Ministro Ciriani oggi la legge elettorale inizia l’ultimo passaggio alla Camera . È sicuro che passerà? «Noi pensiamo proprio di sì. È il momento della massima responsabilità per tutta la maggioranza chiamata, dopo l’incidente di luglio sulle preferenze , a dimostrare che c’è e va avanti». Come si accerterà? «Massima vigilanza». Farete votare con un solo dito per controllare che non spingano il tasto sbagliato? «Ma no. Invitiamo tutti ad essere presenti, poi ogni parlamentare, eletto, farà i conti con la propria coscienza». O con Meloni, come pare dicano i vostri messaggini? «È una leggenda metropolitana. Ricordiamo a tutti di stare in aula dalla mattina. Tra le 12.30 e le 13 si votano le pregiudiziali». Quando volete chiudere? «Speriamo tra il 7 ottobre sera e l’8 mattina». Ma i malumori e la paura di una non riconferma ci sono . Non temete il voto segreto? «La paura dei parlamentari di una non riconferma è normale nelle ultime fasi di una legislatura. È fisiologica con qualsiasi legge elettorale. Ci sono partiti che crescono altri che hanno un calo. Ma di fronte alle perplessità comprensibili del singolo, dobbiamo pensare al bene dell’Italia: questa legge è importante perché dona stabilità. Ci siamo lasciati alle spalle quanto accaduto a luglio». Altrimenti tutti a casa? « Conseguenze ci sarebbero di sicuro. Serie e importanti ». In crescita c’è Fnv di Vannacci . In Calabria ha avuto l’11%. Anche lei parla di flop? «Per fare la giusta analisi bisogna partire dall’ obiettivo che si era prefissato: far perdere il centrodestra per dimostrare di essere il kingmaker dei futuri equilibri. Abbiamo vinto noi quindi per lui è stato un flop . Così come lo è stato per i suoi alleati di sinistra». Alleati? «Sì, alleati, perché hanno tutti un unico obiettivo: battere la Meloni e far perdere il centrodestra. Un campo super largo che va da Vannacci a Fratoianni, unito solo dall’odio per il nostro governo. Per questo inviterei chi ha simpatia per Vannacci a rendersi conto che votandolo si vota contro il centrodestra». Quindi no alleanze future? «Così come stanno le cose un’alleanza è impossibile perché dimostra di non volerla: il suo solo obiettivo è farci perdere per averne un vantaggio personale. Senza considerare tutti gli aspetti che lo allontanano dalla destra di governo che abbiamo costruito». Sulle preferenze siete caduti alla Camera e al Senato per l’accordo con gli alleati le avete votate con i capilista bloccati : «farlocche» secondo la sinistra . Perché intestardirsi? «Giorgia Meloni ha sempre detto di voler reintrodurre le preferenze. Una battaglia giusta condotta nonostante le perplessità di altri e che ha vinto convincendo anche gli alleati. A quel punto la sinistra che alla Camera non solo non le aveva votate ma aveva esultato, come per una vittoria dell’Italia ai mondiali, quando erano state bocciate, si è lamentata che non erano vere preferenze. Il dato di fatto è uno: noi le abbiamo introdotte, altri che avrebbero potuto farlo quando erano al governo no. E questa è un’altra promessa realizzata». Sono già pronti i ricorsi. Non temete la Consulta? «Rispetto al testo base ci sono stati vari cambiamenti per andare incontro alle obiezioni di costituzionalità». Il premio non è ancora «abnorme»? «È stato molto limato. E, a differenza di ciò che sento dire dall’opposizione, la futura maggioranza da sola non potrà modificare gli equilibri e gli assetti costituzionali. Siamo piuttosto sicuri della bontà della legge. Poi sento molti dell’opposizione che danno per scontato l’intervento della Corte Costituzionale, anche se non so su che basi facciano le loro affermazioni». Ne aspetterete l’esito? «Difficile prevederlo. Non sappiamo ancora né se ci saranno ricorsi, né se la Consulta li valuterà e in che tempi. Impossibile quindi fare previsioni. Noi riteniamo di aver fatto un buon lavoro». Se passerà questa legge ripartirà la lunga campagna elettorale? «Ma no, il lavoro da fare è tanto, iniziando dalla legge di bilancio e dai documenti che la anticipano». Ma non avete ancora trovato la quadra? «Non posso anticipare le decisioni che prenderà venerdì il Consiglio dei ministri. E poi c’è l’emergenza legata al prezzo dell’energia ». Per le opposizioni le vostre misure sono propaganda. «Loro non sanno decidere neanche se fare i gazebo per le primarie, non hanno fatto alcuna proposta». E i dieci punti di Schlein? «Sono per lo scostamento di bilancio. Ma su come risolvere il caro benzina o il caro elettricità hanno fatto solo grandi lamentazioni e nessuna proposta concreta. Noi per il caro carburanti siamo intervenuti nell’immediato riducendo le accise, abolito il bollo auto e ora, grazie alla credibilità di Giorgia Meloni, le compagnie petrolifere internazionali mettono un tetto ai prezzi della benzina. Un conto è parlare al bar o alla Tv, un altro è trovare soluzioni. Il governo continua a lavorare, in modo coeso».
Il ministro Ciriani: «Sulla legge elettorale la maggioranza ci sarà o avremo conseguenze serie. Vigilerò in Aula»
Ministro Ciriani oggi la legge elettorale inizia l’ultimo passaggio alla Camera . È sicuro che passerà? «Noi pensiamo proprio di sì. È il momento della massima responsabilità per tutta la maggioranza chiamata, dopo l’incidente di luglio sulle preferenze , a dimostrare che c’è e va avanti». Come si accerterà? «Massima vigilanza». Farete votare con un solo dito per controllare che non spingano il tasto sbagliato? «Ma no. Invitiamo tutti ad essere presenti, poi ogni parlamentare, eletto, farà i conti con la propria coscienza». O con Meloni, come pare dicano i vostri messaggini? «È una leggenda metropolitana. Ricordiamo a tutti di stare in aula dalla mattina. Tra le 12.30 e le 13 si votano le pregiudiziali». Quando volete chiudere? «Speriamo tra il 7 ottobre sera e l’8 mattina». Ma i malumori e la paura di una non riconferma ci sono . Non temete il voto segreto? «La paura dei parlamentari di una non riconferma è normale nelle ultime fasi di una legislatura. È fisiologica con qualsiasi legge elettorale. Ci sono partiti che crescono altri che hanno un calo. Ma di fronte alle perplessità comprensibili del singolo, dobbiamo pensare al bene dell’Italia: questa legge è importante perché dona stabilità. Ci siamo lasciati alle spalle quanto accaduto a luglio». Altrimenti tutti a casa? « Conseguenze ci sarebbero di sicuro. Serie e importanti ». In crescita c’è Fnv di Vannacci . In Calabria ha avuto l’11%. Anche lei parla di flop? «Per fare la giusta analisi bisogna partire dall’ obiettivo che si era prefissato: far perdere il centrodestra per dimostrare di essere il kingmaker dei futuri equilibri. Abbiamo vinto noi quindi per lui è stato un flop . Così come lo è stato per i suoi alleati di sinistra». Alleati? «Sì, alleati, perché hanno tutti un unico obiettivo: battere la Meloni e far perdere il centrodestra. Un campo super largo che va da Vannacci a Fratoianni, unito solo dall’odio per il nostro governo. Per questo inviterei chi ha simpatia per Vannacci a rendersi conto che votandolo si vota contro il centrodestra». Quindi no alleanze future? «Così come stanno le cose un’alleanza è impossibile perché dimostra di non volerla: il suo solo obiettivo è farci perdere per averne un vantaggio personale. Senza considerare tutti gli aspetti che lo allontanano dalla destra di governo che abbiamo costruito». Sulle preferenze siete caduti alla Camera e al Senato per l’accordo con gli alleati le avete votate con i capilista bloccati : «farlocche» secondo la sinistra . Perché intestardirsi? «Giorgia Meloni ha sempre detto di voler reintrodurre le preferenze. Una battaglia giusta condotta nonostante le perplessità di altri e che ha vinto convincendo anche gli alleati. A quel punto la sinistra che alla Camera non solo non le aveva votate ma aveva esultato, come per una vittoria dell’Italia ai mondiali, quando erano state bocciate, si è lamentata che non erano vere preferenze. Il dato di fatto è uno: noi le abbiamo introdotte, altri che avrebbero potuto farlo quando erano al governo no. E questa è un’altra promessa realizzata». Sono già pronti i ricorsi. Non temete la Consulta? «Rispetto al testo base ci sono stati vari cambiamenti per andare incontro alle obiezioni di costituzionalità». Il premio non è ancora «abnorme»? «È stato molto limato. E, a differenza di ciò che sento dire dall’opposizione, la futura maggioranza da sola non potrà modificare gli equilibri e gli assetti costituzionali. Siamo piuttosto sicuri della bontà della legge. Poi sento molti dell’opposizione che danno per scontato l’intervento della Corte Costituzionale, anche se non so su che basi facciano le loro affermazioni». Ne aspetterete l’esito? «Difficile prevederlo. Non sappiamo ancora né se ci saranno ricorsi, né se la Consulta li valuterà e in che tempi. Impossibile quindi fare previsioni. Noi riteniamo di aver fatto un buon lavoro». Se passerà questa legge ripartirà la lunga campagna elettorale? «Ma no, il lavoro da fare è tanto, iniziando dalla legge di bilancio e dai documenti che la anticipano». Ma non avete ancora trovato la quadra? «Non posso anticipare le decisioni che prenderà venerdì il Consiglio dei ministri. E poi c’è l’emergenza legata al prezzo dell’energia ». Per le opposizioni le vostre misure sono propaganda. «Loro non sanno decidere neanche se fare i gazebo per le primarie, non hanno fatto alcuna proposta». E i dieci punti di Schlein? «Sono per lo scostamento di bilancio. Ma su come risolvere il caro benzina o il caro elettricità hanno fatto solo grandi lamentazioni e nessuna proposta concreta. Noi per il caro carburanti siamo intervenuti nell’immediato riducendo le accise, abolito il bollo auto e ora, grazie alla credibilità di Giorgia Meloni, le compagnie petrolifere internazionali mettono un tetto ai prezzi della benzina. Un conto è parlare al bar o alla Tv, un altro è trovare soluzioni. Il governo continua a lavorare, in modo coeso».

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