che era programmata e oggi l’inflazione è più alta, noi dobbiamo considerare che quei conti sono completamente diversi». E dunque «l’Italia — ma è un problema che hanno tutti gli Stati membri — ha una serie di adeguamenti automatici per legge. Pensate alle pensioni, pensate all’assegno unico. Non si può non tenere in considerazione questo cambio totale dei conti che non dipende dalle scelte» del governo ma «dalla situazione contingente». E che lascia «uno spazio limitato», con queste regole sulla spesa, per aiutare famiglie e imprese «senza ricorrere a misure restrittive». La proposta è di «utilizzare almeno una parte delle entrate supplementari» per «mitigare l’aumento dei costi energetici in modo temporaneo e mirato». Giorgetti già in giornata, annunciando una manovra «seria», aveva parlato di «target difficili da mantenere: la spesa nominale comprende un tasso di inflazione che è stato programmato» tre anni fa da parte della commissione: l’1,8% allora previsto è «molto inferiore» alla realtà. Ora, l’Italia è intorno al 4,2%, la Spagna al 4,9%: oggi l’Eurostat diffonderà le stime, attese intorno al 3,8%. Più del doppio di quella programmata. Nella lettera di Meloni si legge che «l’esempio più rilevante sono le pensioni, legate ai prezzi al consumo». Nel caso italiano, «l’insieme della spesa direttamente colpita da un’inflazione significativamente superiore alle proiezioni equivale al 20,4% del Pil». E altre «componenti» di spesa «valgono il 12% del Pil». Scrive la premier: «Siamo consapevoli del rischio di modificare regole fiscali introdotte da poco, che perseguono un obiettivo che tutti condividiamo», oltre che «degli impegni dell’Italia» rispetto alla procedura d’infrazione. Ma, conclude Meloni, «ritengo che si tratti di una questione urgente, che non può più essere rinviata». Appuntamento all’Ecofin, il 9 ottobre. In giornata, a Bruxelles era sorto un equivoco. A una domanda sulla richiesta italiana di nuova flessibilità, la portavoce della Commissione Ue Paula Pinho aveva risposto: «Abbiamo già concesso maggiore flessibilità agli Stati». Ma appunto, la questione riguardava l’energia e non l’inflazione su cui Meloni ha sollecitato Bruxelles solo ieri. Sul fronte carburanti, però, arriva appunto una buona notizia: Tamoil ha deciso «una serie di misure volte a mitigare il prezzo» presso la rete dei suoi distributori. Nella nota si legge che «accogliendo gli appelli provenienti dalle istituzioni e dalle associazioni dei consumatori, Tamoil Italia intende contribuire concretamente a sostenere la mobilità dei cittadini». E le nuove misure, previste per tutto ottobre, «sono state concepite per generare benefici sia per i consumatori finali sia per la sostenibilità economica delle attività connesse alla rete distributiva». Anche se il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ieri si è augurato attenzione anche per le aziende: «Auspico che lo stesso trattamento sia attuato anche per chi si rifornisce all’ingrosso di gasolio e benzina».
Inflazione, lettera di Meloni alla Ue: «Più flessibilità». Giorgetti: «La manovra sarà seria»
ROMA - Inflazione, è allarme rosso: Giorgia Meloni scrive a Ursula von der Leyen. Ma la giornata era iniziata con una buona notizia: le interlocuzioni con la Libia hanno funzionato e Tamoil ha deciso di abbassare il prezzo nei suoi distributori. Il sipario sulla giornata invece scende dopo un vertice a Palazzo Chigi con i leader della maggioranza — oltre a Meloni, Tajani, Salvini e Lupi — e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Obiettivo, sintonizzarsi sul Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) che approderà oggi in Consiglio dei ministri. «La priorità — si apprende dal palazzo del governo — è contenere l’impatto dell’aumento dei costi su famiglie e imprese, sostenendo al contempo la competitività del sistema produttivo». Al termine della riunione si diffondono le voci riguardo alle soluzioni ipotizzate: un riequilibrio della flessibilità richiesta a Bruxelles a favore dell’energia rispetto alla spesa militare; e sconti, o addirittura la gratuità, per i mezzi pubblici a favore di studenti e pensionati. L’inflazione colpisce durissimo e l’annuncio è della stessa premier: «Stiamo ponendo in Europa un’altra questione importante con una lettera che oggi (ieri, ndr ) ho inviato alla presidente von der Leyen riguardo al problema dell’impatto sui conti pubblici dell’aumento dell’inflazione». La premier parla dopo il suo intervento all’evento per gli 80 anni della Cna: «È ovvio — spiega — che se l’Ue ha fatto tutte le stime su un’inflazione che era programmata e oggi l’inflazione è più alta, noi dobbiamo considerare che quei conti sono completamente diversi». E dunque «l’Italia — ma è un problema che hanno tutti gli Stati membri — ha una serie di adeguamenti automatici per legge. Pensate alle pensioni, pensate all’assegno unico. Non si può non tenere in considerazione questo cambio totale dei conti che non dipende dalle scelte» del governo ma «dalla situazione contingente». E che lascia «uno spazio limitato», con queste regole sulla spesa, per aiutare famiglie e imprese «senza ricorrere a misure restrittive». La proposta è di «utilizzare almeno una parte delle entrate supplementari» per «mitigare l’aumento dei costi energetici in modo temporaneo e mirato». Giorgetti già in giornata, annunciando una manovra «seria», aveva parlato di «target difficili da mantenere: la spesa nominale comprende un tasso di inflazione che è stato programmato» tre anni fa da parte della commissione: l’1,8% allora previsto è «molto inferiore» alla realtà. Ora, l’Italia è intorno al 4,2%, la Spagna al 4,9%: oggi l’Eurostat diffonderà le stime, attese intorno al 3,8%. Più del doppio di quella programmata. Nella lettera di Meloni si legge che «l’esempio più rilevante sono le pensioni, legate ai prezzi al consumo». Nel caso italiano, «l’insieme della spesa direttamente colpita da un’inflazione significativamente superiore alle proiezioni equivale al 20,4% del Pil». E altre «componenti» di spesa «valgono il 12% del Pil». Scrive la premier: «Siamo consapevoli del rischio di modificare regole fiscali introdotte da poco, che perseguono un obiettivo che tutti condividiamo», oltre che «degli impegni dell’Italia» rispetto alla procedura d’infrazione. Ma, conclude Meloni, «ritengo che si tratti di una questione urgente, che non può più essere rinviata». Appuntamento all’Ecofin, il 9 ottobre. In giornata, a Bruxelles era sorto un equivoco. A una domanda sulla richiesta italiana di nuova flessibilità, la portavoce della Commissione Ue Paula Pinho aveva risposto: «Abbiamo già concesso maggiore flessibilità agli Stati». Ma appunto, la questione riguardava l’energia e non l’inflazione su cui Meloni ha sollecitato Bruxelles solo ieri. Sul fronte carburanti, però, arriva appunto una buona notizia: Tamoil ha deciso «una serie di misure volte a mitigare il prezzo» presso la rete dei suoi distributori. Nella nota si legge che «accogliendo gli appelli provenienti dalle istituzioni e dalle associazioni dei consumatori, Tamoil Italia intende contribuire concretamente a sostenere la mobilità dei cittadini». E le nuove misure, previste per tutto ottobre, «sono state concepite per generare benefici sia per i consumatori finali sia per la sostenibilità economica delle attività connesse alla rete distributiva». Anche se il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ieri si è augurato attenzione anche per le aziende: «Auspico che lo stesso trattamento sia attuato anche per chi si rifornisce all’ingrosso di gasolio e benzina».

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