C’è un’attesa febbrile per la sentenza del Tribunale di Roma sulla richiesta di reintegro di Sigfrido Ranucci alla conduzione di Report . E molta prudenza: «Quando arriverà la pronuncia del giudice ci adegueremo, perché le decisioni vanno rispettate. Solo dopo commenteremo». I l direttore dell’Approfondimento Rai, Paolo Corsini, ieri ha risposto così a chi gli chiedeva della pronuncia, attesa ormai a breve. Una frase molto più cauta rispetto a quella del giorno prima, che aveva prodotto molte polemiche , visto che Corsini si era spinto a auspicare che il giornalista non rientrasse alla conduzione in Rai. «E cosa dovevo fare? — aveva spiegato il dirigente al Corriere — Non posso mica auspicare che una mia decisione venga annullata dal giudice, no?». Certo è che quelle parole sono diventate di piombo dopo poche ore, quando è emerso l’invio a Ranucci di un provvedimento di sospensione di dieci giorni da parte della Rai. Un uno-due che ha fatto dire a Giuseppe Giulietti, coordinatore dell’associazione Articolo 21, da sempre vicino al giornalista: « Chi oggi tace su Ranucci, sappia che questa vicenda prima o poi riguarderà tutte e tutti noi». Chi non tace è sempre Corsini che, a margine di una presentazione, ieri, ha aggiunto: «Stiamo lavorando (a Report, ndr) con il nuovo modello, il nuovo studio e sto autorizzando le trasferte. Noi andiamo avanti». Non senza fibrillazioni , che derivano dall’ipotesi che Ranucci rientri, scombussolando gli attuali equilibri che vedono la redazione intenta a recuperare un clima più sereno. Di certo le inchieste che vengono anticipate sui social mostrano un approccio diverso: c’è quella sull’energia in Cina, quella sulla procreazione assistita, quella sull’inquinamento del Mediterraneo e quella sul business del balcone di Giulietta a Verona. L’impressione è che si voglia riconnettere Report al modello precedente a quello di Ranucci, insomma a quello di Milena Gabanelli. Ieri, sempre sui profili social di Report, campeggiava una foto della giornalista su un post che dava notizia del Premiolino vinto da Sacha Biazzo, autore dell’inchiesta su Paolo Zampolli, rappresentante speciale di Trump per le partnership globali. Premio consegnato a Biazzo proprio da Gabanelli. E Ranucci? Ieri pubblicava orgoglioso la foto del figlio che ha superato l’esame di Stato per la professione di avvocato, corredato da un «mea culpa» per essere stato assente in passaggi importanti della vita familiare. Ranucci deve ancora essere ascoltato dai giudici che indagano sull’attentato subito , il cui mandante è «l’amico fraterno» Valter Lavitola. Un appellativo che finora Ranucci non ha mai corretto.