Giù la maschera, Christian Horner lancia un messaggio alla Ferrari. L'ex team principal della Red Bull dice di essere pronto a guidare la Scuderia, lo fa nel corso di una lunga chiaccherata con il Times sulla sua autobiografia («Drive») e sono parole dirette, come è sempre stato il suo stile. Il suo piano sarebbe tornare in F1 non più come semplice capo ma anche come azionista (lo stesso ruolo di Toto Wolff), tuttavia sarebbe pronto a fare un'unica eccezione: «Sono stato per ventuno anni seduto al muretto e in questa fase della mia vita non ho bisogno di tornarci. C'è una sola squadra per la quale farei un'eccezione rinunciando anche a una partecipazione azionaria». «La Ferrari - ha proseguito Horner-è la più grande realtà in F1, è il sogno. È il gigante addormentato». Cacciato dalla Red Bull nell'estate del 2025 dopo aver resistito a un'inchiesta interna per comportamento inappropriato nei confronti di un assistente, il boss inglese, sposato con l'ex Spice Girls Geri Halliwell, ha voglia di rivincita: «Se dopo aver passato 14 mesi fuori dalla F1 si parla ancora di me, vuol dire che non ero così impopolare». Il suo licenziamento è stato l'apice di una guerra di potere fra frazioni all'interno della Red Bull, l'ala austriaca lo voleva fuori da tempo. Ha accumulato enormi ricchezze ma a casa si annoia: «Sento che c'è bisogno di un ultimo ballo, e Toto (Wolff, il capo della Mercedes ndr) ha bisogno di qualcuno che gli renda la vita più difficile». L'autocandidatura di Horner arriva in un momento delicato in casa Ferrari, il team principal Vasseur però lo scorso anno ha rinnovato il contratto. Ai tempi l'opzione Horner era stata esclusa dai vertici a Maranello. Con la Red Bull Horner ha vinto 14 titoli mondiali godendo di autonomia illimitata nelle scelte, ha scoperto Vettel e Verstappen, e scommesso sull'apertura di una divisione motori. Sembrava una follia e invece a Milton Keynes, da zero, sono riuscito a costruire una power unit competitiva, per la Federazione la migliore della griglia.
Ferrari, Horner si candida per diventare il capo: «Sarebbe il lavoro dei sogni, la Rossa è un gigante addormentato»
Giù la maschera, Christian Horner lancia un messaggio alla Ferrari. L'ex team principal della Red Bull dice di essere pronto a guidare la Scuderia, lo fa nel corso di una lunga chiaccherata con il Times sulla sua autobiografia («Drive») e sono parole dirette, come è sempre stato il suo stile. Il suo piano sarebbe tornare in F1 non più come semplice capo ma anche come azionista (lo stesso ruolo di Toto Wolff), tuttavia sarebbe pronto a fare un'unica eccezione: «Sono stato per ventuno anni seduto al muretto e in questa fase della mia vita non ho bisogno di tornarci. C'è una sola squadra per la quale farei un'eccezione rinunciando anche a una partecipazione azionaria». «La Ferrari - ha proseguito Horner-è la più grande realtà in F1, è il sogno. È il gigante addormentato». Cacciato dalla Red Bull nell'estate del 2025 dopo aver resistito a un'inchiesta interna per comportamento inappropriato nei confronti di un assistente, il boss inglese, sposato con l'ex Spice Girls Geri Halliwell, ha voglia di rivincita: «Se dopo aver passato 14 mesi fuori dalla F1 si parla ancora di me, vuol dire che non ero così impopolare». Il suo licenziamento è stato l'apice di una guerra di potere fra frazioni all'interno della Red Bull, l'ala austriaca lo voleva fuori da tempo. Ha accumulato enormi ricchezze ma a casa si annoia: «Sento che c'è bisogno di un ultimo ballo, e Toto (Wolff, il capo della Mercedes ndr) ha bisogno di qualcuno che gli renda la vita più difficile». L'autocandidatura di Horner arriva in un momento delicato in casa Ferrari, il team principal Vasseur però lo scorso anno ha rinnovato il contratto. Ai tempi l'opzione Horner era stata esclusa dai vertici a Maranello. Con la Red Bull Horner ha vinto 14 titoli mondiali godendo di autonomia illimitata nelle scelte, ha scoperto Vettel e Verstappen, e scommesso sull'apertura di una divisione motori. Sembrava una follia e invece a Milton Keynes, da zero, sono riuscito a costruire una power unit competitiva, per la Federazione la migliore della griglia.

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