Sono passate appena tre settimane dal matrimonio-show del 5 settembre all’ Unipol Dome di Milano . Pochi intimi (seimila) rispetto al numero di follower (1,6 milioni su Instagram, 3,5 su TikTok, 7,3 su YouTube) ma tutti paganti, perché quando di mezzo ci sono i Me contro Te si fattura sempre, nella gioia e nel dolore. I dolori arrivano mentre Sofia Scalia (29 anni) e Luigi Calagna (33) sono in viaggio di nozze in Africa, tra leoni e giraffe. Il sito web, che tanto spinge il business della loro 50/50 «Me contro te srl» (sede a Marsala, 29 milioni di patrimonio, 4 di ricavi e 1,7 milioni di utile 2025), è stato volontariamente tirato giù .  Ai due sposi da giorni arriva l’eco dell’offensiva legale e giudiziaria di una lobby di consumatori contro mecontrote.it e l’app. Nessuno crede che il down prolungato del sito («In manutenzione») sia una pura coincidenza: che senso avrebbe un «tagliando» dopo la grancassa del matrimonio che garantisce un coda sicura di incassi? Notare le date: 5 settembre nozze, 14 deposito ricorso, il 19 esce la notizia, il 22 il sito va offline. Pratiche commerciali aggressive e ingannevoli — sostiene Consumerismo No Profit guidata da Luigi Gabriele — e violazione della privacy dei minori.  Ma non c’è solo il Tribunale civile di Palermo . Anche la Procura della Repubblica di Trapani ha sul tavolo una notifica su presunte violazioni del codice della privacy. E semmai venissero aperti fascicoli sarà tra Palermo e Trapani che i due novelli sposi potranno dimostrare di non aver rivolto ai bambini inviti diretti all’acquisto o aver promosso pubblicità occulta o aver raccolto dati dei minori.  Ma l’Antitrust ? Il principale baluardo contro le pratiche commerciali ingannevoli o scorrette? I consumatori avrebbero inviato un corposo fascicolo (compresi numerosi screenshot delle pagine «incriminate» del sito) il 9 giugno. È possibile che sia ancora in corso la fase della pre-istruttoria. Poi si vedrà. Mezzi e competenze sono ai massimi livelli. La vicenda Balocco-Ferragni , per esempio, pur essendo tutt’altra storia, esplose nel 2023 proprio dopo indagini e sanzioni dell’Antitrust.