Un rapporto nato male e finito peggio . Veruska D’Angelo, l’assistente sociale assegnata sin dall’inizio alla famiglia nel bosco, finisce sotto processo disciplinare per presunta violazione dei sei articoli del codice deontologico. L’Ordine degli assistenti sociali della Regione Abruzzo ha aperto il fascicolo dopo una prima segnalazione dei vertici «per dichiarazioni rilasciate alla stampa» seguita ad un esposto degli ex legali dei Trevallion, Femminella e Solinas che la descrissero «ostile» e «non imparziale» , in riferimento a una serie di scontri culminati la sera dell’allontanamento di Catherine dalla casa famiglia di Vasto, a marzo, con un litigio furibondo tra la madre dei tre minori e la D’Angelo. C’è una nuova assistente sociale che si occuperà dei Trevallion: Giuseppina Tittaferrante . Non prenderà il posto di Veruska D’Angelo, semplicemente la affiancherà. Così almeno assicura il legale di D’Angelo, avvocato Luca Bauccio, noto per essere stato legale dello psicologo Claudio Foti e della psicoterapeuta Nadia Bolognini al processo di Bibbiano su presunti abusi. Bauccio si dice costretto a correggere in corsa notizie trapelate in agenzia, dopo le rivelazioni de Il Centro : «La mia assistita è ancora assegnata all’incarico, non è mai stata sostituita. L’intero team che segue il caso è stato semplicemente implementato con altri professionisti tra cui psicologi e appunto una nuova assistente sociale». L’avvocato è inviperito: «Leggo tante menzogne, anche riguardo al provvedimento disciplinare. Non temiamo per nulla la decisione del Consiglio, anzi per noi questo procedimento è un’occasione per rispondere punto per punto e dimostrare che la mia assistita ha sempre operato in modo corretto e non ha mai espresso giudizi negativi o personali sui Trevallion».  Non è quello che si legge nella denuncia (una delle due) depositata lo scorso gennaio dagli ex avvocati dei Trevallion : «D’Angelo — scrivono gli avvocati Femminella e Solinas — si presenta come il censore che in atti ufficiali destinati al carteggio processuale si scaglia contro metodi educativi ritenuti diversi e perciò solo sbagliati». Un pregiudizio che avrebbe contribuito a formare nei giudici la convinzione di una famiglia inadeguata per i tre bimbi. La notizia della nomina di una nuova assistente sociale conforta l’avvocato Pillon che oggi la conoscerà e che esulta per l’avvio del percorso di riavvicinamento bambini- genitori: «Abbiamo finalmente ricevuto la convocazione per un incontro finalizzato a concordare le modalità di graduale rientro dei minori come previste dal Tribunale». La novità delle ultime ore è che i tre figli di Nathan e Catherine non frequenteranno la scuola a tempo pieno, alle elementari di Vasto dove sono stati iscritti dalla curatrice, dottoressa Palladino. I tre minori, (la più grande andrà in quarta elementare, i due gemelli in seconda) avranno un orario scolastico normale, con uscita alle 13. Quindi, laddove il Tribunale desse il via libera, avrebbero tutto il tempo di trascorrere alcuni pomeriggi con i genitori nel casolare di Palmoli con i loro amati animali. Garantista, infine, lo psichiatra di parte Tonino Cantelmi: «Non approvo l’avvio di procedimenti e auguro a D’Angelo di poter lavorare serenamente».